Reyer Venezia in crisi, e per il Gazzettino Jeff Brooks è un «Disastro»

Alessandro Maggi 15

La Reyer Venezia cade, pesantemente con Brescia, e il Gazzettino titola così sulle pagelle firmate da Stefano Babato: «Brooks, un disastro»

La Reyer Venezia cade, pesantemente con Brescia, e il Gazzettino titola così sulle pagelle firmate da Stefano Babato: «Brooks, un disastro».

Per l’ala ex Olimpia Milano insufficienza piena: «Soliti discorsi. Siamo pure stanchi di ripeterli. Doveva essere una sorta di valore aggiunto, un equilibratore vicino al ferro. Sta dando davvero poco, pochissimo alla causa orogranata. Sembra sempre un pesce fuor d’acqua. Come se la “cosa” non fosse sua».

Una difficoltà emersa anche nei due anni con Ettore Messina in biancorosso. Dopo un buon avvio, Jeff Brooks viaggia a 5.4 punti di media con 3.3 rimbalzi in LBA, 6.6 con 3.6 rimbalzi in EuroCup.

Nelle ultime tre gare di campionato i numeri sono però scesi a poco più di due punti e due rimbalzi a gara.

15 thoughts on “Reyer Venezia in crisi, e per il Gazzettino Jeff Brooks è un «Disastro»

  1. Alcune volte anche comprare l’usato sicuro non è un buon affare, errata la valutazione che il brutto anatroccolo visto a Milano potesse trasformarsi in un cigno reale e qui si era capito da tempo

    1. Aggiungo che il Jeff Brooks visto a Milano negli ultimi 2 anni era buono solo per i saluti di rito a fine partita: li, si che era il numero uno, bravissimo anche a sventolare gli asciugamani in panchina…….

  2. Mi collego anche all’altro articolo relativo agli italiani. Si critica spesso l’Olimpia presente e passata perchè brucerebbe gli italiani. Ma quanti di questi italiani “bruciati” si sono poi dimostrati campioni da altre parti? Tolto Fontecchio, non mi vengono in mente. Ci sono alcuni che hanno fatto bene o stanno facendo bene ma solo in squadre di livello LBA medio (Della Valle ? Abass a un livello Virtus più alto non è che abbia tutti questi estimatori basta leggere i forum di tifosi V) ma il livello di Milano è più alto e probabilmente loro non erano a questo livello. Poi ci sono alcuni anzi forse quasi tutti che via da Milano hanno confermato di essere giocatori di medio/basso livello e quindi ancor di più non potevano essere giocatori da Milano (Burns, Moretti, Brooks). Smettiamola con questi luoghi comuni. I giocatori forti italiani all’Olimpia hanno sempre giocato e continueranno a farlo ( Hackett, Melli, Gentile ed oggi Ricci ad esempio) Ma solo se sono forti.

    1. Questa di Milano che brucerebbe gli italiani è una leggenda che fa comodo a tutti (media, tifosi altrui etc.) per sparlare di Milano, che è un pò l’hobby nazionale degli appassionati di basket.
      Chissà perchè nessuno va mai ad intervistare un Fioretti, uno che è a Milano da una vita, chiedendogli come siano in allenamento tutti questi italiani “fortissimi” che Milano la cattivona brucia…

  3. Devo essere sincero quando a vincere tutto era Siena ( poi si è capito perché) rodevo, perciò capisco chi non ama l’Olimpia che senza imbrogliare e onestamente è in cima a tutto e quanto e li faccia godere ogni nostro inciampo.
    Con ciò tutto si spiega. Le affermazioni di Petrucci, gli articoli della stampa e del web denigranti, gli infiltrati finti tifosi e la bumba nel vodkaredbull del nostro Guazz .

  4. Concordo che gli italiani, ma anche stranieri che non hanno reso per quel che ci si aspettava è sempre ed in primo luogo, tranne eccezioni dei giocatori e forse anche della loro autostima superiore al loro valore del mix tra tecnica e testa

  5. Della Valle: non fortissimo, carente in difesa. Ma buono per la LBA. Cinciarini: non grande realizzatore ma con tanta voglia ed energia. Miglior assistman del campionato. Non fortissimo, ma buono per la LBA. Abass: grande atleta, discreto tiro. Non fortissimo ma buono per la LBA. Burns: irruento, fisicato, con poca visione di gioco. Non fortissimo, ma buono per la LBA.
    Voglio dire che non è che tutti gli italiani che passano da Milano devono essere da EL. Anche perché in giro per l’Europa di italiani non ce ne sono poi tanti, oltre a Melli, Datome e Ricci (Fontecchio, Polonara, Spissu, Hackett) Insomma: se giochi più competizioni, puoi permetterti anche giocatori meno quotati ma che possono dare qualcosa di buono in LBA.

    Tornando a Brooks: conferma il suo livello non eccelso. Spiace, ma è così.

    1. Buoni per la LBA, ma non per il livello richiesto da Milano evidentemente.
      Lo ripete spesso pure Tranquillo in telecronaca: a Milano devi essere in grado di performare ad alto livello, anche in 5 minuti se sono 5 i minuti che ti concede il coach, ma se non sei in grado ti accomodi in panchina oppure in tribuna. E vale per tutti, a parte i fuoriclasse tipo Chacho, Hines o Melli (che comunque garantiscono sempre un livello prestazionale elevatissimo).
      Cinciarini è rimasto 6 anni a Milano, è stato capitano, non lo inserirei in un discorso assieme agli altri italiani da te nominati… dopo 6 anni ha preferito giocare in società di livello più basso dove poter recitare un ruolo da protagonista, ci sta, siamo agli sgoccioli della carriera; ha sempre giocato molto qui a Milano, a parte lo scorso anno dove forse Messina poteva concedergli qualche apparizione in più, ma non è da Cinciarini che dipendevano le sorti della stagione…

      L’errore per me sta proprio nell’affermare che “non tutti gli italiani che passano da Milano devono essere da EL”: no, tutti gli italiani, come tutti i giocatori in generale che passano per Milano, dovrebbero puntare ad avere minuti anche in EL, come dimostra Ricci in questa stagione o anche Moraschini nelle scorse. Perchè l’EL è la dimensione di Milano e Milano ha bisogno di giocatori di tale livello che siano italiani, statunitensi o comunitari è indifferente. Se dimostri di poter essere spendibile in EL, di conseguenza avrai spazio anche in LBA, a Milano.

      1. Concorderei con te, se giocassimo solo l’EL.
        Se devi competere su più fronti non puoi permetterti di avere solo giocatori italiani con dimensione Europea, perché non ce ne sono abbastanza. A meno che Milano non se li prenda tutti, da Fontecchio a Hackett a Tonut . Impossibile, direi.

    2. Non esiste un modo di giocare l’EL e uno di giocare in LBA. La squadra non può avere due filosofie diverse a seconda della competizione. La logica di gioco è quella, i giocatori devono adattarsi. I giocatori di Milano devono sapersi adattare a quella filosofia. Poi ovviamente le prestazioni sono diversi fra i vari giocatori ma quello è normale. Un giocatori o sta in questo sistema, anche solo 5 minuti, o non ci sta, EL o LBA che sia. Poi ovviamente talento, fisico, ecc. dettano chi fa 25 minuti in EL e chi vede il campo solo in Italia

  6. Dato che parliamo di Venezia, se Tonut venisse a Milano in estate sarebbe, al pari di Melli, Datome e Ricci, l’esempio di un italiano che all’Olimpia non viene bruciato e gioca anche in Eurolega.

  7. Sarei curioso di vederlo in EL. Secondo me ha fisico, tiro e difesa. Probabilmente deve migliorare nella visione di gioco e nelle letture. E per “stare” in EL deve imparare a rendere molto in pico tempo. A Venezia è uno dei giocatori di punta, uno dei riferimenti in attacco. A Milano sarebbe uno dei tanti, con pochi palloni giocabili. Ma lo vedrei volentieri, qui da noi.

    1. Tra l’altro Tonut è talmente desideroso di mettersi in gioco in Eurolega, che l’estate scorsa era disposto a pagare alla Reyer metà buy out per venire da noi. È raro che un giocatore paghi di tasca propria per cambiare squadra, quindi se viene di sicuro è determinato, inoltre ritroverebbe i suoi compagni di Nazionale Melli, Datome e Ricci, con cui sul campo ha già feeling. Spero che Stefano rientri nei progetti di Messina per il prossimo mercato.

  8. Non sono così certo che il prossimo anno Datome sarà ancora a Milano, a parte questo più che bruciare italiani, abbiamo tolto il velo sul valore di molti presunti campioni. ADV, ragazzo simpaticissimo e con fiammate incredibili nelle mani, non ha dato continuità a prestazioni da urlo. Abass e Fontecchio non sono stati bruciati, semplicemente in quel periodo non erano ancora al loro massimo e l’ambiente non era ideal per maturare. Pascolo ha avuto una buona stagione poi si è perso, lo stesso Brooks era partito benino poi è andato calando: forse per loro l’asticella resta alta ma non mi sembrano bruciati, semmai portati ad una dimensione corretta. Idem per tanti stranieri.

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