Gianni Petrucci, presidente FIP, ha rilasciato una lunghissima intervista a Tuttosport. Diamo un primo sguardo ad alcuni temi federali.
SUL RAPPORTO CON LEGABASKET
«Sì, è stato un incontro molto proficuo. Gandini mi ha convinto con le sue iniziative e ha riconosciuto che la titolarità del campionato è della Fip. Mi ha presentato idee e progetti in atto che stanno crescendo. Tutti sanno che io sono fissato con la comunicazione. La comunicazione è arte ed è nostro dovere promuovere il prodotto. Ripeto, Gandini mi ha convinto. Del resto ci conosciamo da anni, Umberto sa bene che sono impulsivo, però non voglio il male di nessuno».
SUI POSSIBILI SUCCESSORI
«Tutti i nomi che escono presto, non arrivano in fondo. Eppoi fino a che il buon Dio mi lascia sulla terra non posso pensare a cosa verrà. Soprattutto a due anni da fine mandato. Citando Andreotti, ancora non ho tirato le cuoia».
SU UNA SUA RICANDIDATURA
«Aspettiamo la Corte Costituzionale: però nessuno mi risponde quando chiedo perché chi fa le leggi può restare 40 anni e chi invece è nelle federazioni, enti privati con un piccolo contributo dal Governo debbano decadere dopo 3 mandati. E le capacità? Le esperienze? Io vorrei sapere se il golf senza il presidente Chimenti avrebbe ottenuto la Ryder Cup. La mia risposta è no. Così come Malagò è stato capace di ottenere i Giochi Invernali, con il contributo del Governo. Però dobbiamo lasciare».

Intanto si è spalmato uno strato bello spesso di Bostik sul sedere
Ricandidarsi?
Dovrebbe bastargli guardare il pantano in cui ha affossato il nostro basket per dimettersi subito, e non farsi vedere mai più – cosa che gli auguro, ma non accadrà.
Non accadrà, questa è gente che sa navigare la burocrazia, vermi che mangiano l’interno della frutta e la lasciano spolpata, bravissimi nel gioco sporco dei carrozzoni.
Se lo rieleggessero non mi stupirei. Le due gran leccate a Malagò in quest’intervista indicano già la direzione di movimento.
E intanto, a parte la pena della nazionale, ridotta a festeggiare gli ottavi posti presi con le unghia, gli italiani migliori finiscono a fare i panda nelle squadre ricche, seduti sul pino a mangiar corteccia e seccarsi le gambe e la testa.
Ma lui, lui si ricandida!
Questo è senza vergogna. Ha detto bene, chi lo dice che non si può ricandidare se ha fatto bene??? Peccato che non è il caso che lo riguarda
Petrucci the immor(t)al, pervaso da una filosofia andreottiana del potere, in fondo ha solo 77anni e vuole faticare ancora, per lui la pensione sarebbe un fine vita; l’Italia non è un paese per giovani
Personaggio che spero di non vedere assolutamente più.
Non fa bene al basket italiano …
Gianni la faina si ricandida e chiede bolla papale. Ma non bastano i disastri già causati?
Incredibile come Petrucci faccia sempre paragoni senza senso con le altre federazioni e le uniche dichiarazioni riguardanti la federazione pallacanestro siano solo su Banchero, i suoi vecchi mandati, i soldi che prende dallo stato, i fallimenti.