L’Italia torna operaia e si qualifica con un grande Tonut: Filippine KO

kevinmartorano 23

Terza ed ultima giornata del girone A della FIBA World Cup 2023 in cui si sono affrontate le Filippine, squadra padrona di casa, e l’Italia di coach Gianmarco Pozzecco. Dopo la brutta sconfitta contro la Repubblica Dominicana, la nazionale italiana si gioca contro i padroni di casa l’accesso alla seconda fase del Mondiale 2023.

L’Italia non sbaglia e vince una partita cruciale, che l’ha vista comandare praticamente per gran parte del match. Ritrovata una buona affidabilità nel proprio tiro da tre punti, i ragazzi di coach Pozzecco hanno giocato una partita matura e da squadra consapevole di essere più forte degli avversari. Nonostante ciò, da segnalare un finale di gara più complicato del previsto, con le Filippine che si sono ritrovate a contatto dopo essere stata a lungo sopra la doppia cifra di svantaggio.

Filippine-Italia | La partita

Primo quarto con entrambe le squadre che tornano a far canestro da dietro l’arco, dopo due partite in cui hanno faticato non poco sotto questo fondamentale. Gli Azzurri concedono però qualche transizione offensiva di troppo agli avversari, che mettono in partita anche il pubblico. Il primo quarto si conclude sul 23-20 per le Filippine. Nel secondo quarto l’Italbasket tenta di riprendere il controllo della partita, tenendo bene difensivamente e concedendo meno opportunità di contropiede ai filippini. Proseguono, però, i problemi a rimbalzo difensivo degli Azzurri, fattore che sta comunque tenendo in partita Clarkson e compagni. L’Italia continua ad avere buone percentuali al tiro da tre punti in questa gara e trova anche il vantaggio in doppia cifra: all’intervallo lungo il punteggio è di 39-48.

Nel terzo quarto la squadra di coach Pozzecco respinge i tentativi di riavvicinamento nel punteggio dei filippini, mostrando maturità, grazie anche ad un grande Stefano Tonut. Le Filippine restano comunque a contatto, ma l’impressione è che gli Azzurri siano nettamente in controllo del match. Al 30′ l’Italia è in vantaggio sulle Filippine sul punteggio di 60-73 con tre triple di Pajola di grande importanza. L’Italia non sbaglia e amministra con serenità la prima parte dell’ultimo quarto, salvo poi complicarsi la vita permettendo alle Filippine di tornare a credere in una possibile clamorosa rimonta. Chiude con una vittoria la nazionale italiana il primo girone, vittoria arrivata col punteggio di 83-90. La squadra di coach Pozzecco dovrà però non sbagliare nella seconda fase del Mondiale, visto che un’ulteriore sconfitta potrebbe risultare fatale.

Per quanto riguarda i giocatori dell’Olimpia Milano, sugli scudi ancora Stefano Tonut, autore sin qui di un ottimo Mondiale. Infatti la guardia azzurra ha fatto registrare 13 punti. Molto bene anche il solito Nik Melli, che ha giocato una partita a tutto tondo: 10 punti, 6 rimbalzi, 7 assist. Pippo Ricci ha messo in piedi invece una partita da 14 punti, molti di questi nella seconda parte di gara.

23 thoughts on “L’Italia torna operaia e si qualifica con un grande Tonut: Filippine KO

  1. Bravi i ragazzi Olimpia. Il Poz in conferenza post gara un po’ schizzato. Polonara tira da tre punti malissimo, con lo stile di Ale Gentile prima maniera, dritto sul ferro e li sbaglia tutti, senza parabola. Perfetto per la Virtus.

    Incomprensibili gli abritraggi FIBA, imparziali con i padroni di casa filippini che di solito in queste manifestazioni vengono favoriti, quanto sono stati vergognosamente di parte a favore della Repubblica Dominicana. Devono esserci delle manovre sotto, per favorire così tanto il primo posto nel girone di una squadra non ospitante.

  2. Faccio presente che ad un certo punto Ricci ha giocato da 5 ed anche bene.
    Non c’è più rispetto per i ruoli, alla faccia di chi la mena da mesi, Poz è stato rovinato da Messina.
    Quindi Ricci è in grado di giocare da tre, da quattro e da cinque (chiaro per pochi minuti).

  3. Che bello se Tonut e Ricci fossero i nostri titolari nel quintetto di LBA in regular season, con Flaccadori in play, Shields da tre e Kamagate o Voigtmann come centro! Lo, Hall, Baron,e Melli sarebbero i cambi in grado di dare il colpo del ko a qualsiasi squadra.

  4. Il messaggio mi pare chiaro: non basta metterli in campo, magari negli ultimi secondi di partite stravinte.
    Bisognerebbe farli giocare, dandogli libertà e fiducia, perché sono ottimi giocatori!
    Speriamo che venga ascoltato.

  5. Caro Palmasco alla fine devo concludere che sei fazioso.
    Oggi contro le Filippine e non la Serbia, Pozzecco quanti ne ha utilizzati? OTTO
    Quanti hanno giocato più di 30 minuti ? Spissu 36, Fontecchi e Melli 31
    Sul +18 a 7 minuti dalla fine sono state fatte rotazioni? NOOOOOO
    Quindi quale è la differenza fra il Poz, Messina, Ataman e soci? Nessuna.
    Smettila con questa crociata non surrogata dai dati.

    Oggi abbiamo vinto e sono contento ma abbiamo giocato contro le Filippine.

  6. Perchè Tonut da noi non gioca come in Nazionale ? Io la penso come Palmasco.
    Il paragone con le rotazioni tra l’Italia e l’Olimpia non ha senso. L’Olimpia aveva e ha 15/16/17 giocatori tutti di livello, l’Italia arriva a 6 o 7.
    Quando usi l’mvp di lba solo per difendere sull’ultima azione del quarto ( e sono in quella) secondo me non è gestire bene il roster.
    Forse è per quello che Stefano ha rendimenti così diversi.
    Ma forse sono anch’io troppo fazioso. 😁

    1. Difficile fare paragoni tra nazionale e Olimpia. Però, da profano e semplice tifoso, non capisco perché la gestione del roster debba sempre essere così rigida. Partecipiamo a due competizioni differenti, non impossibile immaginare protagonisti differenti. Almeno in regular season. Ma Messina ha sempre dimostrato che ogni singola gara è una finale e che il rendimento di chi entra deve sempre essere al 101 % su entrambi i lati del campo. Forse è giusto. Ma non sempre sembra essere stato redditizio.
      Ma io sono un tifoso, non il coach. Amen

  7. Finalmente percentuali accettabili (anche più) dall’arco e vittoria in cassaforte, probabilmente col 40% avremmo vinto anche contro la Repubblica Dominicana, ma con i se e i ma…

    Rimane il grosso problema della fisicità, non c’è nulla da fare, siamo più piccoli di tutti, devono aiutare a rimbalzo tutti e raddoppiare i lunghi costantemente, lasciando i tiratori perimetrali talvolta liberi, solo che le Filippine non sono Towns e compagni, che a loro volta non sono Canada, Spagna, Serbia, Lituania ecc
    In difesa concediamo troppi rimbalzi offensivi ed in attacco non riusciamo a sfruttare il gioco in post ed in generale nel pitturato con conseguente abuso nel tiro da 3 (oggi addirittura 40 conclusioni, il doppio dei tiri da 2). Poi per carità sono anche tiri ben costruiti, ma se i nostri 2 migliori tiratori, Fontecchio e Gigi sparano a salve i problemi si ingigantisco. Oggi le castagne dal fuoco le hanno tolte Ricci e Pajola, che se prende fiducia può essere anche un fattore offensivo

  8. Che schifo di gioco che é divantata la pallacanestro :solo tiro da 3 .
    Come rimpiango gli anni 80-90.
    Ecco cosa ha portato lo scopiazzamento del Nba.

    1. Colpa di pozzecco che ha imparato da messina. Quindi mi pare ovvio che sia colpa al 50% di Messina.

  9. Chiariamo una cosa: Tonut lo voglio vedere in campo a Milano, non soltanto perché è un giocatore dell’Olimpia, ma perché ha bisogno di quell’esperienza per giocare con l’Italia – come ne hanno bisogno gli altri.

    Voglio vederlo in campo con l’Olimpia in LBA sempre, anche se siamo 12 sotto, come voglio vedere minuti reali e decisivi in LBA per Flaccadori.
    Voglio vedere i nostri giocatori maturare e crescere, tutti, giocando minuti che contano.

    Voglio che giocare a Milano sia un pregio per la carriera, non soltanto la sicurezza di essere pagati e pagati bene, com’è stato per Alviti, e come sarà per Caruso, per il quale oggettivamente non vedo spazio.
    Una chiusura che non mi piace.

    Qualche bimbo nei commenti cerca di comparare i minutaggi dell’Italia di Pozzecco con quelli dell’Olimpia di Messina, facendo una figura davvero misera, e per lui mi dispiace, accecato da uno spregevole sentimento nei miei confronti.
    Pozzecco non ha la squadra di Messina, e soprattutto si giocava il mondiale contro i padroni di casa: fammi vedere se si potessero fare esperimenti, o rotazioni col bilancino. Dai, siamo seri, o almeno proviamo a dire qualcosa.
    Accetto ogni opportunità di discorso con tutti, ma le stronzate senza senso dell’asilo Mariuccia mi sembrano indegne.

    Che Alviti sia venuto a morire da noi, e Tonut sia moribondo, e Fontecchio lasciato andare a me dispiace e addolora.
    Ci fossero i risultati a testimoniare la bontà delle scelte, potrei ingoiare, ma purtroppo quelli mancano di brutto.
    No Chacho no piacio.

    Ho poi sentito accostare Ataman a Pozzecco e Messina.
    Beh, è giusto che i bambini si divertano a fare disegnini, ma quando è ora di cena restino in camera loro.
    Ataman in due anni ha fatto una squadra che ha dominato l’Europa per tre anni, partendo dall’ultimo posto, con un gioco divertente è spettacolare, inarrivabile per gli altri. Ad Atene ha messo insieme qualcosa che fa paura.

    Così, almeno, mi ha tirato su mia nonna. Non mi sembra che mi abbia fatto male.

    1. Non voglio entrare nelle vostre diatribe, men che meno su argomenti discussi innumerevoli volte senza costrutto, però definire il gioco Larkin-Micic-dipendente “divertente e spettacolare” o attribuire meriti ad Ataman per la campagna acquisti faraonica del Pana (non ancora comprovata dai risultati) mi sembra obiettivamente poco onesto da parte tua.
      Se ci credi veramente, ed ho i miei dubbi, ok rispetto la tua opinione ma non la condivido

  10. L’Efes di Ataman giocava a rotazioni ridottissime 7/8 giocatori. Non mi sembra che abbia valorizzato i turchi e che avesse un buon gioco. Questione di gusti.
    Non sei più lucido

  11. La differenza che vedo in nazionale rispetto ai club è solo una: maggiore responsabilizzazione di alcuni giocatori.
    Tonut da noi, come Pajola a Bologna, non tirano praticamente mai, essendo ridotti di fatto a specialisti difensivi.
    Poi li vedi in azzurro e non sembrano nemmeno loro.
    Chiaro che i roster sono differenti e magari hanno meno spazio per iniziative personali, nei club, ma il discorso è valido fino a un certo punto perché anche in nazionale ci sono compagni che tirano praticamente ogni volta che toccano palla (Fontecchio e Datome) o quasi (Spissu).

  12. Personalmente mi interessa zero che la squadra sia “ divertente” come declinato da alcuni più esperti di me su questo sito.
    A prescindere dal fatto che ci sarebbe anche da intendersi sul significato di questo termine applicato al basket mi limito a dire che baratterei immediatamente i risultati europei degli ultimi 5 anni dell’Efes con i nostri.
    Quanto ai detrattori di Ergin ricordo loro unicamente che aveva preso un EFES nei bassifondi di eurolega portandolo in brevissimo tempo ai vertici assoluti,questo dicono i fatti, tutto il resto sono pinzillacchere.

    1. Nessuno nega i risultati di Altman ne’ le sue capacità.
      Ma gioco divertente proprio no, dove divertente significa con 5 giocatori che si passano la palla. Loro avevano due fenomeni e hanno costruito la squadra per loro. Legittimo e vincente ma non è la pallacanestri che preferisco.

    2. Mi rigiocherei volentieri la serie playoff 2021-22 con Melli e Delaney a disposizione…

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