Direttamente dalla Segafredo Arena, quale posto migliore per porsi le 3 domande 3 per gara-2 di Olimpia Milano vs Efes? E allora, mettiamoci la testa su questa seconda serata al Mediolanum Forum.
Un ko come quello di martedì sera che segni può avere lasciato sulla squadra, e sullo staff tecnico?
«Di partenza, quando vedo Messina “trattabile” in sala stampa dopo una sconfitta, mi preoccupo. Pare chiaro sia uomo che somatizzi le emozioni, visto che spesso è più nervoso dopo una vittoria, e allora subito quella “calma glaciale” mi riporta ai momenti più difficili della prima stagione, e alle Finals con la Virtus della scorsa estate. Ma parliamo di uomo forte e navigato, reagirà. Come reagirà la squadra. Shields e il Chacho un’altra gara così non la fanno, chi mi preoccupa è ancora e solo Delaney. Su Twitter usa la parola “erase”, ma mentalmente mi pare che “erase” sia proprio il suo più grosso problema. Non ci riesce, speriamo gli succeda questa volta. E’ un bell’esame anche per lui».
Il problema è che dall’altra parte c’è una squadra che certamente non ha espresso tutto il suo potenziale.
«No. Però attenzione. Larkin, come detto, ha prodotto, ma in avvicinamento al ferro è stato respinto con perdite. E Vasilije Micic, che potrà comunque dare di più nelle prossime uscite, non si fida più dei compagni. A mio avviso, paradossalmente, il vero problema della stagione Efes è lui. In Europa si sente superiore, e crede solo in sè stesso. Dopo aver scritto la storia, vuole essere leggenda. E’ il giocatore più vicino agli Spanoulis e ai Llull che furono, ma anche loro passavano per i compagni».
Senza Nicolò Melli possiamo dare questa serie per finita?
«Inutile girarci intorno. La serie è segnata, e la vera preoccupazione ora è avere il capitano nella semifinale con Brescia. E se tutto va bene, almeno all’inizio non ci sarà. Sul resto che dire? Ora questa serie può perderla solo l’Efes, ma l’Olimpia deve dare, e deve darsi, un segnale: l’estate scorsa “l’aria pesante” delle Finals Scudetto soffocò il gruppo-squadra. Giocatori, allenatore, staff. Reagire, comunque, può essere una miccia: se non per evitare la caduta europea, certamente per creare nuovi consapevolezze per la corsa tricolore».

Già non tirava aria buona “con” Melli, figuriamoci “senza”; siamo arrivati ai p.o. al nostro “picco” depressivo, non bastasse è arrivata pure sta mazzata: non esiste un solo motivo valido per essere ottimisti sulla serie, rischiamo anzi delle belle “tostate”; mi ripeto, ci sarà molto duro lavoro in ottica mercato per il duo Messina-Stavros