Si avvicina il doppio turno di EuroLeague che parte con Olimpia Milano-Maccabi, e torna il tempo delle 5 domande 5 di ROM. Entriamo in modalità Europa.
Il ko di Oaka ha portato alle forti critiche alla squadra di Ettore Messina. Alla fine non era stata una delle migliori prove delle ultime settimane?
«Tutto va inquadrato in un momento, che tanto momento non è, che parla di 8 sconfitte in fila. Sono convinto che il club abbia operato bene in estate, nessuno si sarebbe atteso un passo simile. Sono arrivati giocatori di esperienza, che conoscono la competizione e che possono entrare nel sistema di gioco di Messina. Davies? Uno dei migliori centri di EuroLeague. Pangos? Il miglior play disponibile sul mercato. Thomas? Voigtmann? Gente che colpisce da fuori e che ha “corpo”. Ma insieme per ora non è scattata nessuna scintilla, e forse i caratteri non si sommano bene. Per tutte queste cose, questa è la squadra più costosa ad oggi a non valere l’EuroLeague. 3 vittorie in 12 gare sono un insulto al cv di questi giocatori e agli sforzi della società. Non conta nulla arrivare ad un passo dal successo ad Oaka. Ad Oaka si deve vincere con questa classifica».
L’errore di Tim Luwawu-Cabarrot è stato molto discusso sui social. E’ lui il massimo colpevole?
«Tutt’altro. Lui ha sbagliato perchè lui si è preso le responsabilità. E dal giorno del suo arrivo, è il miglior giocatore di questa squadra. Ecco perchè alcuni elementi del roster dovrebbero farsi qualche domanda. La realtà è che, nei momenti caldi, Messina si sente più al sicuro affidandosi al francese rispetto a Naz Mitrou-Long e Devon Hall. Non siamo qui per dare colpe, commentiamo solo quello che vediamo».
La sensazione è che i leader, al momento, non abbiano la palla in mano.
«I leader sono Melli e Hines. Il primo fa sempre la differenza, e il secondo non sta sentendo il peso degli anni. Basta con queste banalità. Il problema è tecnico. La squadra non riesce più ad utilizzarlo come risorsa offensiva perchè il p&r centrale, che non giocava solo con Sergio Rodriguez, non pare nelle corde di nessuno. Di Pangos all’inizio, poi di Hall, quindi di Mitrou-Long. Ma il “Sir” in difesa si sente ancora, lo dicono i numeri di squadra. Una cosa è certa, nei momenti difficili un anno fa Rodriguez, Shields o anche Delaney sapevano cosa fare. Al momento Melli e Hines si voltano e vedono il deserto. E gli infortuni hanno il loro peso».
Al Forum arriva il Maccabi, una sfida da non fallire.
«Squadra pericolosa, per quanto con annali problemi di compattezza. Il record dice 6-6, la vittoria con il Valencia è arrivata dopo due ko in fila. Gli israeliani segnano 14 punti in più a gara, ma ne concedono ben 83.3. Ma inutile parlare di rimbalzi o controllo del ritmo. L’Olimpia dovrà esserci quando, nel secondo tempo, si creeranno momenti di inevitabile difficoltà. E dovrà esserci come squadra. Ora conta solo vincere, del “come” ne riparleremo più avanti».
Non bisogna badare troppo al sottile.
«Non si bocciano i campioni a dicembre. Qui non si chiede la testa di nessuno. Ma con il Maccabi serve la vittoria, serve andare in campo con chi è pronto. Un nome, Pippo Ricci. Serve fare a gomitate, serve combattere sino alla sirena. Oggi lui può farlo, Voigtmann probabilmente no».

Non mi preoccupano (tanto) le 3 vittorie che ci dividono dall’ottavo posto, ma considero piuttosto inquietante che le squadre con questo vantaggio su di noi siano ben 4.
In più di tutte le partite che ci resterebbero da vincere per aspirare a quel traguardo così lontano, così confuso, vedo molto difficile sperare di vincere le 6 contro le 6 grandi, 7 partite se consideriamo che con Monaco dobbiamo ancora giocare l’andata.
Ci saranno progressi nella squadra, credo e spero, ma la differenza con le prime è attualmente incommensurabile.
E con le ultime abbiamo faticato fin troppo.
Sulle 25 partite rimanenti quindi, se conto bene, 7 sono ipotecate sfavorevoli. Ne restano 18, da vincere tutte, a partire da domani sera.
Riusciranno i nostri eroi?
Di sicuro ci proveranno.
È un bene, oppure è un male?
No dico, perché se per vincere devo vederli insistere nel modestissimo gioco offerto contro Reggio, mediocrità coperta dalla vittoria e dagli 82 punti, beh – e non dico altro.
Così mi rassegno a rivederli fragili e confusi provare a entrare nella mente del coach, invece di essere se stessi – che a questo punto sarebbe una prova da fare, secondo me.
J. Grant, per dire, ci mise una stagione intera, fino alle finali, per esprimersi con Messina, mentre altrove leggo che pronti via viaggia a 16 punti abbondanti di media e conduce la sua squadra a battere il Fener…
La partita col Maccabi si può vincere, e si deve vincere, come sottolinea Maggi, ma non dovessimo riuscire, subito dopo mi piacerebbe vedere il caos, voglio vedere leoni anarchici in campo, e pazienza se all’inizio sarà un casino pazzesco e altre sconfitte di seguito.
Dopo Maccabi, se l’esito fosse negativo, è tutto un lungo rodaggio fino alle finali scudetto, in una competizione molto allenante, molto rivelatoria, molto veritiera come EL!
Dunque vincete ragazzi, o cambiate tutto.
Il potenziale per formare una squadra c’è.
Intanto impara a fare i conti perché in EL ne mancano 22 e non 25 partite.
Il caos tu ce l’hai in testa!!!
Soggetto , verbo, complemento oggetto quindi “il caos ce l’hai tu in testa”.
Poi grande risposta nel merito bravo
L’essenziale è che si capisca il senso e a quanto pare è arrivato forte e chiaro.
Anche nella tua testa regna il caos.
È giusto? Ahahaha
Concordo con @Palmasco sulla mediocrità del gioco visto ieri contro una squadra in disarmo.