Qualcosa si muove. Gianni Petrucci, presidente FIP, e Umberto Gandini, numero uno LBA, si siederanno al tavolo di discussione mercoledì prossimo con Governo e Calcio. Obiettivo un coordinamento delle varie Asl locali nella gestione delle positività. Fautrice del tutto il sottosegretario allo sport Valentina Vezzali.
Opinione non richiesta. Le ATS sceglieranno per il bene del loro territorio, non per garantire il regolare svolgimento dei campionati, ma in uno scenario a singhiozzo da due anni, un confronto pare comunque una buona cosa. Sempre che davanti a tutto vada la salute dei cittadini.
Intanto il calcio si è opposto alle porte chiuse, che resta un’idea viva nel governo.

Le porte chiuse sono deprimenti ma sono un modo per garantire lo svolgimento dei campionati, (ovvero permettere a atleti e staff di lavorare) e garantire la salute del pubblico, che se ne sta a casa.
Si tratta di un compromesso, che scontenterà molti.
Alla parola compromesso aggiungerei l’aggettivo necessario
Se le porte chiuse sono un rimedio per poter andare avanti si può accettare anche se a malincuore per molti ma sempre meglio che annullare tutto come avvenne due anni fa.
La cosa più preoccupante è che al tavolo si siederanno due incompetenti: uno è Petrucci al quale gli interessa solo la sua poltrona, l’altro è Gandini che non è neanche stato capace di trattare con la Rai l’orario della partita tra noi e la Virtus Bologna.
Temo che le porte chiuse saranno l’unica soluzione possibile e non solo quest’anno. Ci avessero pensato prima forse ora avremmo meno contagi e meno morti, non solo di COVID ma anche di altre patologie che non vengono tempestivamente diagnosticate o curate.