Danilo Gallinari ha affidato a Instagram i suoi pensieri dopo la diagnosi terribile di rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, lo stesso infortunato nel 2013.
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«È stata una settimana dura per me visto che ho conosciuto l’entità del mio infortunio. Questo sport significa tutto per me e non essere in grado di giocare con i Celtics come avevo intenzione di fare fa male».
«Ho intenzione di dare tutto me stesso per i Celtics e per i miei compagni nella corsa al titolo. Lavorerò instancabilmente con lo staff dei Celtics per tornare in campo il prima possibile. Ringrazio i tifosi, i miei compagni e la NBA per il supporto».

Peccato e in bocca al lupo. Quelle ginocchia hanno subito veri interventi e traumi ripetuti negli ultimi anni (da Denver al seguito). Piu’ che la velocità’ di recupero, gli auguro di riuscire a raggiungere la massima integrità’ possibile visto lo stillicidio di menischi e rotture legamentose che ha subito, quasi degno di uno sciatore. Non e’ chiaro se nel suo caso la colpa sia da trovare nei volumi di lavoro (per sposare la logica di Messina, Pozzecco e altri, cha hanno indubbiamente ragione in ottica allargata durante l'”in season” dove le partite si susseguono a ritmo frenetico, ma forse meno vero per Danilo in questo che ha potuto godere di un buon periodo di layoff prima del ritiro) o se ci sono concause strutturali individuali (di tipo kineosologico, e meccanico/muscolare di imbalances e movimento). Vedendo il Danilo pre-NBA (relativamente lungo e sottile) e considerando i kg di massa che ha dovuto prendere in NBA nel corso degli anni, ogni scompenso meccanico (anche, caviglie, trasferimento peso in appoggi e pivot, landing su una e due gambe) moltiplica i rischi da scompensi di domanda/capacita’ articolare. Domande che chi lo supporta sotto gli aspetti strength & conditioning, mobilita’ e training dovrebbe porsi….
Bene, il linguaggio che usi, estremamente tecnico ed appropriato, ci fa capire che sei introdotto all’argomento, però potresti essere più “easy” perchè chi ti legge, ovviamente, non lo è altrettanto; tornando al Gallo ed a chi, in questi anni di NBA l’ha seguito, non direi che non ha fatto i suoi interessi, sia dal punto di vista atletico e conseguentemente di business, perchè il suo curricilum, ad oggi, ultimo contratto compreso, parla di 15 anni di fila nel paradiso di chi sceglie il basket come professione…….quindi non penso si pongano ulteriori quesiti
Ormai negli ultimi anni ti spremono come un limone a livello fisico. Basti guardare Dirk che post ritiro ha dovuto effettuare operazioni alle ginocchia. Per non parlare di giocatori che gia a vent’anni anno già infortuni seri.