Morte Earl Cureton, il ricordo di Olimpia Milano

Alessandro Maggi 7

Venne a giocare nella stagione 1983/84 e possiamo dirlo con una punta di realismo anche in un giorno triste per la sua scomparsa a 66 anni:  Earl Cureton è costato tantissimo all’Olimpia, forse uno scudetto e una Coppa delle Coppe

Venne a giocare nella stagione 1983/84 e possiamo dirlo con una punta di realismo anche in un giorno triste per la sua scomparsa a 66 anni:  Earl Cureton è costato tantissimo all’Olimpia, forse uno scudetto e una Coppa delle Coppe.

Aveva giocato a Philadelphia ed era il terzo centro della squadra che vinse il titolo NBA nel 1983. Doveva giocare nella  Scavolini Pesaro ma poi non venne tesserato e lo prese l’Olimpia. Sei partite di campionato e sei vittorie. Imbattuto anche in Coppa delle Coppe. Mike D’Antoni una sera in panchina guardando quello che stava succedendo in campo si rese conto che nessuno passava la palla dentro contro Milano. Lo fece notare a Coach Dan Peterson. “Aveva eliminato il gioco in post basso degli avversari con la sua presenza. Anticipava, poi andava dietro, poi su un fianco poi sull’altro e nessuno capiva più dove si sarebbe fatto trovare. Smisero di passare la palla al suo uomo”, racconta il Coach. Rimbalzi. Difesa. Qualche canestro ma non tanti. Milano sembrava imbattibile. “Non so se avremmo mai perso”, aggiunge il Coach. Il resto è storia, leggenda, tutto.

Una mattina Cureton salì su un taxi e se ne andò a Malpensa. Avvertito dal portiere dello stabile in cui abitava, Peterson cercò di fermarlo. Dissero che era saltato su un taxi chiedendo di seguirlo, ma non era vero. E comunque la decisione era stata presa: Cureton avrebbe giocato nei Detroit Pistons, la squadra della sua città. Erano altri tempi. Un giocatore poteva andarsene nella NBA, che non aveva legami con il resto del Mondo cestistico, e non renderne conto a nessuno se non a sé stesso. Cureton non fu il primo a farlo e neppure l’ultimo. Lasciò l’Olimpia senza il centro perché in Coppa non erano ammesse modifiche al roster a stagione in corso. In finale di Coppa delle Coppe contro il Real Madrid, Milano perse di un punto. Difficile pensare che con Cureton non avrebbe vinto.

In campionato tentò di rimediare in modo eclatante. Cureton andò a giocare a Detroit e l’Olimpia firmò la prima scelta dei Pistons, Antoine Carr da Wichita State. Giocatore prodigioso, avrebbe avuto anche nella NBA una carriera superiore a quella di Cureton. Ma era un ragazzo, un rookie, saltava e correva ma non poteva ancora essere Cureton. L’Olimpia quell’anno perse lo scudetto nella bella contro Bologna.

Nel 1989/90 quasi per sanare una ferita Cureton tornò a Milano a fine carriera. Venne accolto con benevolenza e anche l’illusione che sarebbe stato lo stesso Cureton di sei anni prima. Purtroppo non lo era più. Non lo era neppure la squadra che chiuse il suo ciclo d’oro degli anni ’80. Ieri Earl The Twirl, la Trottola, se n’è andato per sempre. A Milano è stato un fenomeno visto pochissimo tempo e ha lasciato più rimpianti che ricordi. Rest in Peace.

7 thoughts on “Morte Earl Cureton, il ricordo di Olimpia Milano

  1. E il bello (si fa per dire) è che con arbitri imparziali avremmo comunque battuto sia il Real che la Virtus.

    1. @ BiancoRosso64 a Ostenda contro il Real la squadra era anche senza Antoine Carr non tesserato nei termini previsti dal regolamente ai tempi per le coppe, si giocava con il solo D’Antoni come “straniero”, perciò ancora maggior merito a chi ha disputato il match anche se gli arbitri regalarono veramente al Real la coppetta con delle decisioni vergognose.

      1. Non vorrei sbagliare partita ma mi pare che fu in quella finale col Real persa di un punto che almeno un nostro canestro dalla distanza, se non due, fu sputato fuori dalle oratoriali retine “inamidate” del campetto dilettantesco di Ostenda e non convalidati, figuriamoci gli arbitri se invece fossero stati tiri del Real, quella sera mancava solo che indossassero una divisa bianca…

      2. Mi sbagliavo, non fu in questa finale lo scherzetto della palla rimbalzata fuori dalla retina, qualcuno diversamente giovane ricorda quando accadde? Al 90% il tiro da fuori fu di D’Antoni (o forse di Premier), giocavamo fuori casa una partita europea persa di un soffio passata in tv al solito quasi all’alba col commento indignato di Aldo Giordani, penso e ripenso ma non ricordo contro chi…

  2. Rip Trottola. Lontani ricordi. Per chi fosse interessato a caricarla su uno SmartTv, il link e’ qui sotto della partita integrale via YT. Mi sembra Ostenda fosse 1984, persa di 1. Di questi tempi, partita più bella dello spettacolo attuale (lol)

    https://m.youtube.com/watch?v=sHW216XVdQg

    1. Grazie per il regalo, me la guarderò, ricordando quei tempi tanto lontani quanto belli (l’osceno presente incide si e no su questo giudizio)

      1. Caro Fab, goditela, mi ha fatto piacere trovarla, l’hanno caricata da (relativamente) poco mi sembra! L’ho guardata per parte del primo tempo e sul finale….D’Antoni che chiamava la “L”, e l 1-3-1 che mi sembra in Europa all’epoca pochi sapessero cos’era, era un turnover garantito e Peterson sempre intelligente da usarla con parsimonia e solo quando necessario (anche un po’ per i limiti atletici di rotazioni risicate in quegli anni)…non so su che superficie giocassero ma le scarpe spesso perdevano il “grip” lol…eppure un ricordo piacevole da guardare (benche’ ammetto sembri uno sport diverso rispetto ai tempi moderni). un saluto!

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