Daniele Dallera: Domanda lecita, perchè Messina ha insistito su Delaney?

Daniele Dallera firma sul Corriere della Sera il commento sul momento di Olimpia Milano dal titolo: «La forza e l’anima italiane di Milano»

Daniele Dallera firma sul Corriere della Sera il commento sul momento di Olimpia Milano dal titolo: «La forza e l’anima italiane di Milano». Ecco un passaggio dedicato a Malcolm Delaney.

Malcolm Delaney è salito sul charter che ha riportato a casa l’AX Milano anche se la tentazione di lasciarlo a Madrid è stata forte. Fortuna sua, è prevalso lo spirito di perdono verso il grande peccatore. 

Giusto così, resta un campione che con le sue iniziative aveva vinto la partita di Barcellona (tripla a 14” dalla fine), ma il suo atteggiamento scostumato nel finale contro il Real Madrid, i suoi errori tecnici e comportamentali, hanno regalato la vittoria agli spagnoli e una rabbia difficile da domare, non solo nei tifosi di Milano. 

Un amico che sa di basket, il Marietto, chiede perché Messina abbia insistito, seguendo una logica solo gerarchica, su Delaney: sarebbe stato meglio sostituirlo. 

Domanda lecita e soluzione abbozzata sensata, anche se con Rodriguez presente Delaney il finale l’avrebbe visto dalla panchina o senza palla nelle mani. 

Se il coach di Milano, che sa il fatto suo, ma come tutti sbaglia, per fortuna raramente (mai dimenticarsi se Milano è lassù in Eurolega, lassù in campionato, e ha già messo in bacheca la Coppa Italia, il grande merito è proprio suo) accoglierà l’osservazione critica gireremo la risposta al Marietto.

20 thoughts on “Daniele Dallera: Domanda lecita, perchè Messina ha insistito su Delaney?

  1. Messina ha insistito su Delaney perché non aveva altra scelta: mancava il Chacho, Baldasso ha pagato emotivamente l’impatto con una competizione (ad ora) fuori dalle sue corde, e Hall (che play non è), nella fase finale della partita, era in uno stato confusionale.

    1. Quoto in pieno la tua risposta. Non c’erano alternative, senza Chacho, Trey Kell, e con Baldasso impreparato a reggere Madrid (figuriamoci gli ultimi minuti), Delaney era l’unica chance. Certo anche i campioni sbagliano, lui ha poche attenuanti perché in quei frangenti invece di giocare coi compagni vuole vincerla da solo, e quando a basket vuoi vincerla da solo, o sei Michael, Kobe, o LeBron, altrimenti lascia perdere e affidati ai compagni.

      1. Vuoi dire che abbiamo affidato a Delaney la gestione del finale-partita perchè eravamo alla canna del gas?!?….MA DAII !!!…..E Tray Kell sarebbe un alternativa in regia al 23?!?…..MA DAIII !!!

      2. Che è stato affidato a Delaney la gestione del finale-partita è un dato di fatto, dettato anche dalla mancanza di alternative in panchina.

      3. A fab dico che la presenza di Trey Kell non avrebbe risolto le cose, ma avrebbe abbassato il minutaggio di Delaney, non abituato agli oltre 30 minuti d’impiego, lasciandolo più fresco nel finale. Chi altri poteva prendersi il playmaking nel finale? Il fatto è che se l’atteggiamento di Delaney fosse stato più coinvolgente e meno egoista, tipico di chi vuole vincere la partita da solo, forse l’avremmo portata a casa. Quando un giocatore decide di giocare per se stesso e non per la squadra finisce male, e le abulie della squadra e quei parziali sfavorevoli quest’anno si spiegano sempre così, ossia scarsa circolazione di palla e inziative personali, come insegna incazzandosi coach Messina. Dato che la squadra difende come nessuno in Eurolega, le sconfite si spiegano con la scarsa circolazione di palla in attacco, la poca pazienza e la fretta di concludere con tiri forzati.

      4. Se rileggi quello che hai scritto, per come l’hai scritto, correli la gestione del finale di partita (e non dell’intera gara, laddove se ne può parlare) al nome di Kell, la cui indisposizione avrebbe fatto venir meno un alternativa a Delaney per affrontare il crunch-time!!

  2. Fermo restando che le colpe del 23 sono almeno pari a quelle di Hall, il problema non si pone, con queste dinamiche, di gestione degli uomini e di esecuzione degli uomini, siamo arrivati sin qui (con risultati “discreti” direi), cosi proseguiremo, voltando pagina, fiduciosi…..del sol dell’avvenir

  3. L’errore di Messina per me in effetti é pressoché inesistente: metti in campo il tuo play titolare e speri che nel finale smetta di fare porcherie e gestisca la partita in modo sano, magari incentivato a farlo dagli sguardi torvi di altri compagni autorevoli (tipo Hines o Melli). Invece Delaney ha deciso di tirare fuori il proprio lato peggiore (testardo tipo Mike James, ma con un terzo del talento offensivo, talento che in modalità 1vs5 a volte comunque non basta nemmeno a Mike per evitare la vaccata). Non era scontato che Delaney continuasse a essere inguardabile nelle scelte e nella loro esecuzione anche nel finale tirato, aveva tutte le chance di ravvedersi, in fin dei conti ha molti anni di esperienza. Quindi malissimo Delaney (e non é certo la prima volta che vuol far l’eroe e finisce col fare il frittatone), non Messina, che ha provato ad avere fiducia in lui.

  4. Ho appena rivisto il supplementare.
    Abbiamo fatto gli ultimi 3 minuti alla grande giocando di squadra sempre contro il RM che era solo Llull (e neppure sempre lucido, ha sparato un mattone da 3 senza senso, forzatissimo).
    Il contropiede finale Mito + Alviti è stato perfetto e figlio dell’ennesima grandissima difesa di squadra (Delaney e Hall inclusi).
    Se la palla di Alviti entrava, se fosse stato un pizzico più deciso, se avessero fischiato fallo (poteva starci), avremmo commentato un’altra partita.

    Ma il basket è bello proprio per questo!

    Ps il fallo di Delaney sulla rimessa finale è inguardabile e anche forse infischiabile, certo non gliene farei una colpa….

    1. Il fallo di Delaney era netto come netto il fallo su Alviti, il problema non è di Messina se ha un giocatore che spegna il cervello e inizia a giocare uno contro tutti sparando a vanvera. Un giocatore intelligente sa che quando è in serata no al tiro si mette a disposizione della squadra, —md invece si incaponisce e gioca da solo.

  5. Le rotazioni sugli esterni senza Sergio in Eurolega si pagano (quasi) sempre care,dovunque e contro chiunque si giochi.
    Ricordiamoci che fino a pochi anni fa queste partite le giocavamo da spettatori mentre oggi ce le lottiamo fino in fondo e se alcuni episodi fossero girati diversamente saremmo certamente tornati vincitori da Madrid.
    Ettore ,come tutti gli esseri umani,ha pure lui diritto di sbagliare e mi pare lo abbia riconosciuto con la massima sincerità,ma nessuno può negare il fatto che ci abbia fatto riconquistare un prestigio a livello europeo che ci porterà probabilmente a breve a rialzare la coppa e nessuno meglio di lui può tentare questa impresa.

  6. A Poirer le stats danno 2 palle recuperate a quelli che erano fallo sul Tarc e su Alviti, quanto a Delaney, per Tranquillo era, il suo, un fallo quasi da espulsione…..si è molto arrabbiato il nostro Flavio…..

  7. Lo scrivo sottovoce altrimenti @Palmasco mi cazzia, ma dopo l’espulsione di Tavares è parso che gli arbitri cercassero di compensare il RM con fantasiose interpretazioni a favore che hanno inciso sulla partita ben di più del nervosismo lungo lungo.

  8. Imho arrivare a giocarsela a giocare a Madrid senza il Chacho, perdendo al supplementare qunado c’era la possibilità di portarla a casa già nei tempi regolamentari è tanta roba. Significa che l’Olimpia se la gioca con tutti, ovunque, a prescindere dalle assenze pesanti (Shields, Chacho, Datome), e questo in previsione playoff è di conforto.

  9. Non è che se sbaglia una partita lo si considera scarso. Criticarlo è possibile, credo. Certo: dopo 30 minuti in campo magari un po’ di lucidità la si può perdere. In ogni caso, il coach non aveva molte alternative

  10. Quanto stralciato dell’articolo di Dellera, che non ho letto al completo, mi sembra incommentabile. Un giocatore fa scelte sbagliate ma la squadra vince o perde al completo. Gettare la croce addosso a chi sbaglia le ultime azioni è riduttivo e culturalmente umiliante. L’Olimpia ha lottato fino alla fine contro un Real che tornava da 4 sconfitte consecutive ed era terrorizzato di perdere la quinta contro un diretto avversario. L’Olimpia è arrivata al supplementare e con un pizzico di fortuna avrebbe potuto farcela, senza Rodriguez, Shields e Datome (3 go-to-guy nei finali di fuoco), con un Mitoglou rientrante da mesi di sosta e senza Ben Bentil (panchinato senza alcuna spiegazione). Gli errori di Delaney e Hall sono stati fatali ma fanno parte del gioco espresso durante l’intero match come gli 81 punti segnati nei quattro quarti sono frutto dell’impegno completo del team. Si poteva gestire meglio gli ultimi possessi? certamente ma quanto profuso nei primi 38 minuti probabilmente ha tolto lucidità negli ultimi 2 che abbiamo iniziato con 5 punti di vantaggio. Sarebbe ora di abbandonare questo infantilismo ridicolo che addossa ogni responsabilità di vittoria o sconfitta a chi si prende l’ultimo tiro, soprattutto da un giornalista.

  11. Più che incommentabile la parola piu’ adeguata per definire l’articolo ed il post su ROM che lo riprende è sconcio.
    Non credo che nessuno abbia avuto il coraggio di fare la domanda a Messina.
    Mi sarebbe piaciuto vedere la reazione.

    Ps. E’ chiaro che l’errore è del coach che avrebbe dovuto mettere Baldasso in quel finale.

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