Olimpia Milano post Treviso | Troppo talento per cedere ai soliti fantasmi

Olimpia Milano oggi ha troppo talento, nel campionato italiano, per non andare oltre le proprie malinconie europee

Olimpia Milano post Treviso. I biancorossi ottengono una vittoria d’autorità, confermando a sè stessi di avere oggi troppo talento, nel campionato italiano, per non andare oltre le proprie malinconie europee. Almeno contro questi avversari.

In un coacervo di sfortune e batoste casalinghe nella massima competizione europea, la squadra di Ettore Messina può ringraziare, tra Trieste e Treviso, di non essersi ritrovata scomodi rivali anche tra i confini nazionali, per quanto questo campionato oggi bocci decisamente Brindisi, Venezia e Sassari, per promuovere Varese, Pesaro e quella Trento che in EuroCup prende sonori schiaffi dalla scorsa stagione.

Ma se il calendario per una volta non rema contro, poco da obiettare, anzi, perchè in fondo il Palaverde qualche buona notizia reale e concreta la porta in dono. In primo luogo Naz Mitrou-Long, assurto a play titolare su ufficiale incoronazione a favor di telecamera di Ettore Messina: il canadese non ha paura, ha qualità e numeri facili, come denotano anche rimbalzi e assist.

E se la difesa oggi pare la sua pecca, occhio a non concedere l’alibi di un attacco retto totalmente, o quasi, sulle sue spalle: a Brescia, la sua presenza con la palla in mano agli altri, è rimpianta non poco. Poi c’è Billy Baron: minuti 11, punti 10, con 3/4 da 3. A questa squadra sono mancati tiratori e portatori di palla, l’americano dimostra cosa possa cambiare anche solo con lui.

Infine Brandon Davies. Spettatore con il Fenerbahce, 20’ in campo non senza rimbrotti da Ettore Messina: in tutto 18 punti in 20 minuti con 6 rimbalzi. Il rendimento c’è, la voglia di farsi notare pure, ma è arrivato il momento di non martellare solo nei quarti quarti, quando l’avversario è moribondo.

Per ora fermiamoci qui. Questa settimana, avremo tanto di cui parlare.

21 thoughts on “Olimpia Milano post Treviso | Troppo talento per cedere ai soliti fantasmi

  1. 93 punti sono una festa, ma sarebbe un errore grave, secondo me, non approfittare di un bel successo per guardare nei buchi, invece che nei lustrini – e io sono uno sempre disposto a lasciarmi andare nel momento, quando il momento lo richiede.
    Lo facessimo oggi, però, sarebbe prenderci in giro, secondo me.

    Prendi per esempio il 58% da 3 con cui abbiamo finito.
    È realistico? Ma soprattutto: è replicabile?
    Sono percentuali da tiro a segno, spiace per Trieste notarlo, ma quante altre squadre ce lo lasceranno fare? Dico in EL.

    Di conseguenza e di converso, puntando il microscopio su Davies, si notano due cose: che quel tiretto che pure lui ha, alla grande, gli può riuscire cinque sei volte solo contro un cadavere – senza offesa per il difensore -, un cadavere troppo spaventato di andargli sotto, perché coi piedi di marmo.
    Non fosse stata quella situazione, il rapporto 35/25 tiri da 2 rispetto a quelli da 3, sarebbe ancora più sbilanciato.
    E non faccio la matematica, in termini di punteggio, di togliere un 30% di percentuali a quei 25 tiri da 3, per stare sul nostro corrente 28% quando giochiamo contro squadre che difendono.

    Secondo microscopio su Davies dice che la sua qualità da campione di prendere posizione in area, viene totalmente ignorata – ed ecco da dove potrebbe venire quella scarsezza di tiri da 2, perfino contro una modestissima difesa di Trieste.
    Il microscopio dice anche, che uno specialista di quella qualità, del prendere posizione in area PER RICEVERE, possa sentirsi frustrato e ignorato, quando quello sforzo non riceve neanche un pallone. Di conseguenza risulti confuso e “molle”, secondo la vulgata più rabbiosa, quando poi per caso gli tocca giocare la palla sotto.
    Per me, l’ho già detto, mi spiace ripetere, se la squadra non lo vede, Messina non lo vede.
    Ed è un peccato perché quella straordinaria qualità di Davies balza agli occhi, come lui balza davanti al suo difensore in area.
    Poi vabbè, “mi volete far ricevere in post alto e basta? Quel tirello io ce l’ho, ma quanto di più potrei farvi…”
    Sì certo, anche in EL.

    Mitrou ci piace perché segna, ma lo sappiamo, vero, che non è un play.
    Il punto è che chiunque in quel ruolo, Mitrou, Hall, Baron, Melli quando porta palla, perfino Hines, “palleggia troppo” come dicono faccia Pangos.
    E se è la posizione e non il giocatore, allora perché il play palleggia troppo?
    (Mentre intanto Davies danza un boogie-woogie in area, ma costretto ad essere autistico 🕺🏼💃).

    No, perché gli assist di Mitrou li avete visti, vero? Quasi tutti l’ultimo passaggio di un vorticoso giro esterno della palla, che finiva sul tiratore – anche se qualche volta un giro così bello è sembrato perfino lezioso, e almeno una volta ho avuto la sensazione netta che fossimo tornati nell’incubo in cui nessuno voleva tirare.
    Poi hanno tirato e segnato, per fortuna, assist di Mitrou…
    Ma forse non sono quelli gli assist che andiamo cercando – nel senso che sono di squadra, chiunque sia l’ultimo che il passaggio decisivo.

    93 punti e una bella vittoria sono sempre una festa, questa però dev’essere breve, perché proprio la facilità ha mostrato quanto ci sia da lavorare e da migliorare.
    È sul facile che ti prepari ad affrontare il difficile.

    1. Tutto più o meno condivisibile, però sul discorso play, se tu sei il titolare (e forse l’unico) della squadra, mi aspetto qualcosa in più di 10 secondi di palleggio ad ogni inizio azione, e se non c’è movimento dei compagni ogni tanto un attacco del tuo uomo per creare una superiorità numerica. Aspettiamo il suo rientro, magari con un po’ più di fiducia della squadra anche Pangos beneficerà

      1. Facciamo anche l’ipotesi che finora Pangos sentisse che qualcosa in quella gamba era al limite, un fastidio, un doloretto che poi ha portato alla lesione.
        Che non si muovesse quindi in piena fiducia.

      2. Rimane un’ipotesi tutta da verificare, per altro anche difficilmente realistica dato che la lesione è di tipo legamentosa e quindi traumatica anziché muscolare.

      3. Uhm, non voglio insistere, ma i legamenti quando stanno per mollarti, lo senti un bel po’ prima – una sensazione strana, di cui ti fidi sempre di meno, e poi quando succede, non ti sorprendi più di tanto.

      4. No palmasco, i legamenti sono di tessuto connettivo e non si “smollano” col tempo, al limite con l’età possono perdere elasticità e subire una rottura con più facilità, ma senza un trauma diretto comunque non capita. Per altro parliamo di un soggetto di 29 anni ( che ha giocato in media 30 minuti a partita) quindi in assenza di patologia è improbabile.
        A meno che non vi sia stato un episodio precedente che abbia destabilizzato l’articolazione, però questo io non lo so, magari tu per conoscenze personali hai notizie in merito più precise, però allora sarebbe grave responsabilità dello staff medico dell’olimpia aver sorvolato il problema

    2. In EL in questo momento sbagliamo triple con metri di spazio, non per merito di grandi difese avversarie. Anzi, gli avversari consapevoli della nostra difficoltà a realizzare canestri da 3 ci lasciano tirare liberamente da oltre l’arco chiudendo ogni spiraglio in area.

      L’unica partita di EL dove Davies è stato un fattore è quella di Monaco di Baviera, dove lui ha realizzato una serie di piazzati dai 4/5 metri tanto che per alcuni minuti quella era l’unica opzione offensiva dell’Olimpia.
      Mai come in questo inizio di stagione mi sembra si sia cercato di dare palla in post basso a Davies che però poi non riesce ad assorbire un solo contatto e sbaglia malamente qualsiasi appoggio a canestro. Messina ha proprio fatto notare ciò in conferenza stampa, più volte, ossia che soffriamo maledettamente i contatti fisici e sbagliamo molti tiri ravvicinati. Quindi Davies sembra sia meglio servirlo per un piazzato da 4/5 metri piuttosto che per fare lotta sotto canestro. Oppure bisogna iniziare ad avere percentuali decenti da 3 anche in EL, altrimenti le difese avversarie continueranno a chiudersi in area e sarà sempre più difficile penetrare o servire il lungo decentemente.
      Lo scorso anno ad inizio stagione era Mitoglou che si cercava di servire con costanza vicino a canestro, finchè è stato evidente che lì sotto non era in grado di essere un fattore e quindi si è iniziato a servirlo per permettergli di scagliare piazzati da lontano o triple.

      1. Uhm, non mi convince.
        Ieri contro Treviso s’è visto bene, più e più volte: Davies danzare in area davanti al suo avversario 🕺🏼🕺🏼 – non in post basso, ma in pieno centro area – ma non ricevere.

        Il seguito di quell’azione, lo sappiamo da altre situazioni, è che quando Davies riceve in quella posizione, va a canestro perché gli basta un solo movimento – pochi centri possono tenere il suo dinamismo – oppure riceve fallo.

        Guardati un replay della partita, se puoi, ma ieri di occasioni del genere ne ha avute a secchiate.
        Io dico questo: se quel movimento e quel passaggio non lo vedi contro Treviso, dove era limpido e visibile da lontanissimo, come puoi vederlo quando esiste ancora, ma diventa più complicato per il valore superiore degli avversari?

        Dunque a me pare che non vedere la danza di Davies in area 🕺🏼e quindi non servirlo, sia un difetto strutturale, di visione, di meccanismi, di allerta, di meccanica di base.
        Sfruttare quell’abilità, invece, sarebbe utile alla squadra, che aumenterebbe i tiri ad alta percentuale, e al giocatore che troverebbe ricompensa al suo sforzo, riconoscimento della propria qualità specifica, acquistando quindi fiducia e senso di responsabilità verso la squadra.

        Il primo passo però, secondo me, sarebbe proprio quello di rendersi conto del problema, per questo insisto sul tema.

      2. In LBA ho visto una sola partita fin’ora, non avendo Eleven; mi sembra fosse quella con Brescia, che davano anche su Eurosport.
        Le mie impressioni sono quindi basate unicamente sulle partite di EL. Qui, prima del doppio confronto turco della scorsa settimana, sono sicuro che Davies fosse uno dei primissimi giocatori dell’intera competizione per numero di possessi avendo dato un’occhiata alle statistiche; ciò significa che quando lui è in campo, in EL, rappresenta la prima, la seconda e forse pure la terza opzione offensiva della squadra. Quindi che il giocatore in generale non sia servito o non sia visto dai compagni non corrisponde a realtà, in EL.
        Allo Zalgiris, dove lui oltretutto giocava già con Pangos quindi i due si consocono benissimo, Davies veniva servito dopo che la circolazione palla aveva già permesso di creare vantaggio; al Barcellona la difesa avversaria si concentrava soprattutto su Mirotic così lui aveva un pò più di libertà. Qui a Milano, per il momento, in attacco non creiamo un vantaggio che sia uno e le difese avversarie di certo non si concentrano su Melli o Voigtmann o Thomas. Qui, per ora, gli si da il pallone e si aspetta che “da solo” lo trasformi in 2 punti cosa che, evidentemente, non riesce a fare. Il pallone glielo si da, e tanto, ma poi lui non tiene un contatto fisico che sia uno e sbaglia il tiro o l’appoggio.

        Deve essere servito meglio, non di più, per quanto mi riguarda. Ma lui deve anche metterci un pò di energia in più.

      3. Ad oggi ho visto una sola partita di LBA, quella con Brescia se non erro, non avendo Eleven.
        Mi abso quindi esclusivamente sulle partite di EL, competizione che permette poi di avere giudizi più completi e affidabili sulle prestazioni dei giocatori e sul gioco della squadra, anche solo per il fatto che presumo lo stesso staff tecnico dia passoluta precedenza all’EL nella preparazione delle partite e l’intensità, la concentrazione, la “voglia”, le energie che i giocatori mettono in EL non sono paragonabili con quella della rs di LBA.
        In EL, e lo dico con certezza avendo visto le statistiche un paio di settimae fa, Davies è tra i primissimi giocatori dell’intera competizione per numero di possessi, significa che quando lui è in campo rappresenta, la prima, la seconda e probabilmente pure la terza opzione offensiva di Milano. Ma come dicevo prima questa cosa è abbastanza evidente, infatti ho scritto che mai come in questo inizio di stagione ho visto l’Olimpia di Messina dare palla con insistenza al lungo. Quindi che i compagni lo ignorino o non lo vedano non è vero, almeno in EL dove non ho perso una sola partita. 🙂

        Personalmente ritengo che gli si chieda di fare un qualcosa che, per sua inabilità o meno, attualmente non sia in grado di fare ossia gli si da palla in posizione piuttosto statica aspettandosi che poi lui la converta “da solo” in 2 punti. Però dato che non regge un contatto fisico che sia uno, come sottolinea Messina, ecco che il numero dei tiri o degli appoggi sbagliati è altissimo.
        Bisogna servirlo diversamente, anche se mi sa che in realtà è stato preso per avere un riferimento in post basso.
        Allo Zalgiris, dove oltretutto già giocava con Pangos, veniva servito dopo che la squadra aveva già creato un vantaggio con la circolazione palla; a Barcellona le difese avversarie si concentravano soprattutto su Mirotic. Attualmente a Milano si trova con la squadra che non crea un vantaggio uno, con percentuali da 3 ridicole che permettono alle difese avversarie di collassare in area e le stesse difese avversarie di certo non si concentrano su Melli, Hines o Voigtman.

        Detto questo, da parte sua è comunque lecito aspettarsi più energia e più garra sotto canestro.

      4. Se ne deduce che tale Ugo Mangili è il nostro cap, o cap ha postato anche con il nick di Ugo, divertente 😂😂

      5. Sì, scusate, ho inviato una risposta dove mi sono accorto che per errore era inserito il mio nome, ho annullato la risposta e l’ho riscritta ed inviata con il mio nick abituale, pensavo la prima risposta fosse stata appunto annullata ma evidentemente non è stato così. Mi avete smascherato. 😀

  2. Concordo con Palmasco … ma anche con Cap.
    E’ vero che Davies è un grande a prendere posizione in mezzo all’area ed è altrettanto vero che non lo vede nessuno.
    E’ altrettanto vero che, nonostante il suo dinamismo, non ha la fisicità per tenere il contatto con un lungo da EL e con certe squadre nemmeno da campionato. E’ spesso capitato di vederlo in forte difficolta a tirare da vicino con il lungo che lo marca.

    Ieri è vero che nessuno dal post alto lo marcava e quindi gli risultava facile segnare. Anche io penso che in EL questa opzione così ripetuta non gli possa capitare.

    Vero anche il discorso su Mitoglu ed il tiro che aveva dal gomito. Grande opzione. Opzione che ora dovrebbe fare Voigtmann che invece è un fantasma. Il giocatore si nasconde ed i 2 tiri da 3 che fa a partita fanno in modo che non sia mai pericoloso. A tal proposito dovrebbe fare almeno come Big Ben che, quando non aveva l’opzione tiro da 3, spesso attaccava andando in post basso con energia. Questa opzione Voigtmann non l’ha assolutamente; è un giocatore “senza contatto”.

    Condivido poi la questione 10 secondi di palleggi inutili da parte di chiunque (lo dico da mesi!). Ma questo è evidentemente un problema legato agli schemi, che prevedono sempre blocchi e controblocchi spesso inutili, per poi non vedere mai il lungo in mezzo all’area. Alla fine spesso è NML a togliere le castagne dal fuoco con tiri inventati che meno male è in grado di realizzare, cosa che Pangos sa fare molto meno avendo meno energia ed istinto. NML ci sta tenendo a galla oltre le aspettative. E’ l’unico in grado di attaccare il ferro con risultati.

    Di Cabarrot cosa diciamo? Grintoso, si vede che ha doti e capacità. Un grosso difetto, non protegge mai la palla quando parte in palleggio e spesso la perde! Errore da squadra giovanile non da uno con anni di NBA.

  3. Su Davies se ne sono dette di ogni; prende posizione e non lo servono, lo servono male, lo servono e lui non fattura; insomma, dopo 4 mesi ancora molte domande aleggiano sul suo acquisto, sul suo utilizzo, sul suo rendimento; credo che il “caso Davies” vada contestualizzato in un generale malessere , per cui una squadra costruita per essere al top in EL si ritrova a distanza di molto tempo, a non dare risposte, a non trovare soluzioni ai problemi via via cresciuti in numero e grandezza

  4. Provo a dire la mia. Ci sono due tipi di playmaker: i play alla Rodriguez (alla Calathes, alla Teodosic anche…), che costruiscono gioco. Questi play sono in grado di servire con continuità il Davies di turno, che si muove sotto, si libera, riceve ed a quel punto realizza (auspicabilmente) o prende fallo. Poi ci sono i play alla NML (o alla Mike James, o, forse, alla Pangos per quello che ha fatto vedere). Questi sono play-guardia che sono in grado di mettersi in proprio, di concludere e segnare a giochi rotti e costituiscono uno dei terminali offensivi della squadra. La domanda a mio parere è: ha un senso affiancare a questi giocatori un Brandon Davies? Cioè, quando decidi di affidarti in regia ad un NML (o un Pangos…) ha senso prendere un giocatore come Davies, gran senso della posizione, ma non uguale propensione a prendere rimbalzi e a fare a sportellate sotto i tabelloni? Se cioè in regia hai un Mike James o un suo epigono più o meno performante, non sarebbe più sensato prendere un centrone fisicato insuperabile in difesa e sotto i tabelloni, che catturando rimbalzi desse alla squadra la possibilità di giocare secondi palloni? A Brescia, l’anno scorso, l’asse NML-ADL ha portato la squadra al terzo posto in RS in LBA. Quella squadra aveva sotto Cobbins e Burns il cui ruolo era soprattutto quello di farsi valere sotto i tabelloni più che di fungere da terminali offensivi. Questo per dire che (spero in tutti i modi di essere smentito e di dovermi scusare pubblicamente per quanto vado dicendo) ma il dubbio che in fase di costruzione della squadra ci sia stato qualche errore personalmente ce l’ho…

    1. Concordo con te. Per me l’errore di fondo è stato quello di passare da un play stile Chacho, per le qualità che hai descritto, a Pangos, che è più un finalizzatore piuttosto che un costruttore di gioco.

      1. Io per esempio avrei preso Calathes, che come giocatore è molto più al Chacho rispetto a Pangos. Tu mi dirai giustamente che era sotto contratto con il Barcellona ma si sapeva benissimo che il Barcellona l’avrebbe lasciato libero, infatti si è accasato al Fenerbhace.
        In fondo abbiamo aspettato per mesi che si liberasse quel “bidone” di Voigtamann che non è né carne ne pesce.

    2. Ciao Pino, secondo me hai centrato perfettamente la questione se non fosse che Pangos non è quello che abbiamo visto fino adesso, nel senso non è un play puro ed un passatore sopraffino come i 3 che hai citato sopra, però sempre play rimane ed i suoi assist conditi di pick&roll nella sua carriera l’ha sempre fatto. In più è uno che all’occorrenza sa anche mettersi in proprio e realizzare o anche solo creare superiorità numerica battendo il marcatore diretto nell’1vs1. Il problema è che queste sue caratteristiche fin’ora non si sono ancora viste e sicuramente quest’ultimo infortunio non lo aiuta di certo. La speranza è che per il finale di stagione possa mostrare il suo reale valore in modo da poterlo sfruttare a pieno per la prossima stagione, se così non forse allora probabilmente sarebbe il caso di valutare un nuovo timoniere

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