La Visione del Guazz – La vita è questione di centimetri…

guazzoni 15

La Mandarina senza ritmo di Llull entra, la tripla di Delaney viene sputata dal ferro e nega così una rimonta da favola. La vita, spietata, resta una questione di centimetri – occhiolino, ambiguità -. Millimetri nella pallacanestro. E fischi delle truppe cammellate in nero-arancio, inqualificabili per una competizione di così altro livello.

L’Olimpia perde di due il big-match sparando da tre come un torneo CSI e subendo praticamente il 50% dall’arco con tiri tendenzialmente estemporanei. Bravi loro, si chiama talento. Ma segnale che per battere questa Milano, certamente nella sua versione redux, serve comunque dare fondo a tutto il repertorio anche per una stra-big che conta un roster lungo come una squadra NFL. Esattamente quello che manca a Milano che dalle seconde linee – chi considera il Tasso del Miele Ricci una seconda linea è ormai un folle – ricava sempre pochino…

Ragione per cui la preghiera per il polso destro di Shields è doverosa. La porcata di Rudy la può fare solo uno come Rudy, la cui reputazione parla per sé più della logorrea. Si attende solo l’intervento del karma per una carriera vissuta da infingardo. E l’esito degli esami. Sensazione live: l’Amleto di Danimarca si è fatto male-male e non so nemmeno come rivolgermi agli Dei del basket per chiedere la grazia.

Milano deve imparare a non andare in panico quando smette di segnare e cercare schemi e conclusioni congeniali, automatiche, da copione piuttosto che andare alla bersagliera. Il tiro dalla lunga di Melli sarebbe stata il grimaldello per aprire la scatola ermetica del Real ma il Capitano non è nella fase di fiducia al tiro. E, sul tema, si è sentita drammaticamente l’assenza di Mitoglou, visto camminare meglio del solito sul piedone tutoreggiato. E le statistiche di Rodriguez sono complessivamente bugiarde: più caos che fiammate.

L’Olimpia ha tenuto a rimbalzo contro la batteria di giganti e ha pure saputo farli muovere dalla comfort-zone, segno che il game-plan era ottimo: Tavares e Poirier non sono mai stati veri fattori, Yabusele gioca chiaramente con un pannolino sotto i calzoncini con un gluteo che ricorda quello di Seedorf ed è benedetto nella serata (sconsolante quando ne segna 11 in fila), Randolph ha segnato un canestro sulla testa di Datome che possono realizzare davvero in pochi al mondo.

Per cui vietati i dramma. Un tiro entra, un tiro esce. Forse Milano non è sempre stata alla pari ma ha vinto 3 quarti su quattro. Non succede mai per caso.

15 thoughts on “La Visione del Guazz – La vita è questione di centimetri…

  1. Dai guazz, non si è perso per un centimetro ieri . Non avremmo rubato nulla. Ma il meno 2 di ieri non è un risultato che rispecchia la partita . C è stato un clamoroso suicidio negli ultimi 2 minuti (oltre che % ai liberi incredibili). Ad oggi tra le 2 squadre ci sono 7-8 punti almeno . Con entrambe al completo, di più.

  2. Per ma, vusione un po’ ottimistica. Madrid era senza il suo play titolare e il suo coach. Ma era comunque keglio di noi, come nel complesso lo è il Barcellona. Regalare agli altri, in ogni santa partita, Daniel, Grant e Tarczewssky non ti fa andare così lontano come si vorrebbe. Le “secche” momentanee in attacco sono preoccupanti, a questo livello. Servono due schemi due, semplici, facili, che liberino l’uno o l’altro per un tiro comodo, da giocare quando si fa fatica a segnare. Su questo lo staff deve lavorare, e molto.
    Comunque: niente drammi. Il nostro obbiettivo restano i play off e siamo in linea per raggiungerli. Forza

    1. Comunque Fernandez ha sempre giocato sporco con astuzia, è un bastardo che punta a fare male agli avversari. In carriera ne ha fatti mille di falli così ma si chiama Rudy per cui è straprotetto dagli arbitri e dall’ambiente Eurolega in generale. Poi parliamo di un grandissmo giocatore dal talento immenso ma con quel tarlo e quella volontà di fare il fallo terminale che lo rende antipatico a tutti i giocatori.

  3. Peccato .. ma come detto da @Wmoon non puoi regalare 3 giocatori e soprattutto non puoi pensare di andare alla pugna contro certe squadre con un solo 5 … che poi tieni in difesa ma lo sforzo lo paghi in attacco … e i 4 sono 4 … non sono 5 … e se in LBA possono supplire in EL è diverso …

  4. All’Olimpia serve un Tavares e poi le partite le vince. Invece noi abbiamo Tarcisio. Sono altri e grossi entrambi, ma uno sa giocare a basket l’altro no. Quando viene fatto il budget bisogna riservare spazio a un centro altro grosso e cattivo e talentuoso. Speriamo che la mano di Shields non sia grave.

  5. Si è vero, la visione de Guaz è un po’ ottimistica, ma siamo o non siamo tifosi?
    Ieri squadra e pubblico hanno lottato assieme senza mollare (quasi) mai contro una squadra oggettivamente antipatica (a parte Tavares, che invece essendo una bravo ragazzo è l’unico che ci ha rimesso).

    Questo per dire che se entrava il tiro di Malcom la goduria sarebbe stata da F4.

    Commento irrazionale, lo so, ma l’abbiamo pensato in molte migliaia lì al Forum.

    Questa squadra trasmette passione anche quando non ne azzecca una come ieri.
    E sono d’accordo con il Guaz: i tiri sbagliati nostri erano tutti ben presi, molti dei loro no.
    E l’uomo con troppe L è un vero bastardo, se ha fatto male a Shields, gli dei de basket lo puniranno…

  6. per me Madrid superiore in modo piuttosto netto, pur con assenti il coach, Huertel, Abalde, Alocen e Thompkins (mica poco). infatti 3 minuti e mezzo li ha fatti Nunez, 17 anni (messina piuttosto che un diciassettenne avrebbe messo pozzecco in regia). abbiamo perso di pochissimo perché gi altri sono andati negli spogliatoi 90 secondi prima della fine, mica perché il valore di milano sia uguale a quello del real.
    Milano difende decentemente, ma attacca davvero male. se per caso Shields dovesse restare fuori per qualche turno, saremmo messi davvero male.
    é curioso che tante costruzioni per il tiro da fuori siano per Melli, quando in questo momento Melli non fa canestro, mentre per Daniels si organizza un tiro a inizio partita e poi piú o meno basta, mentre lui é un tiratore seriale, che ha bisogno di uscire dai blocchi, sbagliare magari qualcosa per poi ingranare.
    comunque al di sopra e al di sotto di tutto é la questione degli arbitri, ieri sera, come quasi sempre in Eurolega, sconvolgenti per imperizia. il fallo fischiato a Tavares “ammanettato” da Melli fa impressione, come il tiro da 3 di milano, manco al torneo CSI.

  7. Mi rivolgo a te Guazzoni e non agli uomini di poca fede che leggo qui sopra. Non è un atto di fede il mio ma vista la partita chi deve tremare sono le big di questa EL . Il sistema c’è e diventa ogni settimana più solido ora siamo 10 a 6 e cominciando dallo Zalgiris dobbiamo imporre la nostra difesa. Non so come finirà ma sono certo che quest’anno ne vedremo delle belle.

    1. Anche l’EL dello scorso anno è stata bellia, bellissima. Ma sinceramente questo Real mi sembra davvero fortissimo, più di noi. Vedremo

  8. Il problema è che in Eurolega giochiamo con 7/8 giocatori.Se ieri il nostro secondo centro gioca solo 40 secondi e il terzo non vede il campo è preoccupante.Lo stesso dicasi per le guardie…

  9. Madrid ha costruito una squadra per vincere l’EL, altro non si può dire. Con tre giocatori out quali Heurtel Tompkins e Abalde (Alocen manco lo considero) hanno in campo comunque una super squadra tostissima. Noi abbiamo fatto una ottima partita difensiva e palesato i soliti limiti offensivi suffragati dalle percentuali (17/40 da due, 8/23 da tre e 15/21 nei TL). Abbiamo concesso ai Blancos solo 29 tiri (segnati 15) da due mentre noi ne abbiamo avuto 40 però abbiamo pagato tanto da tre dove il Real ha chiuso con 13/27. Eppure a 2 secondi dalla fine Foe23 ha avuto la palla della vittoria incredibile, ahimè sputata dal ferro. Lascia l’amaro in bocca una sconfitta così, con maggior precisione e meno frenesia in certi frangenti la si poteva portare a casa.

    Capitolo Daniels – leggo dell’infortunio alla coscia che gli ha impedito un impiego superiore, ne prendo atto, ma il giocatore deve capire che in EL si deve cercare la posizione per tirare, non può vegetare in un angolo in attesa che il gioco dei compagni gli recapiti un tiro aperto.

    1. D’accordo su Daniels, al 100%.
      Ieri dal vivo l’ho tenuto sempre sotto osservazione e ha quella tendenza.

  10. Vincere tre quarti non significa nulla e sopratutto non da punti se poi a decidere il match è stato un quarto (in questo caso il secondo)…

  11. Real tanta tanta roba, Olimpia mai doma, capace di una reazione fortissima quando tutto sembrava perduto; appare chiaro che il Real sia molto più forte dei 2 con i quali ha vinto, però dà fiducia il carattere della squadra che l’ha portata appunto a quei cm dal portare a casa la vittoria…..guardiamo quindi il bicchiere mezzo pieno, non nascondendoci il fatto che il Real de Madrid quest’anno è davvero Reale

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