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Un derby che ci lascia Gudaitis, Kuzminskas e una questione di dialettica tra coach e società

Il 166esimo derby ha del passato i nomi, perchè nel presente il confronto non si pone neppure. Bene constatare la vitalità del popolo canturino, che merita ben altro e lo dimostra quotidianamente, e bene il facile successo della truppa di Simone Pianigiani, che ruota dieci giocatori sopra i 13’, e lascia Dairis Bertans in campo per soli 5’.

Arturas Gudaitis

Dopo i 16 punti e 17 rimbalzi in EuroLeague con Gran Canaria, 19 e 8 nel derby lombardo. Il centro lituano in questa stagione produce 12.5 per 7.5 in EuroLeague, 14.3 per 8.3 in LBA (ma con sole quattro partite). Ovvero primo rimbalzista di EuroLeague e secondo centro in quanto a valutazione (dietro a Jan Vesely). E’ la stagione della consacrazione del centro lituano, che deve per questo anche essere vista come un’urgenza: con un lungo da Final Four (non di Coppa Italia), non provarci sarebbe un delitto.

Mindaugas Kuzminskas

Dopo l’ennesimo pianto con Gran Canaria, una risposta di personalità contro Cantù visti i 20 punti in 21’. Simone Pianigiani parla di «giocatori seri», e probabilmente il riferimento è anche e soprattutto a lui, visto che radio mercato parlava già di possibile addio imminente. Serve grinta, approccio, volontà di lotta senza che nulla sia dato per scontato: solo allora si potrà parlare di ruolo.

Una questione di dialettiche

Curtis Jerrells? In EuroLeague magari non riesci a insistere dopo qualche difficoltà ma la risposta oggi è stata notevole e lui ci serve tanto come ci serve Burns

Allora. Primo step del nostro pensiero. Mediare con il club è diritto e dovere di ogni buon coach, esattamente come dovere di un club è fare da conto, e diritto del medesimo club è non sentirsi sul banco degli imputati in caso di inattività «invernale» dopo «danarosa» campagna estiva. Secondo step del nostro pensiero. Saltare la preparazione estiva è afflizione, ma 12’ di media in EuroLeague e 17.3 in LBA (saltando due gare) non dovrebbero essere una tortura per nessuno nel mese di dicembre (insomma, non si parli di convalescenza, quella è terminata a fine ottobre per atleti di questo calibro). Conclusione: sui giocatori o si insiste anche in caso di errore, perchè a James in 40’ non si può chiedere di attaccare con lucidità e difendere con aggressività (e alla fine il risultato si chiama sempre e solo sconfitta in Europa), oppure si ventila (con tono suadente) la possibilità di valutare qualche occasione di mercato. O l’una o l’altra.

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One thought on “Un derby che ci lascia Gudaitis, Kuzminskas e una questione di dialettica tra coach e società

  1. Vincere e’ sempre positivo e bello ma bisogna tener conto della caratura degli avversari. E modulare i commenti anche in base a questo.
    Per me Kuz non e’ risorto, tutt’altro. La verita’ e’ che con questi avversari non poteva assolutamente permettersi una delle solite gare scialbe. Da rivedere subito in EL.
    Su Jerrels si e’ gia’ detto molto. Concordo sul fatto che l’infortunio estivo e’… “scaduto”, ovvero non puo’ piu’ essere la scusa e la ragione del suo rendimento. Ieri ha messo qualche tripla e dato un paio di assist spettacolari ma in regia stenta anche a questi livelli. Non so che idee abbia la societa’ ma il coach difficilmente rinuncera’ a lui.
    Gudaitis e’ valore assoluto, grande patrimonio.
    Ieri mi ha fatto piacere vedere in campo un buon Burns e soprattutto rivedere DellaValle. Sono due uomini che potranno dare molto in lba.

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