Olimpia Milano-Valencia, 5 domande 5 | Monaco scossa? Ora servono i fatti. Ma c’è la garanzia Baron

Alessandro Maggi

Giovedì Olimpia Milano-Valencia, torna il momento delle 5 domande 5 di ROM. Nella mente, ancora le emozioni del successo con il Monaco

Giovedì Olimpia Milano-Valencia, torna il momento delle 5 domande 5 di ROM. Nella mente, ancora le emozioni del successo con il Monaco.

Qualcosa può davvero essere cambiato nelle menti dei biancorossi dopo il successo contro Mike James e compagni?

«Varese non è il primo successo deciso su squadre di LBA. Ma questa Varese vale molto più di una Trieste o di una Treviso, e probabilmente anche di una Sassari. I biancorossi hanno interpretato bene lo spartito di Messina, controllando il ritmo senza balbettamenti, se non in un secondo tempo che ha avuto senso solo grazie ad un arbitraggio quanto meno inadeguato nell’interpretazione dei blocchi in movimento con fisici diversi. Poco da dire, una gara come quella contro il Monaco può essere una scossa per tutti. E soprattutto, ora l’Olimpia sa a chi affidarsi nei momenti caldi. Parole comunque, ora servono i fatti».

Billy Baron?

«Ovvio. E’ successo con la Stella Rossa, è successo contro la squadra di Sasa Obradovic. Ovvero le due vittorie di Milano in Europa nelle ultime undici gare. Per intenderci, nelle scorse settimane era mancato anche lui per un certo periodo. Il record non resta giustificabile, ma le mazzate della sorte sono state tante».

Ovviamente, a livello social c’è chi ora sottolinea l’assenza di Ettore Messina nella rimonta con il Monaco.

«La partita l’ha preparata lui. Poi, come noto, questo era un paese di ct che nel tempo si sono trasformati in GM e, cosa peggiore, in psicologi dello sport. Zeljko Obradovic, quello che viene spesso citato come esempio, urlò un “fuck you Gigi Datome” che sentì tutta Europa. Non mi pare che il buon Gigione si sia perduto nei meandri dell’umiliazione, nè che abbia covato rancore. Contro il Monaco le rotazioni sono state le rotazioni di Messina, e la gara non è cambiata certo per l’assenza di urlacci dalla panchina, ma per la “sbottata” di Hines verso gli arbitri. Il resto sono “balle”. A parte la serenità che solo un Mario Fioretti può dare in momenti di emergenza».

Valencia pare una squadra in difficoltà.

«Lo è. Parliamo di un club che, a prescindere da storia e risorse, è in EuroLeague solo a causa della guerra in Ucraina. In Spagna ora è fuori dai playoff, in EuroLeague ha record negativo ma migliore di Milano. Segna 12 punti in più di Milano, ne concede una maggiorazione di 9, smazza 18 assist a gara (è comunque settima con il nono attacco), ed è legata soprattutto a tre giocatori. Il play ex Asvel Chris Jones, e i centri Dubljevic e Rivero. Servirà grande energia sperando che Prepelic, solo 6 punti a gara, non si svegli proprio ora».

Quali possono essere le chiavi per Milano?

«Bisogna pareggiare l’energia. Con Davies sotto canestro e Hall in regia. Da subito. Valencia è leggermente più robusta nel pitturato, ma l’Olimpia molto più mobile».

Next Post

Pippo Ricci: Siamo nel momento cruciale. Il pubblico mi capisce

Pippo Ricci protagonista su Repubblica-Milano della rubrica “Uomini e Canestri” firmata Luca Chiabotti
Pippo Ricci

Iscriviti