BANCO DI SARDEGNA DINAMO SASSARI – EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 63-92
(20-22, 6-28, 20-32, 17-10).
(20-22, 26-50, 46-82, 63-92).
Dinamo Sassari: Jones 9, Robinson 12, Dowe 11, Kruslin 6, Gandini n.e, Devecchi, Treier, Chessa, Bendzius 15, Gentile, Diop 4, Stephens 6. Coach Bucchi.
Olimpia Milano: Davies 16, Luwawu-Cabarrot 21 (6 ast), Mitrou-Long 7, Tonut n.e, Melli 9, Baron 16 (6 reb), Ricci 2, Biligha 2, Hall 5, Baldasso 6, Alviti 2, Hines 6. Coach Messina.
Note: 45.9-65.4% tiro da due punti, 31.6-45.5% tiro da tre punti, 68.8-93.3% tiri liberi, 26-29 rimbalzi, 14-12 palle perse.

Le facce della medaglia secondo me sono due: da un lato devi giocare bene per fare sembrare l’avversario così scarso, dall’altro l’avversario è stato in una serata davvero così scarsa, da rendere troppo facile giocare bene.
Giocare bene, poi.
Abbiamo avuto percentuali esagerate, come al solito in Italia.
Sarebbe bello se fosse una prova di gran classe dei nostri, ma purtroppo invece le percentuali in EL, dove ci sono squadre che possono competere coi nostri, anche solo fisicamente, parlano di circostanze molto diverse.
Se gli altri non possono difendere siamo splendidi, quasi come quando tiriamo in riscaldamento, ma basta che difendano davvero, e facciamo 60 punti stentati senza percentuali.
Nonostante la differenza abissale coi difensori di Sassari, ho visto un solo pallone per Baron in uscita dai blocchi – gli altri punti li ha fatti da solo. Del resto se lo metti in play in un quintetto stralunato, con Cabarrot, Ricci, Melli e Davies, quando mai potrà uscire dai blocchi?
Non voglio certo infierire, una vittoria è una vittoria, è una vittoria e una vittoria, soprattutto se così larga, ma certe falle si vedono anche in una serata dominante come questa.
Perché certo, hai trovato il jolly di un Cabarrot che può difendere bene anche su play dinamici, ma se lui difende lì perché purtroppo non hai alternativa, poi i Deck o i Musa o gli Hezonja o Clyburn chi li tiene?
Le vittorie però vanno festeggiate e non voglio rompere l’armonia di un bel momento, ma solo ricordare che non è in Italia che si sciolgono i nodi.
Si ma oggi portiamo a casa questo piccolo regalo ed accontentiamoci.
Il regalo non è la vittoria, ma il fatto che si divertivano a giocare insieme.
Bene a fatto Messina a lasciarli in campo anche più del necessario.
Poi vedremo in settimana se si è sbloccato qualcosa.