Nicolò Melli ha mandato a referto 10 punti con 2/2 da 3 e 13 rimbalzi nel successo di Olimpia Milano a Casale con Derthona.
Ecco le parole del capitano biancorosso a Eleven nel dopogara: «Siamo stati bravi a reagire dopo un primo tempo in cui hanno segnato 46 punti. Nella ripresa ne abbiamo concessi meno di 30, quella deve essere la nostra identità».
Il resto lo ha fatto anche l’attacco: «Poi bravi a fare le cose giuste nel momento giusto contro una squadra forte e di talento».
Presente a bordocampo l’assistente di Gianmarco Pozzecco Edoardo Casalone: «E’ bello rivedere facce amiche durante l’anno, non vedo l’ora di essere con la maglia della Nazionale, ma prima ci sono i playoff».


Caro capitano, c’è anche l’altro dato, che nel primo tempo avete fatto 42 punti e soli 35 nel secondo.
E perché?
Forse perché si son visti quintetti come (secondo me assurdi) Pangos, Tonut, Datome, Ricci, Biligha, o Ricci, Melli Biligha per (troppo) lunghi minuti? Chiedo.
E chi doveva/poteva segnare in quei quintetti? Chiedo.
E se Shields non rende – deve giocare, ok, ma è ormai un mese che sta giocando… – è davvero saggio giocare senza un suo sostituto?
Perché a livello di creazione di gioco, quella richiesta a Shavon, né Datome né Ricci possono farlo, e se Datome a volte può fornire punti, Ricci neanche quelli.
(Ricci sa fare e fa altre cose, ma non coprire il ruolo di 3, secondo me).
Questo che dici mi sembra il punto chiave? Se Shields non arriva chi lo sostituisce? Questa è la vera criticità ad oggi.
Sappiamo che il sostituto naturale ed unico è Cabarrot di cui si sono perse le tracce. Questa scommessa di Messina mi sembra rischiosa a meno che tengano Cabarrot in naftalina.
Di Cabarrot non si sono perse le tracce, semplicemente è stato liquidato in fretta e furia da Messina…
Ok Nick cantiamocela come più ci piace ma questa storia della identità difensiva vale fino ad un certo punto in uno sport dove il pareggio non e’ contemplato e dove si vince sempre solo se si fa un punto in PIÙ dell’avversario.
Giusto i soliti due numeri per capire che ,almeno in Europa,si va avanti solo se là si butta un po’ più spesso degli altri nel paniere:
delle 8 passate al turno successivo ben 7 sono ad oltre 80 punti di media a partita ( dagli 85,6 del Partizan agli 81,4 del Barca) solo lo Zalgiris e ben al di sotto di questa cifra ma comunque,seppur di poco sopra di noi che abbiamo una media di 74,4 punti a partita,
media che scende paurosamente considerando il fatto che non avremo più con noi il tanto bistrattato TLC autore di un rispettabile tabellino personale intorno ai 9,5 punti.
Il problema si presenterà’ in forma ancor più pesante per le assurde regole nazionali che ci impediscono di schierare in campionato la formazione europea e se le cose andranno come sicuramente già nella testa di Messina la prevedibile tribuna di Davies ( 10,2 punti) e Billy ( 11 punti) a vantaggio di Devon (7,8 punti) e Kyle (5,5 punti) ci priverà di un ulteriore bottino di punti che neanche uno Shavon in versione Steph Curry potrà sicuramente compensare.
Per completare il quadro aggiungo che la Virtus,giusto per fare un esempio,ha una media punti europea di 78 a partita e questo dovrebbe portare inevitabilmente a fare due considerazione su chi può essere o meno il caso di mettere in campo a prescindere da fedeltà o curriculum prestigioso.
Quindi ok identità difensiva sempre e comunque ma se non abbiamo chi la butta dentro e con una certa continuità pure in Italia potrebbe essere dura