Guerra in Ucraina. Triplo rinvio in Eurolega per le russe

In queste ore drammatiche per l’Europa e il Mondo, anche il basket si interroga sulle problematiche più prossime

EuroLeague molto preoccupata e in costante contatto con i club dopo l’attacco russo all’Ucraina. Dopo aver annunciato di non voler toccare il calendario, è arrivato l’annuncio del rinvio delle tre gare riguardanti le squadre russe.

Domani i 18 club si raduneranno per analizzare la situazione.

Il comunicato di EuroLeague

I timori del Barcellona e di EuroLeague

La Russia ha avviato nella notte operazioni militari in territorio ucraino, Kiev è sotto attacco con soldati in città e civili in fuga. In queste ore drammatiche per l’Europa e il Mondo, anche il basket si interroga sulle problematiche più prossime.

I dirigenti di EuroLeague Basketball, come raccontato da Mundo Deportivo, si sono ritrovati in mattinata in call. Il tema era comprendere la logistica che riguarda i tre team russi: Unics, Cska e Zenit. E non solo.

Esempi. La Lituania da oggi è in stato d’emergenza. E qui alle ore 19 italiane si gioca Zalgiris-Real Madrid. In serata il Cska sarà in campo a Monaco e l’Unics a Vitoria, ma in queste ore il Barcellona deve imbarcarsi per San Pietroburgo, mentre domenica è atteso a Mosca per il recupero con il Cska.

Se l’Ucraina ha introdotto la legge marziale e diramato la chiamata alle armi, la Bielorussia ha chiuso lo spazio aereo. E’ questa la problematica che EuroLeague Basketball deve affrontare: come comportarsi in caso di chiusura dello spazio aereo anche sulla Russia?

Al tempo stesso si deve assicurare la piena sicurezza per tutti i tesserati che viaggeranno da e per la Russia. In tal senso, il giocatore del Barcellona Alex Abrines ha espresso su Twitter tutti i suoi timori: «Non posso certo definirmi felice dell’idea di volare in Russia». La partenza del Barcellona è stata in dubbio.

Cosa fa il calcio?

A livello calcistico sono due i temi caldi. Il 24 marzo la Polonia è attesa a Mosca per il primo spareggio in vista del Mondiale in Qatar. Così la Federcalcio di Varsavia: «Le decisioni politiche restano nelle mani delle autorità statali e degli organismi internazionali ma, consapevoli delle potenziali minacce legate alla situazione attuale, siamo in attesa della posizione degli organi direttivi della federazione mondiale. Il caso riguarda non solo la nazionale polacca, ma anche le nazionali di Svezia e Repubblica Ceca, che potrebbero potenzialmente affrontare la Russia a Mosca in una possibile finale playoff».

Quindi la finale di Champions League, prevista a fine stagione a San Pietroburgo. Il primo ministro inglese Boris Johnson, e alcuni europarlamentari, hanno espresso dubbi, così la Uefa: «La Uefa sta monitorando in maniera costante e da vicino la situazione. Al momento, non ci sono piani per cambiare la sede».

La riunione tra i club di EuroLeague

Il Barcellona parte per San Pietroburgo. Secondo quanto riferito da Aris Barkas e Donatas Urbonas al momento il calendario di EuroLeague non conoscerà modifiche. I dirigenti della competizione non attuano interventi attendendo l’evolversi della situazione.

Lo Zalgiris Kaunas ha poi diramato un comunicato su Facebook: «Lo Zalgiris Kaunas non ignora gli eventi in Ucraina e ha partecipato ad un confronto con EuroLeague per valutare la situazione e concordare ulteriori azioni. Siamo anche in contatto con diversi club su questo tema ed esamineremo la situazione e le ripercussioni che potrà avere sulla stagione. Auspichiamo una decisione unificata di tutta la lega». La Lituania, lo ricordiamo, è in stato di emergenza.

I timori del Barcellona

Il Barcellona ha ottenuto garanzie al 100% da EuroLeague Basketball circa il viaggio di oggi in direzione Russia. I blaugrana temevano blocchi aerei, sia all’andata, che soprattutto al ritorno. Il team deve restare nel paese sino a domenica.

Ci sono poi timori sull’accoglienza che potrebbero ricevere i giocatori americani.

Le reazioni nella zona baltica

Apprendiamo da basketnews.com alcune reazioni delle federazioni sportive baltiche.

Il presidente della Federazione lituana, Vydas Gedvilas, starebbe esortando tutte le società e le organizzazioni del paese a cancellare gli eventi programmati con soggetti sportivi russi e bielorussi. Il club Siauliai ha annullato il match con l’Enisey di Nebl.

La Federazione lettone sarebbe andata oltre, proponendo un totale boicottaggio: dalla disponibilità degli arbitri lettoni in VTB, a qualsiasi gara, in casa come in trasferta, con squadre russe.

La squadra estone del Kalev dovrebbe lasciare la VTB.

Il comunicato di EuroLeague

EuroLeague Basketball ha rilasciato dopo le 14 un comunicato ufficiale in merito all’evoluzione dell’invasione russa in territorio ucraino.

Tra i punti focali che riveliamo, i seguenti:

a) EuroLeague Basketball monitora la situazione e segue le indicazioni che verranno fornite dalle autorità nazionali e internazionali;

b) il calendario viene garantito sino a che l’integrità dei partecipanti non sarà messo a rischio o verrà messo in discussione da autorità governative;

c) I 18 club si incontreranno domani per analizzare il corso degli eventi e prendere eventuali decisioni.

Domani dunque riunione chiave in EuroLeague Basketball.

Il comunicato e la decisione del Barcellona

Il Barcellona non parte per San Pietroburgo, come annunciato in un comunicato ufficiale.

“Si informa che, a seguito delle informazioni apparse nelle ultime ore sulla guerra tra Russia e Ucraina, l’FC Barcelona ha deciso di non recarsi oggi a San Pietroburgo.

Per questo pomeriggio sono previsti vari incontri con le parti coinvolte e nelle prossime ore si deciderà in merito.

Ricordiamo che la squadra gioca due gare in terra russa, questo venerdì contro lo Zenit San Pietroburgo e domenica prossima a Mosca, sul campo del CSKA”.

La richiesta del Bayern Monaco

Il Bayern Monaco, come riportato da Eurohoops, ha richiesto il rinvio della partita di questa sera contro il Cska Mosca a Monaco.

Secondo il giornalista di Monaco Robert Heusel, tuttavia, il CSKA è a Monaco ed entrambe le squadre si stanno preparando “normalmente” a giocare.

Inoltre, è stato annunciato che la partita non sarà trasmessa dalla televisione tedesca, come segno di solidarietà con il popolo ucraino.

Lo Zalgiris ‘boicotta’ le trasferte russe

Anche dallo Zalgiris Kaunas arriva una decisione ufficiale: la squadra lituana non prenderà parte alle trasferte rimanenti in terra russa nella stagione di Eurolega. Dovrebbe andare a Mosca il 28 marzo ed a San Pietroburgo l’8 aprile.

Triplo rinvio: l’annuncio di Euroleague

Dopo le ultime vicende, Euroleague ha annunciato il rinvio di Bayern-Cska, Zenit-Barcellona e Baskonia-Unics.

26 thoughts on “Guerra in Ucraina. Triplo rinvio in Eurolega per le russe

  1. MI dispiace ma l’unica soluzione che trovo in questo momento è quella di ISOLARE in tutti i sensi la Russia e quindi, putroppo (la cosa mi dispiace) ma bisogna sospendere le squadre e gli atleti Russi da tutte le competizioni sportive!!!! E’ una soluzione sicuramente dolorosa perchè lo sport è fatto da gente che con la guerra non ha niente a che fare ma in questo momento bisogna essere fermi nel condannare l’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia e l’unico modo che abbiamo per poterlo fare senza usare la violenza è quello di isolarla sotto ogni punto di vista quindi, ripeto, purtroppo, anche sportivamente!!!

    1. Concordo, isolare e sospendere sono esattamente i verbi più appropriati per la realtà russa in Eurolega anche tenendo presente le sanzioni europee che prenderanno forma nei prossimi giorni e che inevitabilmente toccheranno anche tutto lo sport. Certo per EL sarà una bastonata finanziaria notevole specialmente se la guerra (perchè l’occupazione militare di un territorio estero tale è senza ma o se) continuerà per mesi. Sarà difficile portare a termine questa stagione purtroppo in maniera regolare, ovvio che i giocatori del Bercellona non saranno molto tranquilli e questo non è giusto nè regolare dal punto di vista sportivo.

      1. Mah, posto che ovviamente questo è uno sconquasso, ma siamo sicuri sicuri che Unics e Zenit non siano facilmente sostituibili da società che hanno palazzetti grandi e tanto pubblico? Il CSKA ovviamente è un altro discorso ma c’è anche da considerare il significativo risparmio nei trasferimenti, che non compensa ovviamente la perdita della società ma che fa brodo.

        Comunque io sono pessimista su questo, non ci credo che prendono questa decisione così coraggiosa.

  2. Dopo l’atto scellerato di Putin è inevitabile ed ineludibile l’espulsione delle squadre russe da EL, non si faccia finta che tutto è come prima e che il Basket un mondo a se stante

  3. Io invece proponderei per un’altra soluzione meno intransigente più morbida: far uscire dalla Russia tutte le squadre sia di calcio sia di basket, riunendole in una sorta di “bolla” in qualche nazione che, eventualmente, si offrirebbe di ospitarle per un determinato lasso di tempo. Ovvio che questa sarebbe una soluzione squisitamente sul lato sportivo, naturalmente la guerra che c’è in atto ha un valore drammaticamente più importante rispetto allo sport.

    1. Basta bolle. I cittadini russi devono agire in modo democratico oppure avremo solo continue guerre di espansione. Sei una società russa? Mi spiace, questa è una lega organizzata in ambito democratico, il tuo non lo è, organizzatene una tua con Cina e Corea del Nord. Ogni euro/dollaro che la lega versa a una società russa può essere usato per operazioni militari e non ha senso.

  4. Benissimo prendersi qualche giorno per decidere il da farsi: l’attacco vicino a Kiev è completamente inaspettato ed è ingiusto aspettarsi decisioni immediate. Però poi lunedì le federazioni russe vanno escluse da qualsiasi competizione e le venue russe depennate. Oppure possiamo accettare che un Paese possa invaderne un altro e alle leghe sportive stia bene.

  5. Povero Pangos che ha appena scelto il Cska ed Hacket e Spissu cosa faranno insieme a tutti i giocatori americani ed europei che militano nelle squadre russe.

    Ora è ancora presto, visto che la situazione è precipitata in pochi giorni, ma purtroppo io non la vedo molto bene e non sto pensando al basket.

    Vedremo ma oltre le sanzioni economiche saranno giustamente previste decisioni che riguardano lo sport.

    1. Le sanzioni economiche “standard” sono già state calcolate da Putin, non avranno effetto. Servono sanzioni che fanno sentire gli oligarchi e la gente comune isolati dal mondo. Cominciamo dallo sport, che è facile facile rispetto alla finanza globale.

  6. Chiudere qualsiasi competizione agli sportivi russi senza se e senza ma, questa e’ l’unica cosa credibile da fare. Purtroppo non fermera’ la guerra ma e’ meglio che fare finta di niente

  7. Bisogna escludere la Russia da qualsiasi competizione internazionale. Il calendario Eùurolega dovrebbe continuare assegnando la vittoria a tavolino a qualsiasi squadra debba giocare con i russi. Non si può attaccare un’altra nazione e pensare che la vita vada avanti lo stesso. Bisogna pagare le conseguenze.

    La cosa vergognosa è che Putin ha aspettato per attacccare la cerimonia di chiusura dei Giochi cinesi per non rovinare lo spettacolo ai compagni giallil, unici loro alleati.

  8. La situazione è molto complessa, ho un caro amico bloccato in Ucraina e non avrei voglia di giocare a basket con una squadra russa, laddove chiaramente i giocatori e allenatori non hanno colpe dirette. Attenti però ad isolare la Russia perché potrebbe portare il popolo bue addomesticato dal regime a sentirsi vittima dei cattivi occidentali.

  9. Popolo bue? Popolo sottomesso, piuttosto! In Russia si vive senza poter “pensare contro”. Questa è la verità.
    Storicamente il popolo sovietico è sempre stato molto variegato, perché presente su un immenso territorio, differente per caratteristiche. E la cultura dei vari popoli era differente. Pensiamo ad un ucraino e ad un siberiano.
    Per tenere unito un coacervo di razze, culture e quant’altro, un po’ di “pugno di ferro” è sempre stato necessario. Ecco perché in Russia (e nell’ex unione sovietica) c’è sempre stata una certa repressione. Questo comunque non giustifica l’attacco di Putin.

    1. Ti ricordo che, in seguito al diritto all’autodeterminazione dei popoli, l’Ucraina è stato indipendente dal crollo dell’Unione Sovietica( e cioè da quel di’) e se sul fronte interno il dittatore ex KGB può usare i metodi che ritiene opportuno, altra cosa è un attacco militare al territorio di un altro stato per minarne l’integrità politica; Putin non detiene alcun diritto nella pretesa di governare la legittima ambizione del popolo ucraino nel rimanere Stato Sovrano, spero per lui la fine che i despoti meritano…..prima o poi

      1. Ho scritto che condanno l’invasione, ci mancherebbe. È che a volte si parla dei russi senza considerare che sono sottomessi ed hanno una storia particolare. Tutto qui. Colpa di Putin e dei suoi uomini, non di tutto il popolo russo.

  10. La Russia ha usato il Dunbass coi suoi cittadini filorussi per invadere l’Ucraina. Sarebbe come se gli Austriaci invadessero l’Alto Adige e l’Italia in appoggio armato alle mire secessioniste degli altoatesini dissidenti, pensando che l’Italia non reagirebbe con la forza. Ovviamente l’Austria non è una potenza militare per cui non può farlo, anche se nel 2019 ci ha provato in modo subdolo offrendo ai tutti i sudtirolesi di lingua tedesca il passaporto austriaco da affiancare a quello italiano. Roma ha risposto picche in modo deciso, e la cosa è finita lì.

    Il dittatore Putin vorrebbe ricreare l’Unione Sovietica, spaventa tutti con la sua potenza e le testate nucleari, ma se al posto di Biden ci fosse stato Trump non credo che avrebbe fatto passare in sordina l’attacco russo all’Ucraina. L’Europa sta condannando l’invasione a parole ma non sta facendo nulla, e non essendo l’Ucraina un paese Nato, nessuno interviene.

    A livello sportivo bisognerebbe avere il coraggio di sospendere squadre e atleti russi da qualsiasi manifestazione internazionale. Spero che l’Olimpia si rifiuti di giocare contro il Kazan, a costo di avere partita persa a tavolino.

    1. Ti ricordo che Trump era per un progressivo disimpegno USA all’interno della NATO e che ambienti molto vicini a Putin ne hanno favorito l’elezione contrastando ciberneticamente i democratici americani, per cui proprio l’opposto di quello che sostieni: il Tycoon e l’ex KGB hanno, a tua insaputa, molti tratti in comune

      1. Per non dire della forte campagna pro Putin che Trump sta facendo in USA in questi giorni (!) – insieme ai propagandisti dì Fox News…

  11. Cina unica alleata dei Russi??
    Non penso proprio….comunque basta e avanza per far sì che quelli che portano la libertà (quando gli fa comodo), si caghino addosso !

  12. @lupoellison ,ottimo post
    Ps: Mi permetto. Gli ucraini non si sentono russi, i tirolesi non si sentono italiani per me possono andare in Austria….ieri. Si faccia come per San Marino, uno Stato indipendente in territorio italiano.
    Ps2: Chiedo scusa a chi si sentirà offeso dai miei concetti.

  13. Anch’io sono per l’espulsione delle squadre russe dal torneo. Nettamente e subito.
    Non serve certo a fermare la guerra, ma altrettanto certamente manda un messaggio forte e chiaro a tanti russi che probabilmente soffocati dalla propaganda interna, non sanno bene, non hanno capito che il mondo disapprova la loro guerra.
    Un piccolo gesto, un grande messaggio.
    Fuori dall’EL le russe!

  14. L’unico modo per fermare Putin è un intervento militare coordinato e simultaneo da parte di tutte le forze della nato (a difesa dell’Ucraina), ma al momento ciò non è praticabile perché non stiamo giocando a Risiko.
    Tra l’altro non serve a niente colpire la Russia se non con sanzioni durissime, visto che a migliaia protestano nelle stesse strade contro questa follia, venendo arrestati.
    Gli obiettivi sul lungo periodo penso siano 2, uno quasi impossibile e l’altro fattibile: uccidere Putin tramite un attentato (e sarebbe la soluzione migliore) e mettere in ginocchio la Russia economicamente per far si che siano gli stessi Russi a ribellarsi al pazzo o che inizino a scarseggiare le risorse ( questo è teoricamente fattibile).
    Per il resto, se non si vuole intervenire con truppe in Ucraina (e di fatto non si può fare), si può solo continuare a inviare armi per loro e soprattutto aiuti.
    E magari sperare che il pazzo rinsavisca.
    Credo che ben presto la mossa ” disperata” dell’espulsione russa dal mercato Swift sarà inevitabile.

  15. Scusate: un intervento militare? Scoppia una guerra mondiale e atomica, per giunta. Non è che si può fare una “guerretta” locale, confinata in Ucraina e zone limitrofe. Per altro ci vorrebbero settimane per dispiegare uomini e mezzi in loco.
    Va bene che le sanzioni lasciano il tempo che trovano, ma un intervento militare diventa una guerra su larga scala. Io non mi prenderei una simile responsabilità….

  16. @u.fo. = comprendo la tua analisi ma neanche puoi fare che si sveglia la mattina possa invadere un altro Stato sovrano alludendo scuse . É già stato fatto con Turchia e Cipro. Anche basta.

  17. Concordo. Ma la risposta, per me, non può essere una guerra mondiale, atomica…..

  18. I russi vanno isolati anche nello sport senza “se” e senza “ma”. Bisogna rifiutarsi in modo compatto di giocare contro di loro, sia in casa sia in trasferta. Non è pensabile andare avanti come se nulla fosse.
    La UEFA gli ha già revocato la finale di Champions e tutto lo sport deve completamente isolare gli aggressori russi.
    Ogni legame, di qualunque tipo, con loro, deve essere interrotto, esclusi, se ancora possibili, quelli utili alla pace.
    Secondo le fonti ucraine (che non è detto siano attendibili) le truppe russe hanno già subito 800 perdite. Di sicuro più si va avanti e peggio sarà per loro perché gli ucraini combatteranno casa per casa. Va bene che Putin è pazzo, ma c’è un limite a tutto
    L’unica arma vera che si può usare è escludere la Russia dal sistema SWIFT, ma siccome comporterebbe anche danni alle banche europee ci si limita a sanzioni che fanno solletico all’orso russo.
    Mala tempora currunt..

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