Micov-Kuzminskas sulla sirena: Milano batte una bella Cremona

Vittoria soffertissima per l’Olimpia contro una Cremona coriacea e sempre più testimone della classica pallacanestro di Sacchetti.

Che Milano non si presentasse a questo appuntamento con le energie al massimo, visto il recente calendario, era prevedibile. Che subisse un parziale di 11-32 tra il 23′ (58-43) ed il 34′ (69-75) era francamente difficile anche solo da pensare.

La gara si dipana tra il tentativo biancorosso di allungare, senza esagerare con l’intensità, e la tranquillità che dà certezze della Vanoli, mai in panico e sempre pronta a sfruttare ciò che la gara offriva. Il finale è pirotecnico, con Micov che serve sulla sirena un assist al bacio dalla rimessa a Kuzminskas, prontissimo all’affondata vincente. Se c’è una colpa cremonese risiede negli ultimi 4 minuti, quelli in cui le occasioni per chiuderla sono state decisamente troppe per non essere sfruttate.

Come da nostra consuetudine, abbiamo provato ad isolare 5 punti che possano dare l’idea di quanto accaduto nella serata del Forum.

  • Partiamo dal meglio? Mindaugas Kuzminskas. Il lituano cresce in modo esponenziale, grazie ad un rientro in forma agonistica che si poteva pensare necessitasse di diverse gare. A parte la schiacciata vincente, il giocatore ha cambiato totalmente la geografia della squadra di Pianigiani. Ora gli esterni godono di praterie, rispetto a quanto avveniva con in campo i soli Jefferson ed M’Baye nel ruolo di 4. Ne beneficia la qualità del gioco, permettendo a chi ha in mano il pallone di costituirsi minaccia  costante, anche quando l’abuso di palleggio supera il livello di guardia, cosa che accade ancora troppo spesso. Gli avversari devono difendere anche sui closeout e le scelte diventano difficili.
  • Michele Ruzzier, Kelvin Martin e Meo Sacchetti. Alzi la mano chi poteva prevedere un giocatore così determinato in posizione di play, completamente diverso da quello del recente passato. E la alzi anche chi immaginava un Martin così decisivo, dopo un inizio di stagione tutto da decifrare. La ragione è semplice e si chiama Romeo Sacchetti. Ok, è un amico, facile parlar bene degli amici, direte. Eh no, qui parla il campo. Cremona è partita per salvarsi ed era chiaramente una delle candidate più accreditate alla retrocessione. 8 vinte nel solo girone di andata e Final 8: cosa? Capolavoro si chiama, capolavoro di semplicità ed umanità, cose che, se trasmesse nel modo migliore ai giocatori, danno molto di più di un bel gioco offensivo. Cremona gioca come vuole Meo e lo fa perché i giocatori, e basta parlare con chi ha giocato per lui per capirlo, credono nel suo sistema e nel suo modo di fare.
  • Sebbene non si stata una gara travolgente, Milano sta crescendo ed è evidente. Le ragioni sono principalmente dovute a quanto già detto per Kuzminskas. Da verificare bene la dipendenza dal tiro da tre: vedi Malaga e Baskonia e capisci come da qui si debba forzatamente passare, peraltro come altre mille squadre nel gioco di oggi. 5/22 ti permette di battere sulla sirena l’ottava italiana, ma in Eurolega non ti porta da nessuna parte.
  • Cremona l’ha persa negli ultimi 5 minuti. Dapprima sbagliando una messe di buoni tiri che avrebbero esteso il vantaggio in modo pressoché definitivo, poi negli ultimissimi possessi, conclusi con il clamoroso errore di Fontecchio sulla rimessa. Da non colpevolizzare il solo Simone, in tal caso, poiché già l’esecuzione di tagli e blocchi aveva lasciato molto a desiderare prima che il pallone fosse indirizzato a lui. Molto positivo l’impatto di Giampaolo Ricci, addirittura +14 di plus/minus: da Derthona a questo livello il salto è notevole, ma in Serie A ci sta bene eccome. Che ci sia anche qui lo zampino del coach?
  • Qualcosa che non è piaciuto di Milano? Una cosa principalmente, oltre alla consuetudine di subire il già citato break di 11-32: perché adeguarsi a chi va “small” invece di imporre stazza e peso vicino al ferro? Il dubbio è venuto anche a Pianigiani, se è vero che l’ha subito giustificato in sala stampa. Condivisibile quanto detto riguardo la positività del riposo a Tarczewski e Gudaitis, tuttavia se sei Milano devi imporre, non subire quanto proposto da altri. Si tratta di un dettaglio solo perché alla fine si è vinto: se fosse arrivata la sconfitta oggi saremmo su ben altre sintonie. L’impressione a riguardo resta però poco gradevole.

 

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7 pensieri su “Micov-Kuzminskas sulla sirena: Milano batte una bella Cremona

  1. Jerrels litiga ancora col proprio ego. Il tiro che ha preso a 19 secondi dalla fine, che ha innescato tutto il drammatico finale, che poteva rovinare tutto, è stato un errore gravissimo. Pur senza poterlo provare, la ragione per cui ha preso quel tiro affrettato, sbilanciato, difficile, pericoloso, sembra chiarissima a un vero tifoso: per paura che il possesso finale finisse nelle mani di Theodore… Gli passerà, è un gran giocatore, ha sintonia con Pianigiani. Adesso c’è la polemica contro Milano che non fa giocare gli italiani. Tanjevic che dice che con Hackett, Melli e Datome saremmo uno squadrone anche con soli 4 stranieri – come se li avessimo cacciati noi, quei giocatori. Poi vedi Kuzminskas che il campo d’attacco sembra raddoppiato in superficie, e vedi che sul possesso decisivo Fontecchio non era concentrato…

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  2. Condivido il fatto che il gioco sia migliorato. Non e’ solo merito dell’ultimo arrivato, credo, ma anche del tempo passato insieme che porta a conoscersi meglio. Vero che Milano deve imporre la sua stazza ma sinceramente non mi e’ dispiaciuto il quintetto con Pascolo nel ruolo di cinque. Del resto contro una squadra cosi’ piccola ci poteva stare. Gli italiani? Credo che meritino comunque piu’ minuti, almeno in lba. Ma siamo in una fase cruciale della stagione dove le gerarchie di squadra devono finalmente emergere. E lo si puo’ fare solo dando parecchi minuti ai “titolari”.
    Jerrels? Anche io ho l’impressione che “soffra” un po’ JT. Ma e’ uomo intelligente: si mettera’ presto al servizio della squadra e trovera’ cosi ‘i suoi spazi. Ciao.

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    1. Spero che Marzaglia che ci ospita non si dispiaccia se vado un po’ fuori tema sugli italiani. U.Fo si “meritano” di giocare di più? Sarebbe bello che giocassero di più, sono d’accordo, ma non mi sembra che se lo “meritino”. Immagina di giocare l’Eurolega 6 italiani + 6 stranieri, come vuole la FIP. Facciamo già fatica coi grandi talenti che abbiamo, immagina senza. Il 6+6 che vuole la FIP, se approvato, e temo che lo sarà, servirà solo a riportarci in pancia Gentile, e sai che bell’andare – un altro che vuole giocare i palloni decisivi senza averne la capacità, e che si ostina a tirare da 3 senza averne le statistiche. Un disastro. Cinciarini Abass Gentile Pascolo e Cusin contro Malaga? Contro Bamberg? Contro Maccabi? E non parlo delle 4 regine. No, credo che non mi divertirei. E anche in campionato… Del resto, e giustamente, gli italiani di valore se possono se ne vanno, dove ci sono più soldi. Obbligarci a giocare con gli italiani che restano, significa soltanto abbassare per legge il livello della squadra che stiamo cercando di costruire. Lo faranno, ma non mi sembra che vada bene.

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  3. Resta sempre “basket italiano”. Non pretendo che i nostri italiani giochino in eurolega, per carita’. I pochi in grado di farlo sono gia’ all’estero. Ma in campionato devono trovare spazio, anche per garantire il dovuto riposo ai big. Ciao

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