Olimpia Milano post Maccabi | Si ri-odono le cassandre. Ma Delaney diventi cattivo

Tempo di Olimpia Milano post Maccabi. Citiamo Ettore Messina: «Sono preoccupato». E ne ha ben donde, in fin dei conti

Tempo di Olimpia Milano post Maccabi. Citiamo Ettore Messina: «Sono preoccupato».

Il momento

Non è la prima volta. Tra il 17 novembre e il 3 dicembre furono 4 i ko in fila in EuroLeague: con Unics, Zenit, Olympiacos e Alba Berlino. Le “cassandre”, oggi come allora, parlarono per giorni, prima di tacere per settimane.

Ora se ne torna ad ascoltare il canto, anche se cadere a Madrid e Tel Aviv, di principio, non è mai un dramma.

Difficoltà di reinserimento di Mitoglou e Shields? Insomma, il primo neanche c’era. Non rendiamo un assestamento un dramma, altrimenti buttiamo nel cesso ogni principio cardine dello sport, ovvero il talento.

Vogliamo venirci a raccontare che Shavon Shields, uno da 12.4 punti con 10 conclusioni a partita, chiamato da sempre a difendere sull’avversario più pericoloso lungo il perimetro, sia un problema? Una dipendenza?

Ma per favore, al massimo un alibi. Per gli altri. Decaduto per tre mesi, e ora di nuovo vivo. Si rimbocchino tutti le maniche, perchè la prestazione offensiva e difensiva di ieri è stata profondamente negativa per 35’. Con o senza Shields.

La prestazione

Un festival delle schiacciate nel primo tempo, un festival di Jalen Reynolds nella ripresa. Una giocata del centro del Maccabi, nel pitturato, a 4’ dalla sirena, è emblematico. Controllo fronte al canestro, un paio di sgomitate, e via.

Più energia, più durezza, più presenza. Il Maccabi ne aveva di più, mettendo in luce soprattutto un calo di condizione milanese. Momentaneo? Fisiologico? Non lo escludiamo, ma solo il tempo può dare una risposta.

Quel che pare evidente, almeno nella gestione di Ettore Messina, è che oggi come oggi questa squadra non possa permettersi il Chacho o Daniels, trovando gli unici minuti di “tenuta” con Jerian Grant.

Non può essere la normalità per una squadra, che, legittimamente, anela alle Final Four.

Vi diamo un paio di dati. Secondo quarto, 39-29 Maccabi: dato a rimbalzo 18-10, 7-6 sotto il canestro di Milano. Alla sirena 92-48 di valutazione, 19 perse per Milano con il 20.6% da 3.

Malcolm Delaney

Il Foe sempre sul banco degli imputati quando le cose non vanno. Le critiche sono eccessive e ingenerose, lo ribadiamo, perchè al netto della singolare esuberanza del personaggio, parliamo di uno che senza un ginocchio ha dato tutto un anno fa sbattendosi in difesa come l’ultimo dei gregari.

Ma oggi abbiamo un problema. Perchè a Tel Aviv, Malcolm, non ha retto nè in difesa nè in attacco. Alla sua età, è anche richiesto un certo salto di qualità a livello mentale. Basta mettere in evidenza ogni singolo contatto o carezza, ma attaccare sino in fondo.

Serve durezza. Si guardi qualche video di Mike James.

4 thoughts on “Olimpia Milano post Maccabi | Si ri-odono le cassandre. Ma Delaney diventi cattivo

  1. Speriamo che non ti ascolti, da MJ non ha niente da imparare neppure la durezza.
    Lasciamo perdere l’ultima frase.

    Per il resto, sono d’accordo sull’assetto da rivedere dopo i rientri, ma mi sembra anche evidente un problema di gambe, l’ipotesi lavoro duro mi sembra non peregrina.

  2. James fa quello che vuole, gioca come vuole e, soprattutto, scevro da qualsiasi pressione perché non gioca per vincere un trofeo. Secondo me

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