Olimpia Milano post Stella Rossa | Vincere, in controllo, con dei difetti. L’Europa abbia paura

Alessandro Maggi 5

Olimpia Milano post Stella Rossa che non cancella i dubbi ma aumenta le certezze. Cinque vittorie in fila? Sì, ma non solo

Olimpia Milano post Stella Rossa che non cancella i dubbi ma aumenta le certezze. Cinque vittorie in fila? Sì, ma non solo. Barcellona, Alba, Cska, Zalgiris e Stella Rossa: quante di queste sono state davvero in discussione? Una, la prima. 

Vincere, in controllo, sempre, come solo le grandi squadre. E senza Shields, Mitoglou, Moraschini, Grant… Come le grandissime. Assorbire le assenze e creare nuovi protagonisti: Delaney ieri, comunque uno dei leader, ma anche Bentil e Ricci.

Anche perchè le “colonne” il loro lo danno sempre. Il Chacho 4 assist nel nulla, Melli che tira fuori dal fango un paio di palloni, quindi Hines e la tripla di Hall. 

Nella gara delle difese l’Olimpia Milano si dimostra superiore, anche a Belgrado, anche con prodotti vari che piovano in campo, anche con 4 liberi in tutto, due per un doppio fallo tecnico.

E attenzione anche al primo quarto “dei record”. Si arriva all’1/18 al tiro, ma con una buona circolazione di palla. Prima o poi quei tiri entreranno, il talento c’è. Con quei numeri una squadra non si può considerare al suo top. Terzi, ma in parabola ascendente. L’Europa è avvisata.

5 thoughts on “Olimpia Milano post Stella Rossa | Vincere, in controllo, con dei difetti. L’Europa abbia paura

  1. Milano sta impressionando tutti, perché riesce a giocare e vincere in tutte le gare, che siano pulite, sporche come quella di ieri, stimolanti come le trasferte a Barcellona o Mosca, deprimenti come la gara col lo Zalgris. Questa continuità di risultati a fronte di condizioni differenti e con un paio di infortuni importanti sorprende un po’ anche me anche se probabilmente è proprio questo il grande apporto di Messina: cambio di mentalità, a tutti i livelli.
    Non voglio esaltarmi, perché Barcellona e soprattutto Real sono squadre fortissime, dal roster infinito e l’Efes darà del Filo da torcere a tutti nei play off. Ma….ci siamo anche noi. Credo che le avversarie abbiano rispetto per l’Olimpia e forse anche un po’ di paura. Avanti tutta!

    1. Non sono così sicuro che l’Efes arrivi alle F8 quest’anno. Il ciclo era evidentemente finito (gloriosamente, s’intende) l’anno scorso, e il mancato approdo di Micic in NBA ha impedito nei fatti la ricostruzione, per non parlare di Ataman che ha costruito un bellissimo giocattolo, ma forse avrebbe bisogno di altre sfide in altri lidi. Come del resto a livello nostrano è successo a Venezia, con troppa gente che sarebbe dovuta andare via per il bene proprio e della squadra, ed invece è rimasta per varie vicende a fare la muffa in un ambiente che non è più sentito come proprio (parlo nel dettaglio di Tonut, Daye e WDR). Quanto a noi, sono riuscito a vedere la partita on demand questa mattina e concordo con le osservazioni fatte da U.Fo., l’impressione di controllo in situazioni così diverse tra loro, con equilibri di squadra da ritrovarsi in contesti differenti, ma sempre performanti, comincia a diventare un’abitudine cui noi tifosi faremo fatica a rinunciare, quando arriveranno tempi più difficili. Anche se non credo il livello si abbasserà in determinati frangenti: la qualità migliore dei top team è proprio quella di acquisire certezze e riuscire ad esprimere potenzialità differenti in un sistema condiviso, caratteristiche che l’Olimpia sta maturando sempre più.

  2. Questa è una squadra che doveva provare a rimanere attaccata disperatamente alla corsa ai playoff dopo gli infortuni di breve e lungo periodo, ricordate? Suicidarsi in campionato per provare a vincere qualche partita in EL. Poi salta fuori che Grant fa sul serio, che Melli è ingiocabile persino per giocatori di livello NBA, che Delaney è insultato da un tifoso su due, incluso Tranquillo, ma è uno dei giocatori che statisticamente trascina di più la squadra, che Ricci sembra aver giocato 12 stagioni in EL… e l’Olimpia è terza con una partia e mezza di vantaggio sul quinto posto.

    Certo, giusto farsi domande sull’attacco: se la Stella Rossa avesse messo quei 3 tiri piedi per terra da tre avremmo dovuto sputare sangue. Però oggi come oggi se sono un allenatore di EL e sullo scheduling vedo che sta arrivando l’Olimpia mi preparo un beverone di Gaviscon e inizio a capire come il mio piano partita possa funzionare anche se segniamo 60 punti…

    Una nota sul “next man up”: è incredibile come davvero a ogni partita se un giocatore va fuori giri (Chacho in questo caso) ce n’è sempre un altro pronto a riempire il buco (Delaney in questo caso) e come alcuni giocatori passano da una prestazione opaca a essere protagonisti esattamente quando serve (Bentil).

  3. Notavo che le gare a punteggio basso non sono rare, specie in questo periodo. Tra Barcellona e Bayern ieri, il primo quarto è finito 9 a 9.
    Evidentemente è un momento della stagione che si hanno più carichi nelle gambe e covid, infortuni e cambi di date incidono certamente sulle prestazioni degli atleti.
    Na che bella è questa RL?!

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