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Alessandro Maggi

Ad un mese dallo Scudetto Milanocentrico, dieci momenti dieci che hanno segnato il regno di Re Giorgio. Buona lettura

5️⃣ – Olimpia Milano-Trento#5 ✋🏾

Finale Scudetto – 13 giugno 2018

Semplicemente The Block. Quando un gesto rimise ogni cosa al suo posto.

Chi scrive, non vide quella giocata, perché chi scrive, non visse serenamente quelle Finals scudetto. Tirava un’aria strana, da alcune settimane. C’era la sensazione che il basket italiano volesse vivere una favola. Una favola dal nome Trento. Ma lo sport è fatto di storie, le favole sono per bambini.

Le favole raccontano di un “cattivo” da cancellare. L’Olimpia Milano non era un “cattivo” da cancellare. Era una squadra che inseguiva lo scudetto dall’estate, come sempre, e che meritava le medesime chance di chi aveva di fronte.

In fondo, quella notte al Forum, fu così. Medesime chance. Che per Trento avevano il volto di Shavon Shields, uno che il biancorosso lo vestirà nelle prossime settimane.

La gara? Un’Odissea, dove la meta compariva all’orizzonte, per poi improvvisamente sparire. Un’intermittenza. Immagini? Un Andrea Cinciarini letale nei momenti chiave. Un paio di movimenti in post di Arturas Gudaitis.

Le giocate di Shields. La freddezza di Curtis Jerrells. The Block non aveva senso. Non ha senso. Andrew Goudelock, semplicemente, non poteva stoppare Dominique Sutton. Mai. Non potrà ricapitare mai. Ma è capitato.

«One More, One More». Aveva ragione Drew. L’uomo che scese a patti con Pianigiani per vincere qualcosa. E ci riuscì. Ancora una volta, grazie.

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