Olimpia Milano-Maccabi Tel Aviv in arrivo. Nel pieno della crisi entriamo in modalità EuroLeague con le nostre 5 domande 5.
Olimpia Milano, è crisi?
«Sei sconfitte in dieci gare, ko a Berlino (sei 1-3 in EuroLeague) e dopo poche ore in casa, con Pesaro, cui mancava un centro. Tutti i giocatori stanno rendendo sotto il loro livello a parte Mirotic. Se non è crisi questa. Anche se non è che il termine in sè sia importante».
Si è parlato tanto di attacco, ma il problema pare più la difesa.
«Almeno adesso non si parlerà sempre e solo di Pangos, che tuttavia pare ormai aver fatto il suo tempo. Quei 3’ con Pesaro dicono tanto. Gli manca cuore, oltre che la fiducia dell’allenatore. Ma i giocatori sono padroni di loro stessi, la responsabilità in primo luogo è loro. Ecco perchè francamente sentir parlare solo delle dichiarazioni del dopogara di Messina fa cadere le braccia. Ma d’altronde eravamo un paese di ct, poi di GM, quindi di virologi, contabili sportivi, e adesso di esperti di comunicazione».
Resta il problema della difesa. Com’è possibile in una squadra di Ettore Messina?
«Questo lo deve spiegare lui. Creare una squadra milionaria, da Final Four, e vederla barcollare su quelle che dovrebbero essere le prime certezze del suo tecnico, ispira molti interrogativi. La squadra lo segue? Forse lo squadra lo deve capire, e deve imparare a comunicare e conoscersi. Ma lui si faccia capire. Inutile sbraitare contro giocatori che non sanno, al momento, neanche dove sono. Comunque difesa e Messina sono sinonimi, da questo punto di vista la squadra crescerà. E qualcosa, per dire, si è visto con Olympiacos e Reggiana».
C’è poi l’attacco, e questo richiama anche a discorsi passati…
«Claudio Crippa, che con Messina ha un certo rapporto, sosteneva come il primo possesso dicesse molto dell’identità di una squadra. Milano non ha segnato nei primi 3/4’ con Alba come con Pesaro, che peraltro sono tutto tranne che i Detroit Pistons di Larry Brown. Questa è una squadra che, nei momenti cardine, si ferma e non segna più. D’altronde producono in due, gli altri si “nascondono”».
Arriva il Maccabi, che non vive propriamente un momento felice.
«Non sa mai quando giocherà, non ha una pianificazione stabile, però è un gruppo che si conosce bene. Mancherà Baldwin, ma Lorenzo Brown è un grande gestore, e gente come Webb, Nebo e Colzon può mandare in crisi una squadra che in questo momento sta concedendo molto anche nel pitturato. Tuttavia dopo la vittoria ad Oaka è arrivato il pesante ko con il Monaco. Un avversario altalenante, in una gara già decisiva: 1-4 sarebbe un record nefasto».

Caro Maggi,
fa piacere che consideri degli scemi tutti quelli che hanno discusso delle dichiarazioni di Messina dopo Pesaro.
“Ecco perchè francamente sentir parlare solo delle dichiarazioni del dopogara di Messina fa cadere le braccia. Ma d’altronde eravamo un paese di ct, poi di GM, quindi di virologi, contabili sportivi, e adesso di esperti di comunicazione».
Mi permetto di farti notare che non serve essere esperti di comunicazione, non serve neanche conoscere il basket, per capire che Messina ha fatto una delle cose + in uso da sempre: lo scarica barile.
Ed è questa la cosa che ha impressionato tutti noi, più delle palle perse, della difesa inesitente, del gioco latitante.
Concordo pienamente,e sul sig Maggi,be stendiamo in velo pietoso,lui con il basket e lo sport non c’entra niente,e solo uno pseudo giornalista che vivacchia con i soldi di questo blog, legittimo sicuramente,ma resta una incompetente banderuola.
La squadra non difende perché non è la stessa degli anni passati e comunque gente come Mirotic o Pangos non sono certo famosi per quel che fanno in difesa.
Nel pitturato concediamo perché non abbiamo un centro di ruolo degno di questo nome e forse il solo Kamagate può diventarlo. Melli e Voigtmann restano alii. Poi c’ è sir Hines, ma non entriamo nel discorso.
Comunque leggere che abbiamo un roster da f4 mi fa ridere perché per affermarlo bisogna essere decisamente ottimisti. Sia chiaro: non siamo scarsi, sulla carta. Ma vi sono difetti congeniti che mi fan pensare che più di tanto non si potrà gare. Ma oggi mi accontento di non fare altre figuracce in giro per l’Europa
L’unico che parla di F4 è quell’idiota di Ciccio, un troll che viene a prendere per il culo tutti noi tifosi di Milano.
certo che parlar male di chi con i suoi interventi fa campare il suo sito caro dottor Maggi fa davvero cadere le braccia.
A mai più.
Ma si sa che i giornalisti vanno dove li porta il vento (i risultati).
La redazione di ROM ha sempre usato il metodo “il bastone la carota”, in realtà non ha mai veramente preso posizione contro Messina e credo che mai lo farà…
Tra Pioli e Messina non so più a che santo votarmi…
Per il Milan mi affiderei al carisma di Ibrahimovic che potrebbe aiutare sia l’allenatore che la squadra.
Per l’Olimpia non so più neppure io cosa pensare né cosa sarebbe meglio fare.
Semplice: mandare via il POBO..
Il Maggi-pensiero non fa una piega, leggendo i commenti qui pare i permalosi affermino che chi non è con loro è contro di loro, ma sbagliano.
Ci sono altre spiegazioni alla crisi della squadra ma gli odiatori di Messina non le vogliono neppure vedere, andiamo avanti così, facciamoci del male.
Gigigante, la mia critica a Maggi non era su Messina si Messina no (lasciamo perdere l’odio che con lo sport non dovrebbe c’entrare un bel nulla)
ma sul fatto che sostanzialmente da degli imbecilli a chi come me ha scritto delle opinioni, condivisibili o meno.
Diciamo che lo considero un gesto rischioso perchè per lui questo blog è pure una fonte di reddito.
Secondo me, e forse pure altri, sono proprio le parole di Messina che hanno fatto capire che la crisi è + profonda di quello che appare: di un comandante che non comanda e che scarica sulle proprie truppe le responsabilità.
Questo a me suona con un grande campanello di allarme.
E lo dice uno che prima della partita di Berlino, sperava veramente in una possibile crescita di questa squadra. Altro che odio.
Maggi scrive dei tanti suoi dubbi (condivisibili) sul perchè di questa situazione e poi scrive “Questo lo deve spiegare lui.”
Ecco la scorsa domenica non lo ha spiegato.
Veramente Messina l’ha già spiegato proprio domenica: la colpa è di tutti ad eccezione del POBO…
La ggente con due g è fatta così, ama alla follia o odia con rancore, ma non fa male a nessuno, soprattutto qui su ROM sono solo parole in libertà su carta digitale; il problema di quest’anno è il presente vero, una realtà quotidiana triste dalla quale non si percepisce una via d’uscita praticabile, almeno con questo organico in mano alla attuale gestione tecnica; altro che comunicazione e immagine, i problemi sono sostanziali e stanno alla radice di chi ha concepito e costruito questo viaggio credendosi a bordo di un treno veloce, ma strada facendo si è accorto di stare su un intercity, e di non esserne il macchinista, tuttalpiù il capotreno che fa scendere dalla carrozza (la squadra) i passeggeri senza biglietto (i giocatori caduti in disgrazia)
È un viaggio triste, con la possibilità di finire su di un binario morto o peggio di deragliare andando a sbattere
Stiamo parlando di basket che per noi tifosi dovrebbe essere un passatempo e quindi il discorso dell’odio è molto triste.
Più triste delle sconfitte dell’Olimpia.
Speriamo di sorridere un po’..non troppo… stasera, anche se siamo in un tunnel piuttosto profondo.
Io credo che sia i nostri giocatori che tutto lo staff sono persone serie e che faranno di tutto per uscirne.