Tornano i “post” di ROM, e lo facciamo per Olimpia Milano vs Varese, prima semifinale del City of Cagliari 2022, che vede i biancorossi riconquistarsi ancora, e con facilità, l’ultimo atto.
Brandon Davies
Varese è squadra da “small ball”, ma priva del centro titolare e senza una delle ali di riferimento. Questo va detto. In un contesto non complicato, Brandon Davies però mette in mostra con facilità tutto il suo repertorio.
Poco post basso forse, ma tiri dalla media e dalla distanza (2/2 da 3, 6/6 dal campo) e letture dal post alto. Una grande iniezione di classe e tecnica in un ruolo chiave: attendiamo test più probanti.
Kevin Pangos
Fatica in avvio, poi forse non ritrova la costruzione di gioco (soli 3 assist), ma la sicurezza nelle sue iniziative questo sì.
Decide cosa produrre, quando produrre, e lo fa senza sforzo alcuno, perchè in fondo i suoi 22 punti non sono mai forzati. Soffre Ross, poi lo soffoca in attacco e l’avversario esce di scena.
Una Milano che corre
E’ l’obiettivo di Ettore Messina, perchè in fondo è stato il segreto del suo primo scudetto biancorosso. La squadra in effetti, quando cambia marcia a metà primo quarto, tocca subito la doppia cifra di vantaggio e se ne va.
Manca totalmente un sistema difensivo oggi, perchè manca un totem come Melli e comunque c’è tutto un sistema di comunicazione da costruire in allenamento, certo, ma per lo più con la pratica.
In attacco le soluzioni personali di Pangos, Davies, ma anche Thomas, Baron e soprattutto Mitrou-Long dimostrano come sì, il talento rispetto ad un anno fa pare già un’altra cosa.

Davis ci sta coprendo un’area sino ad ora poco frequentata, dai tempi di Scola, attendo avversari più impegnativi ma da quel che si è visto…..
Quando mancavano 4 minuti e qualche decina di secondi alla fine del primo quarto, cioè dopo poco più di 5 minuti di gioco, l’Olimpia aveva già segnato 21 punti.
Certo, quello iniziale era il nostro quintetto da EL – nel quale inserire ancora Melli da titolare, o Voigtmann… – mentre Varese direi che è una squadra da media classifica LBA, con tutto il rispetto per Scola e i suoi sforzi di riprendere in mano una vecchia gloria del basket europeo.
Poi abbiamo chiuso a 27 punti il primo quarto, perché il secondo quintetto ne ha fatti 6 in quasi 5 minuti.
Per me l’analisi della prima partita ufficiale di Milano in preseason, sta tutta nella differenza in quel primo quarto.
Perché è vero il fattore quintetto EL contro squadra da campionato italiano, oltretutto in formazione, quindi differenza incommensurabile di talento e stazza, ma è anche vero che poi in campo, qualsiasi cosa dica il roster, i giochi li devi eseguire, i punti li devi fare.
In altre parole è stato il talento dei giocatori in campo che ci hanno entusiasmato, e la loro intelligenza sportiva a mostrarci che il potenziale di questa squadra è già alto, suscettibile di sviluppi futuri che, a me tifoso, esaltano.
Perché sarai pure nettamente superiore sulla carta, ma 21 punti in 5 minuti non sono facili per nessuno, se non giochi davvero bene, se non mandi la palla dove deve andare, da lì poi nella retina che l’aspetta.
Il nostro secondo quintetto, pure quello nettamente superiore sulla carta, per dire, non c’è riuscito.
Tutto questo per dire che non era affatto scontato dominare così tanto: vederli riuscirci da subito, secondo me è un gran bel segnale.
Cosa è mancato al secondo quintetto?
Intanto l’attenuante di avere dentro gli aggregati che non sono davvero parte del gruppo, anche emotivamente, ma soprattutto il disordine e la mancanza di letture da play di quello che dovrebbe essere il nostro secondo play, Mitrou Long, che mi pare invece non lo sia per niente, purtroppo.
Mi espongo alla critica di un giudizio troppo affrettato, lo so, ma certe qualità come quelle richieste al play ci sono o non ci sono, secondo me, e si vedono da subito.
Vedremo, magari col lavoro riusciranno a portarlo al livello che serve, vedremo.
Intanto Mitrou ha dimostrato di essere un gran realizzatore, ancora una volta, ed è forse proprio per questo, secondo me, che ha i tempi dell’entrata nei giochi tutti sbagliati.
Vuole prima guardare per sé.
È questa la tendenza che potrà ripulire col tempo, diventando quello che ci serve davvero, un altro vero play.
Perché resto convinto che Hall da play è uno spreco, lo ripeto, delle qualità di questo giocatore, dallo sviluppo potenzialmente altissimo, anche se lui, bontà sua, non fa certo negare il suo impegno nel ruolo richiesto, anche con qualche buon risultato.
Su Long tu stesso giudichi il tuo giudizio troppo affrettato e per me hai ragione nell’affermarlo, non penso che sia inferiore ad Hall come playmaking e cmq aspetterei test più probanti e più in là nel tempo per bocciarlo, dopodichè, che amasse la soluzione personale(essendo in grado di prendersela) era cosa nota a noi ad allo staff tecnico
Ho sentito un ronzio e ho pensato tho un’ape che si posa di fiori 💐 poi ho letto e ho visto una mosca che preferisce posarsi sulla merda.
Quindi la mosca si è posata su di te 😂