
Luca Banchi, dalle colonne del Corriere dello Sport, torna su un tema centrale per il basket italiano: il ruolo dei giocatori nazionali nei progetti tecnici dei club di Serie A. Il ct azzurro parte da una convinzione netta: quando vengono messi nelle condizioni giuste, gli italiani sanno incidere. «La conferma che, se vengono rivestiti di un ruolo di responsabilità, i giocatori italiani sanno rispondere alla grande», le sue parole.
Sulla scorsa stagione
«La conferma che, se vengono rivestiti di un ruolo di responsabilità, i giocatori italiani sanno rispondere alla grande. Il nostro campionato continua a valorizzare atleti di talento e personalità che mi auguro siano capaci di mantenere la nostra Nazionale ad alto livello. Non ritengo che servano regole restrittive per obbligare i club a schierare giocatori italiani, quanto piuttosto convincere proprietari, dirigenti e allenatori che, grazie ad adeguate opportunità, i nostri atleti possano essere in grado di offrire competitività combinata a un fortissimo senso di appartenenza diventando centrali nei progetti tecnici. Milano, Venezia, Bologna e Brescia hanno centrato le semifinali poggiando sulla consistenza di giocatori come Mannion, Ricci, Tessitori, Candi, Niang, Pajola, Ferrari, Diouf, Akele e Della Valle che hanno dato un contributo determinante al raggiungimento dei loro obiettivi».
Sulla prossima stagione
«Ci sono club, come le due nuove squadre romane o Napoli, che sembrano voler alimentare le loro ambizioni costruendo una solida base di giocatori indigeni. Scelta che mi trova totalmente in accordo in scia di esempi come l’Olimpia Milano dell’era Armani o la Virtus Bologna dell’era Zanetti, in grado di stabilizzarsi ai vertici nazionali grazie a un nucleo di giocatori italiani talentuoso e futuribile. Sono poi curioso di vedere all’opera nuovi arrivi come nel caso della neopromossa Verona, che certamente offrirà un importante palcoscenico a giocatori emergenti come Loro, Zampini e Poser già nel radar della nostra Nazionale maggiore».

Della Valle, Mannion, Ricci, Tessitori, Candi, Niang, Diouf,…ok, hanno dato il loro contributo…Pajola, non c’era…mentre, il contributo di Ferrari e Akele, non è stato determinante…è stato pari a zero…
Bisognerebbe cominciare col togliere la legge panda…. che non serve a garantire l’impiego degli italiani ma pone l’obbligo alle società di riempici le panchine.