Il Cska passa all’attacco: ricorso in Lussemburgo per l’esclusione da EuroLeague

Il Cska passa all’azione: ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione Europea contro EuroLeague e la decisione di escludere il team russo

Il Cska passa all’azione: ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione Europea contro EuroLeague e la decisione di escludere il team russo dalla partecipazione alla competizione nella prossima stagione.

Nel mese di giugno il presidente del Cska Andrey Vatutin parlava così: «Non ci piangeremo addosso, vedremo la prossima stagione come un’opportunità per lanciare giovani giocatori russi. Ma non partecipare ad EuroLeague resta una preoccupazione per noi».

E in marzo, tre mesi prima, già si parlava di avvocati: «Saranno loro a dirci come agire». E allora ecco l’azione, a pochi giorni dalla “minaccia” verso Kevin Pangos, accordatosi con Olimpia Milano dopo aver optato per lo svincolo unilaterale. 

Ricordiamo che Olimpia Milano è anche in attesa da settimane dello sblocco della trattativa Johannes Voigtmann.

Secondo gazzetta.gr, la risposta del tribunale del Lussemburgo sarebbe attesa in pochi giorni. Tempisticha smentita, in quanto a durata, dal presidente del Cska.

9 thoughts on “Il Cska passa all’attacco: ricorso in Lussemburgo per l’esclusione da EuroLeague

  1. Si sono appena conclusi i mondiali di atletica di Eugene, dove la rappresentativa russa, composta da atleti che certo colpe alcune non hanno, è stata esclusa. Perchèmai dovrebbe essere ammessa ad una competizione sportiva, per quanto frutto di accordi privati quale è EL, un team come il CSKA, che è una costola, un ganglio, dell’ingranaggio statuale russo? Vatutin faccia pure tutti i ricorsi che vuole, ma se ne “faccia” anche una ragione

    1. CSKA Mosca è peggio che una costola dello stato, è una polisportiva emanazione del Ministero della Difesa russo, come se fosse un gruppo sportivo italiano dell’esercito, quindi nella misura in cui la Russia è coinvolta in una guerra, il CSKA, anche se l’azionariato è in larga parte in mano a privati, dovrebbe essere la prima società ad essere esclusa dall’Eurolega, ancor più dello Zenit o di altre società russe. Per me Valutin si arrampica sugli specchi, se la prenda con Putin terrorista internazionale che invade stati sovrani come l’Ucraina senza ragione alcuna. Speriamo che si sblocchi la vicenda Voigtmann.

  2. Non conosco le leggi sportive e nemmeno quanto scritto nel ricorso ma credo fosse giusto tentare. In fondo, il cska non è lo stato, sebbene sia la “squadra dell’esercito”. Certamente non è la nazionale, che rappresenta il paese.
    Una bella gatta da pelare, per i giudici, anche se certamente non vorranno creare un precedente, valido per altri sport, squadre, atleti.

    1. Io credo che il percorso più semplice sia quello finanziario. I soldi del CSKA vanno in Russia e sia per motivi pratici, sia per motivi morali è comprensibile che una struttura privata non lo voglia. Detto questo, boh, sono questioni legali di altissimo livello sulle quali al limite possiamo speculare.

    2. Penso sia giusto che il Cska Mosca tenti tutte le strade per cercare di essere riammessa all’EL, anche se difficilmente ciò potrà verificarsi. Hai colto un aspetto saliente: il Cska Mosca, sebbene viene considerata la squadra dell’esercito, non rappresenta lo stato e aggiungo che lo scoppio della guerra in Ucraina certamente non è da addebitare al Cska e di riflesso a Vatutin e alla società ma solo al psicopatico di Putin.
      È altresi vero che non si vorrà creare un precedente per gli altri sport dove le squadre e gli atleti russi sono stati esclusi. L’unico appiglio che il Cska proverà ad appellarsi è al fatto che l’EL è una competizione privata nella quale è socio fondatore.

  3. L’Oligarca Vatutin, è giusto che ci provi. Ma, da qualsiasi Corte di giustizia dell’ Unione Europea, sia che abbia sede in Lussemburgo, piuttosto che a Ginevra, riceverà tante belle porte in faccia. ( come è giusto che sia ).

  4. Il punto è che qui non si tratta del contesto sportivo vero e proprio, ma di quello commerciale, finanziario e giuridico di una società per azioni, di un’azienda multinazionale come tante altre in Europa con sede in Lussemburgo che produce fatturato e dividendi tra i soci. Uno degli azionisti in disaccordo con gli altri su una scelta particolare intenta un’azione legale, succede spesso nel mondo degli affari e non c’è da meravigliarsi se è stata scelta questa via. Spetterà ovviamente alla Corte di Giustizia UE decidere se sia ammissibile o meno il ricorso e immagino che il verdetto, come dire, sarà una specie di istituzione consuetudinaria anche per le istanze che eventualmente si presenteranno nel futuro.

  5. Caro Skip, le sanzioni che l’ Unione Europea, il Regno Unito, gli Stati Uniti e, tutto il mondo occidentale, dal Canada all’ Australia, hanno imposto alla Federazione Russa, esulano dall’ ambito sportivo e, sono tutt’ora vigenti. Riguardano i rapporti commerciali, economici e finanziari, oltre al fabbisogno energetico che ha, ed avrà ripercussioni nella vita di tutti i giorni.

  6. Ma il cska chiede di essere riammesso o di avere un indennizzo? Nel primo caso la vedo durissima perché non si vede come potersi muovere tranquillamente da/per la Russia, stante il blocco dei voli. Su un indennizzo forse ha qualche chance, ma proprio minime se EL ha rispettato le procedure interne di voto.

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