Vittorio Gallinari: Danilo non vuole tornare in Olimpia da atleta finito

E’ Vittorio Gallinari il grande ospite di Luca Chiabotti su Repubblica-Milano per la rubrica “Uomini e Canestri”

E’ Vittorio Gallinari il grande ospite di Luca Chiabotti su Repubblica-Milano per la rubrica “Uomini e Canestri”. Abbiamo scelto due dichiarazioni chiave.

SULL’OLIMPIA MILANO

«A Milano piace la gente che lavora sodo, il basket dai miei tempi è cambiato tantissimo, si è evoluto anche il rapporto tra la squadra e i tifosi. Una volta era più personale, oggi il tifoso ‘social’ è più legato ai risultati. Ma quelli che ci sono sempre, stravedono ancora per i giocatori come Pippo Ricci».

SUL FIGLIO DANILO

«(Sul chiudere la carriera in Olimpia Milano) Lo ha sempre detto e, quando dice qualcosa, di solito la fa. Non so quando, non già l’anno prossimo, ma non vuole tornare a Milano da atleta finito. Allo stesso tempo un giocatore resta nella Nba fino a quando ci può stare. Non importa se cambi squadra spesso o non lotti per il titolo, affronti ogni sera i migliori del mondo. LeBron o Steph Curry sanno bene chi è Danilo, è rispettato da tutte le grandi star. È una soddisfazione impagabile».

16 thoughts on “Vittorio Gallinari: Danilo non vuole tornare in Olimpia da atleta finito

  1. Possibile che non c è una singola intervista a un Gallinari in cui non si fa riferimento alla voglia di tornare a Milano? Abbiamo capito. Grazie . Quando deciderà, se ne parlerà. Non c è bisogno di ripeterlo ogni volta . Diventa stucchevole

    1. E’ evidente che Vittorio risponde alle domande che gli vengono poste(che evidentemente sono sempre le stesse)……dovresti capirlo…..

  2. Io credo invece che sia un pressing strategico per forzare la mano alla dirigenza, quando sarà, contando sull’affetto del pubblico per una scelta che invece sarà tecnicamente sconsigliabile.
    Fortemente sconsigliabile.

    Con tutto l’affetto e riconoscendo il valore enorme dì Danilo – enorme, ma non vincente – quel fisico lì non credo che abbia la struttura per reggere ancora dopo anni di chilometraggio NBA.
    Anche Gasol l’anno scorso ha fatto poco più che la figurina al vertice EL, Gasol dico, che ha ben altra testa e tecnica e spirito vincente dell’ottimo Danilo.

    Spiaggiarlo a Milano a fine carriera sarebbe un sopruso al quale speriamo che la società saprà resistere.
    Perché appunto, non c’è intervista che non prepari il pressing che subiremo…

  3. Per giocare in Olimpia dovrebbe arrivare, subito, a fine stagione. E allora da suo estimatore una stagione con lui mi farebbe piacere. Quando tra due-tre anni non sarà più buono per l’NBA non sarà più buono nemmeno per l’Eurolega e in Olimpia non serve un prepensionato con problemi fisici che deve fare passerella, magari pagato pure da prima stella del roster, come Ibra al Milan che prende 7M netti annui per stare sempre in injury list e giocare 10 partite a stagione se va bene (e vorrebbe il rinnovo).

  4. Non so in che condizioni sarà quando (e se…) deciderà di tornare, ma proprio per questo non mi lancerei in valutazioni circa l’opportunità o meno che la società resista alle lusinghe. Mi sentirei però di affermare che ora come ora (e ripeto, ora come ora, cioè se venisse adesso…) sarebbe sicuramente il giocatore più forte del roster dell’Olimpia.

    1. Ora come ora, Pino. E infatti ora come ora sta in NBA a 15M annui e ne seguo volentieri la carriera oltreoceano. Ma anche in NBA salta molte partite a stagione per problemi fisici. Il padre (mitico Vittorio) dice che resterà in NBA finché potrà ma poiché il talento del nostro numero 8 è evidente anche se non da giocatore franchigia, quando non potrà tra due tre anni essere d’aiuto a una squadra NBA, non potrà essere d’aiuto nemmeno all’Olimpia in Eurolega e allora va bene un’amichevole per celebrarlo, ma fargli un contratto è un’altra cosa, perché verrebbe all’Olimpia solo da star come Belinelli in Virtus (e guarda caso il Beli ora è scassato). Bisogna vedere se vale la candela a prescindere dal lato affettivo che mi vede tra i suoi sostenitori.

  5. ma avremmo bisogno di un gallinacci forse un pò bolso ed abituato a giocare, pur con dignità, in squadre di galleggiamento. Sinceramente…..Non vorrei avere obblighi morali. Disposto a rinunciarci.

  6. Intendevo Gallinari, non “gallinacci”, visto dopo ma non so come correggere.

  7. Per me è uno che, saggiamente utilizzato, potrà calcare in Italia fino ai 40 e giù di li
    Troppa tecnica, conoscenza del gioco, mani ecc..
    Poi ovvio dargli le chiavi per 30 minuti (alla shields) sarebbe folle.
    Se perdesse un po’ di peso, probabilmente sarebbe meno soggetto ad infortuni, considerando il tipo di basket che giochiamo di qua.
    Però mi pare che gli infortuni di Gallinari siano un po’ mitizzati, sono ormai 10 anni che, a parte il primo anno ai Clippers, gioca da 60 partite in su (l’anno scorso 51 su 72), non proprio il ruolino di un pensionato, poi all’Olimpia giocherebbe meno minuti e comunque potrebbe riposarsi in campionato, come fanno spesso Hines, Chacho o Datome (un altro che è soggetto a frequenti infortuni ma che quando sta bene è ancora un valore aggiunto).
    Certo poi bisogna a vedere a che età verrebbe, ma giustamente finché può rimanere di là ci rimane.
    Almeno questo e il prossimo rimane di la
    poi anche fra un anno e mezzo a 20 minuti, è tanta roba sia in lega che in EL.

  8. Il Gallo non sarebbe il più forte del nostro roster. Davanti sicuramente Hines, Rodriguez e probabilmente anche Melli.
    Ma in realtà non è che si possono fare confronti tra giocatori che militano in campionati così diversi. Comunque io non lo riprenderei, a 38 40 anni, se non a stipendio simbolico di un euro al mese

  9. Se anche tornasse a Milano avrebbe ormai almeno 35 anni e qualche acciacco, seppure complessivamente sano. Un giocatore del genere, soprattutto se italiano non potrebbe essere centellinato come si dovrebbe. Belinelli infatti non ha lo stesso carico di partite dell’EL e si vede in LBA. Esisterebbe un alto rischio di avere un giocatore decisivo anche in EL ma che sei costretto a tenere spesso fuori. Hines salta molte gare in LBA e Rodriguez un po’ meno e i risultati si vedono, sir Kyle quasi sempre decisivo lo spagnolo leggermente appannato.

  10. Papà Vittorio è cerchiobottista, vuole per il figlio la botte piena (di soldi della NBA) da spillare fino all’ultimo (mascherandolo con il prestigio di affrontare i migliori del mondo avendo il loro rispetto) e la moglie ubriaca (dopo tutti questi anni in NBA ha ancora bisogno di ulteriori gratificazioni?)……No, caro Vittorio, l’efficienza fisica del tuo portentoso figliuolo non va di pari passo con i tuoi e suoi voleri: cioè di approdare di nuovo in canotta Olimpia ad un età che sarebbe oltre le aspettative di performance che l’Olimpia merita

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