Olimpia Milano post Trento | Insieme? No. Lungo in più o in meno, poco conta

Olimpia Milano post Trento, gara-1. Alcune premesse. Che è giusto ribadire. E sia chiaro che quel che diciamo ha il medesimo valore che sia prima o dopo il “ma”

Olimpia Milano post Trento

Olimpia Milano post Trento, gara-1. Alcune premesse. Che è giusto ribadire. E sia chiaro che quel che diciamo ha il medesimo valore che venga prima o dopo il “ma”.

Trento è un’ottima squadra. Allenata ottimamente da un tecnico come Paolo Galbiati. Che ha vinto a Torino in una situazione estrema, e salvato Cremona il primo anno. E’ un coach preparato, abile nello sviluppare i giocatori a disposizione.

E che prima di una palla a due si mette i calzoncini, va in campo, e fa riscaldamento con la squadra negli uno contro uno. E’ rimasto lo stesso istruttore che anni fa, alla Secondaria, vidi lavorare con Awudu Abass a margine dell’allenamento.

Ma, e qui arriva il “ma”, Trento non ha nulla, sulla carta, per impensierire l’Olimpia. Non ha la qualità, non ha soprattutto la quantità, visto che vittime per strada sono rimasti Grazulis, Udom e Niang. Due signori giocatori e un sostituto emergente.

In campo poi c’era Daulton Hommes, all’esordio dopo un anno di stop. E si è visto. Eppure, Trento non ha solo impensierito Milano. Ha vinto, allungando, al momento ci viene da dire questo, la serie. Espugnando un Forum che, nei playoff, non cadeva dal 2021.

Se poi escludiamo le gare di finale Scudetto, non succedeva da gara-2 con la Dinamo Sassari del 2019. Ci viene peraltro un paragone da fare, ma ce lo riserviamo alla fine. 

Come è potuto accadere? “Ball don’t lie” signori. Non ci sono dubbi. Sei figlio della stagione, dei mesi di lavoro comune, se ti ritrovi costretto a buttare nella mischia Billy Baron, che ha giocato quattro gare in stagione, e non vedeva il campo da fine dicembre, significa che sai di non avere nulla in mano.

Sai che devi ancora stravolgere, stupire, giocarti un’altra carta sostanziale. Stai inseguendo, lo farai sempre. Poi, colleghi stimati, parlano di Voigtmann, della scelta di rinunciare al lungo per un esterno.

Nonostante quanto detto da Messina ieri, ritengo che per tutti questi playoff, o fino a che ci saranno, l’idea di roster sia questa. Un lungo in meno, un esterno in più. Poi, con tutto il rispetto di Cooke, se Melli e Hines non riescono ad opporsi, il problema è ben più grave. 

E’ come pensare di puntellare due gigantesche colonne che stanno per venire giù. Se Melli e Hines non possono opporsi, con Mirotic e Ricci, ai lunghi di LBA, sei nei guai. E con Voigtmann, o Poythress, non salvi la baracca. 

Poi, lecitamente, si può far notare il segnale di rosso fisso della riserva del Sir. Ma diciamocelo francamente, oggi puntare sul buon Alex sarebbe come rispolverare Baron dopo mesi. Resta un’improvvisazione, anche figlia del pessimo lavoro di assemblaggio (guardando i risultati) svolto da Ettore Messina e dal suo staff in questi mesi.

Insomma, troppo brutti per essere veri, con quella netta sensazione di un gruppo se non spaccato, certamente diviso. Non unito. Insieme? No. Sin nel cuore di questa squadra. E che non fa nulla per coinvolgere il suo giocatore più forte, Nikola Mirotic.

Due domande ulteriori: il montenegrino fa qualcosa per essere coinvolto? Ettore Messina ha disegnato davvero qualcosa per coinvolgere il montenegrino?

Tanti piccoli temi, ma in fondo in gara-1 è mancata la difesa. Collettiva. E un po’ di lucidità, visto che Tonut sapeva di poter e dover far fallo. Non è un processo, “Tonno” ha fatto tanto altro, ha combattuto. 

L’Olimpia è sotto 1-0, probabilmente ribalterà questa serie per orgoglio, poco, superiorità, tanta, logoramento dei rivali, soprattutto. Ma questo avvio playoff ci ricorda tanto quelli del 2017 e del 2019. Dopo Capo d’Orlando e Avellino arrivano sempre Trento e Sassari. “Ball don’t lie”. 

14 thoughts on “Olimpia Milano post Trento | Insieme? No. Lungo in più o in meno, poco conta

  1. Mi chiedo: Messina in cs ha dichiarato che Melli e Hines devono essere sufficienti contro Cooke (ed effettivamente Melli e Hines dovrebbero essere stra sufficienti contro Cooke), dovessimo passare il turno ed incontrare Brescia, e poi eventualmente Bologna, ovviamente Melli e Hines non sarebbero più sufficienti ed a quel punto chi sarebbero i 6 stranieri?
    Si è voluto provare Baron, mettiamo che Baron stia benissimo, contro Brescia e Bologna chi sono i 6 stranieri?
    Parto dal presupposto che Messina ha dichiarato più volte in stagione come l’assenza di Baron sia stata pesante, ecco che infatti lo mette subito in campo appena possibile (probabilmente nemmeno lui ci sperava più di poterlo schierare), in gara1 dei playoff, quindi mettiamo che Baron stia bene e perciò Messina lo schieri sempre, chi sarebbero i 6 stranieri?
    Napier, Baron, Shields, Mirotic, Hines e chi?
    Un centro (Voigtmann?) perchè a quel punto Melli e Hines non sono più sufficienti?
    Ma ciò significherebbe togliere Hall, con la conseguenza che come vice play hai l’obbligo di far giocare il disastroso Flaccadori di questi tempi (tempi lunghi in verità), ti privi quindi di Hall?
    Se gioca Hall, affronti i lunghi di Brescia e Bologna con i soli Melli e Hines?
    Togli Baron dopo che per tutto l’anno ne hai rimpianto l’assenza?
    Insomma, fatico a comprendere la strategia del nostro staff, anzi, dirò di più, lo vedo estremamente in difficoltà.

    1. Nessun coach con un minimo di buon senso (ovviamente non Messina) avrebbe scelto di inserire nei 6 un giocatore che non gioca praticamente da un anno per un problema fisico di non poco conto e per giunta dopo che la società aveva diramato un comunicato che diceva che la stagione di Baron si potesse considerare conclusa.

    2. con messina i play fan tutti pena, vedi baldasso che sta giocando bene, flaccadori ha sempre giocato bene, a milano no.

  2. Ovviamente Maggi, non è in discussione il passaggio del turno (ci mancherebbe altro), però io dico: dai un seguito alle tue riflessioni e seppur in grave e colpevole ritardo potresti ammettere che, alla radice del disastro tecnico e competitivo dell’odierna edizione di Olimpia Milano vi un fattore comun denominatore: la presenza ingombrante di un signore che, da mo’, ha perso la bussola……quando arriva il 2026?

  3. Finalmente mi trovo d’accordo con Maggi che, lo dovrà riconoscere, ha finalmente trovato il coraggio di dire le cose come stanno, in termini di conduzione tecnica, di assemblaggio della squadra, di rapporti interni, di incompatibilità tecniche tra alcuni protagonisti (reali o volute), di inesistente voglia, orgoglio, preparazione e tasso atletico.

    I difetti dell’insieme che non sta insieme c’è li siamo stradetti e li conosciamo perfettamente. Quel che lascia perplessi oltre il lecito è la povertà dell’insieme a fine stagione: un attacco che vive di una individualità e non ha alternative pronte e disponibili; una difesa che non può esistere se l’insieme non esiste.

    Il lavoro del tecnico e dello staff non si vede tuttora, malgrado questo sia un momento favorevole al tanto declamato “lavoro” (?). Continuo a pensare che ci sia gente arrivata al capolinea, da tempo, e che una società come l’Olimpia non si possa permettere di continuare a commettere errori così grossolani e costosi.

    Detto questo credo che si sia detto molto più di quel che serva e, per mio conto, mi asterrò da ulteriori commenti, dato che le cose ripetute migliaia di volte, alla fine sono parole al vento che è assurdo, ma proprio assurdo continuare a ripeterci.

  4. Caro Maggi, finalmente stai aprendo gli occhi. Se li aprissi un po’ meglio Ti accorgeresti che stanno venendo fuori ,da diverso tempo, le gravissime lacune tecnico tattiche da parte di Messina (versione coach) e del suo staff. totalmente incapaci di esaltare le caratteristiche dei players che hanno nel Roster. Anzi fanno l’esatto contrario esaltano i loro difetti.
    Poi sono d’accordo con Te, il turno si passerà. Ma i problemi, grossi come un grattacielo, rimarranno anche se si dovesse vincere lo scudettino lba .
    Però il Forum è pieno, ci sono le magliette bianche, le comparse che applaudono, le kiss cam, i ricchi premi e cotillons….
    I primi piani per Armani e Dell’Orco . Tutto vero però ,scusate, ….. IL BASKET E’UN ALTRA COSA. (vedere play off di E.L. ) E non c’è niente da capire …….(cit. Francesco De Gregori)

  5. Ma dopo 10 mesi a cosa serve scrivere queste analisi? Basta una riga: abbiamo un coach non piu’ adatto al basket di oggi e soprattutto non adatto alla gestione del gruppo. Stop Il resto è tutta conseguenza

    1. A loro queste analisi serve per deviare le responsabilità che appartengono unicamente e esclusivamente a una sola persona: ETTORE MESSINA.

  6. La tua analisi mi sembra un filo ritardo.
    Squadra assemblata male ? Ma dai, veramente.

    1. Esatto: una “vera” analisi dovrebbe partire dal mettere spalle al muro il vero colpevole di questo scempio che piace solo a chi va al Forum gratis, ossia ETTORE MESSINA.
      Invece pur di non affossarlo come giusto che sia ci girano intorno credendo che siamo tutti degli stupidi.

      1. Caro Kobra la redazione, per ovvi motivi, è in parte giustificata se qualche giudizio viene scritto col freno a mano tirato.
        Lo sanno benissimo pure Loro chi è il vero colpevole di questa situazione. Quello da Te indicato.
        Il vero problema è e rimane la proprietà. Totalmente incompetente con un DNA che non prevede la competizione ma il solo marketing. E da questa situazione sarà difficilissimo uscire.

  7. Basta piangersi addosso.
    Non è stata la redazione di ROM a presentarci Valentine come uno che può giocare in 3 ruoli ?
    Allora dentro lui a risolvere i problemi di gioco, a smazzare assist a Nikola, a difendere meglio di Hall, e sparare bombe meglio di Billy.

  8. ” Se, ti ritrovi costretto, a buttare nella mischia Billy Baron ” significa che, ( sportivamente parlando ) sei alla canna del gas…È consapevole di non avere, nulla in mano? Ognuno raccoglie, per quello che ha seminato…e, nel caso specifico, ha proprio fatto tutto da solo.

  9. La risposta del coach dimostra che ha sottovalutato la partita, pensando che “tanto bastano” un giocatore non di ruolo (seppure fortissimo) ed uno a fine carriera per fermare l’avversario. Quindi si permette il tentativo di recuperare Baron (bentornato, ci sei mancato) non in regular season ma in una sfida di play off, dove se sbagli vai a casa. Ai quarti magari, anche se lui pensa che dopo 35 titoli avrà pure diritto a giocarsi almeno la finale… no il mondo è andato avanti, il Galbiati che a Milano faceva gavetta ha preparato la partita benissimo, ha tenuto la squadra in ma o dopo essere stati sotto di 13 sapendo che Milano qualcosa concede, ha studiato il modo di sfruttare i cambi divensivi per lasciare a Cooke la possibilità di schiacciare nel canestro, ha lasciato tirare da 3 intasando la propria area per non mollare rimbalzi offensivi. Galbiati ha studiato, non ha insultato tifosi e stampa, non fa lo sguardo torvo sempre e comunque ma sostiene i suoi, incita e insegna. E si vede. Trento gioca con fiducia, i campioni di Milano sono sfilacciati, spenti, con la testa lontana dal campo. Siete così sicuri che ne vinciamo 3 in queste condizioni?

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