Olimpia Milano post Reggiana | Il saluto al Cincia, Jerian Grant e i minutaggi

Alessandro Maggi 27

Olimpia Milano post Reggiana al principio della settimana più dura, a livello logistico, per i colori biancorossi in stagione

Olimpia Milano post Reggiana al principio della settimana più dura, a livello logistico, per i colori biancorossi in stagione. 

Le pagelle di ROM

Il ritorno del Cincia

Giocatore che ha scalato, sempre. Lo sanno i Mantas Kalnietis, i Jordan Theodore, gli Oliver Lafayette. Lo sa ora anche il collega Bryant Crawford. Difesa, equilibrio, gestione. E poi impegno, professionalità.

La cronaca della gara

Andrea Cinciarini ha rappresentato lo spirito Armani nel basket per sei anni. Ieri il giusto tributo del Forum d’Assago. Un uomo che ha conquistato con i fatti. Grazie.

Jerian Grant

Torna ad avere la palla in mano, lo fa per 20’ con dei numeri di grandissima sostanza, peraltro sempre nei momenti più complicati per il resto della squadra.

Le parole di Ettore Messina

4 punti, 6 rimbalzi e 3 assist sono un dato rilevante, soprattutto se abbinato ad un giocatore che deve avere un ruolo di rincalzo, in Italia e in Europa.

Si può trovare di meglio? Sempre, ma tutto va contestualizzato. Ettore Messina e Christos Stavropoulos non possono aver visto in lui un grande realizzatore, non lo è. Se sono queste le caratteristiche che lo hanno portato a Milano, ovvero durezza e presenza, il percorso è di crescita.

Le rotazioni

Certamente sorprendenti le scelte di Ettore Messina, che ha deciso di dare a Kyle Hines la seconda presenza in campionato alla vigilia della partenza per la Russia. 23’ i minuti per Melli, 26 per Rodriguez e Shields.

Un “surplus” di impegno che viene spiegato indirettamente da Ettore Messina nel dopogara: “le motivazioni non sono quel che sono, l’anno scorso abbiamo perso la finale”. 

La gara con Reggio viene dunque preparata quanto quella con l’Unics, rispondendo con Hines ad un centro mobile come Hopkins. Intanto, turno di riposo per Devon Hall che non si era mai fermato: per il Chacho lo stop arriverà al rientro di Delaney, e in fondo Hines sino ad oggi è stato ben gestito.

27 thoughts on “Olimpia Milano post Reggiana | Il saluto al Cincia, Jerian Grant e i minutaggi

  1. Applauso per il Cincia dovuto, avrebbe anzi meritato un Forum strapieno ad acclamarlo.

    Grant mi sembra che pian piano, partita dopo partita, qualche miglioramento lo stia mostrando.

    Il turno di riposo ad Hall era molto prevedibile, l’avevo io stesso auspicato nel pre partita. Shields veniva da due turni di riposo consecutivi, Hines aveva giocato solo una’altra volta in LBA. Domenica prossima partita (fortunatamente) casalinga contro Treviso, sarà avversario tosto e quindi si chiederà un ultimo sforzo ai ragazzi, perchè poi abbiamo l’Oly in casa ma al venerdì (quindi con 5 giorni di tempo per preparare bene la aèprtita) e la domenica successiva il campionato è fermo per la finestra della nazionale e quindi lì vi sarà riposo per tutti.

  2. OK per tutto ma Grant non sa palleggiare quando è pressato e passa la palla malissimo…..

  3. Abbiamo detto varie volte noi tifosi sul blog che il primo obiettivo è l’EL, arrivare bene ai PO e poi vediamo cosa viene in più. Ora però Messina dice che LBA di motivazioni ne da eccome, anche a causa della debacle dell’anno scorso e addirittura azzarda i senatori contro Reggio prima di un doppio turno in Russia. Domando: siamo noi che non abbiamo capito niente fino adesso o si sta cercando di tenere premuto l’acceleratore per portare a casa il più possibile finché abbiamo benzina?

      1. Penso che, semplicemente, il coach non ragioni, come facciamo invece noi, guardando i freddi numeri dei minutaggi ma vi sia ovviamente alle spalle:
        – valutazione delle condizioni fisiche di ogni giocatore da parte dello staff apposito, con conseguente “consiglio” sul’utilizzo dei giocatori stessi;
        – necessità di far svolgere a determinati giocatori, di volta in volta, delle sedute di allenamento personalizzate che richiedano il turno di stop in LBA;
        – non stiamo parlando di sbarbati alle prime armi, ma di giocatori ultratrentenni che conoscono il proprio fisico meglio di chiunque altro, e quindi sanno quando possono giocare e quando sia meglio riposare; perciò vi è sempre un confronto tra coach e giocatori in tal senso (a meno che qualcuno pensi realmente che il Chacho della situazione giochi contro la propria volontà, perchè lui preferiva riposare…);
        – una pianificazione iniziale delle partite da disputare e dei turni di riposo, aggiornata in caso di infortuni o imprevisti.

      2. Tutte cose che immagino siano state fatte anche l’anno scorso che da un lato ci ha premiato in Europa ma dall’altro ci ha tolto in LBA. ..

      3. Sì, sicuramente è stato fatto anche lo scorso anno, infatti mentre qua da ottobre si leggevano messaggi di imminente bollitura e disastri in serie, siamo invece arrivati in finale ovunque a maggio/giugno successivi, con un percorso di 9 mesi sempre ad altissimo livello.

      4. Però con esiti contrastanti: super benissimo in Europa debacle in Italia. E la storia che per noi l’obiettivo principale era solo l’Europa non trova riscontro nelle parole della società perché ieri Messina è stato chiaro a riguardo dello scudetto dello scorso anno..

      5. Chi ha scritto che l’obiettivo dell’Olimpia è la sola Europa? Io no mai! Abbiamo perso lo scorso anno e allora? Dobbiamo scriverlo tutti i santi giorni? No. Dobbiamo solo evitare di ripeterci questa stagione. La strada è quella del bilancino dei materassai? No anche se loro lo pretenderebbero. Abbiamo la squadra Abbiamo le idee chiare su come vincere e non ci smarroniamo con i dubbi tutti i santi giorni perché, per la maggioranza, non siamo masochisti. Se qui ci sono uno o più seguaci di Masoc che vadano a scrivere sul sito caffè Segafredo. Noi, per dirla con @mistertate non andremo mai al cinema con loro.

      6. Ma chi ti ha nominato? Per me non esisti e figurati se andrei al cinema con il NULLA!!!

      7. Come al solito non hai capito nulla., ed è inutile spiegartelo, santo @Cap che è educato ci sta provando ma nel vuoto pneumatico che è la tua testolina, il singolo neurone è affaticato e sensibile solo al tic toc della sveglia che, ahinoi non suona mai

      8. Ma ti pare che mi metto a capire quello che scrive il NULLA COSMICO? Qui l’unico che ha la testolina vuota priva di qualsiasi neurone sei proprio tu che non hai ancora capito che con te non mi interessa interagire. Il tuo scopo è solo quello di ficcanasare nelle discussioni altrui per rovinare il dialogo poiché nessuno ti calcola essendo il NULLA!!

  4. A me quello che preoccupa di più attualmente è il Chacho che non si è mai fermato tra LBA e Eurolega anche perché non è più giovincello. Nulla da eccepire sulla gestione di Hines mentre per Shields e Hall non vedo per ora grossi problemi essendo giovani. Un capitolo a parte merita Datome: in questo momento è in una forma smaliante e andrebbe preservato però comprendo che avendo Moraschini out e Alviti fuori dalle rotazioni per regolamento non ne possiamo fare a meno. Anche per questo era utile avere più di 6 italiani nel roster..

    1. Se volesse, Messina potrebbe benissimo lasciar fuori Datome anche adesso, con Alviti e con Ricci schierato da 3.
      Però:
      – se Datome fosse in difficoltà, leggerei sicuramente che “non deve farlo giocare perchè ha bisognio di allenarsi per trovare la condizione”;
      – se Datome sta bene, leggo “non deve farlo giocare per preservarlo” (manco avese giocato 35 minuti ieri)
      insomma, Datome quindi in LBA non dovrebbe mai giocare, a roster dovremmo avere 10 italiani di sto passo…

      1. Non sei stato molto attento perché io ho scritto che Datome andrebbe preservato non che non deve mai giocare e ho anche precisato che ha delle attenuanti visto l’assenza di Moraschini e Alviti ai margini della squadra. Ti ricordo solo che Datome non è più un ragazzino e che fisicamente è sempre stato soggetto a infortuni. Avere 7 o 8 italiani non significa averne 10. Pensa che la Virtus Bologna che non disputa l’Eurolega ha più italiani di noi….

      2. E ti ripeto che se volesse Messina potrebbe “preservare” Datome anche adesso, dato che ci sono Alviti e Ricci per il ruolo di 3. Non occorre andare a prendere altri italiani, l’importante è che quelli che hai performino. Puoi averne anche 7, come ne avevamo lo scorso anno oltretutto, ma se poi quelli affidabili sono 3 o 4 sei sempre allo stesso punto.
        Per “preservarlo” occorre che chi giochi al suo posto renda, se non accade gioca lui dato che sta bene (quando non stava bene, giocava 10 minuti o meno…).
        E ti ripeto che se Datome è da preservare sia quando sta bene sia quando non è in forma, allora si fa prima a mandarlo a giocare altrove.

      3. Quindi riepilogando Datome deve giocare sempre sia quando sta bene sia quando non è in forma se Alviti o chicchessia per lui non performa. E Obradovic che lo gestiva facendolo giocare solo in coppa è un principiante a confronto di Messina. Ti ribadisco che Datome ha 34 anni e non ha purtroppo il fisico integro come per esempio Hines ragione per la quale bisogna preservarlo. Ciò non significa che non debba mai giocare ma è altrettanto utopistico anche solo pensare che possa sciropparsi 90 partite in una stagione se poi lo vogliamo in forma nel momento clou della stagione europea e italiana.

      4. A parte che non è assolutamente vero che Obradovic lo facesse giocare solo in coppa, Datome in Turchia era uno straniero che quindi rientrava nella rotazione degli stranieri…
        In ogni caso sia lo scorso anno che quest anno sta giocando a nemmeno 19 minuti di media, dio santo, non lo si sta spremendo 35 minuti su tutti i campacci della regular season LBA, e ci sono partite dove gioca 10 minuti perchè il suo apporto non è necessario.
        Quindi riepiloghiamo, Hines non può giocare in LBA, Chacho idem, Melli deve riposare, Datome deve essere preservato, Shileds meglio giochi solo in EL, Delaney meno gioca meno è il rischio di infortuni, insomma anno prossimo facciamo il roster a 25 giocatori, budget di 60 mln e via.

        Ebbene sì, se Alviti o chicchessia non performa si siede in panca e gioca Datome, come accade in qualsiasi squadra di questo universo.

      5. Premesso che i giocatori da te nominati io non li ho citati ma ho solo parlato di Datome chiarisco per l’ennesima volta che preservare non significa non far giocare un giocatore ma semplicemente significa gestire un giocatore di 34 anni con vari acciacchi sulle spalle in maniera oculata per far si che arrivi al top nel momento cruciale della stagione sulla falsa riga di Hines perché Datome non è nella condizione fisica e anagrafica di poter disputare 90 o più partite.
        Poi se vuoi continuare a fare l’ironico accomodati pure tanto a fine stagione sarà come sempre il campo a dare i verdetti.

      6. Ma quale ironia, qua si vince di 30 punti a Fenerbahce e ci sono 5 commenti post partita, dopo ogni utile partita di LBA (vinta oltretutto) invece tocca sorbirsi i soliti 50 commenti su giocatori da non far giocare, da preservare, dei minuti, e gli italiani a roster che dovevano essere 7 o 8, e gli stranieri che non bastano e che noia…

      7. Io ho solo espresso un mio pensiero sul Chacho e su Datome e sull’utilità di aver 7/8 italiani che ci avrebbero dato la possibilità di gestire il parco italiani come quello straniero dove sono 9 e possono riposarne salvo infortuni. Cosa c’è di male ad esprimere una propria opinione? Cmq io ho commentato anche il post Fenerbahce evidentemente non leggi tutto.

  5. Come al solito non si commenta la partita. Nessun commento alla prova di Daniels e ai piccoli miglioramenti di Grant ma via con il cronometro.

    Ma si mettiamoli tutti in naftalina Datome Hines Chacho ma vedo che anche Hall Shieds e tiriamo fuori a maggio.

  6. Effettivamente i miglioramenti di Daniels e Grant ci sono.
    Per Daniels manca ancora solidità difensiva, si vede che si applica, ma a volte è maldestro (fallo inutile a 1,4 secondi dalla fine dei 24), altre volte troppo con l’idea di voler mostrare impegno ma con poca lucidità (abbocca alle finte, soprattutto se arriva un po’ in ritardo); si vede che non è uno che in carriera ha fatto della difesa l’arma vincente. Comunque sta migliorando. Quanto al tiro, la meccanica è spettacolare, gli bastano due passi (senza palla) per guadagnare un metro di spazio e sganciare la tripla; è il nostro tiratore insieme a Datome; un po’ il ruolo che aveva Belinelli nella Virtus dell’anno scorso, anche se Beli sa anche penetrare e inventarsi canestri in equilibrio precario,
    Grant invece mi sembra che debba fare della difesa il suo pezzo forte perché il tiro mi sembra al massimo discreto, non di più; a preoccuparmi invece è la fase di palleggio puro nei primi 10 secondi dell’azione; se pressato mi sembra che faccia spesso pasticci. Meglio nel passare la palla al compagno libero, anche dentro.

  7. Penso che, se Grant conferma le due doti in difesa e si assume qualche iniziativa nell’uno contro uno, possa bastare.
    Su Daniels credo che ci vorrà ancora un po di tempo per vederlo inserito nel sistema, poi se tira come ieri anche questo può bastare.
    Vediamo se si confermano.
    Aspettiamo Moraschini, su Alviti non riesco ad avere un giudizio, è vero gioca poco ma ci sarà un motivo e non sarà certo un motivo punitivo perché basta vedere Ricci che meritandoselo gioca.

    Certo quando si schierano le punte è un altro vedere, mentre quando entrano le seconde linee bisogna tenere in campo due/tre senatori altrimenti la macchina si inceppa.

    Ho capito che quest’anno la lagna è: ci volevano più italiani , mentre la lagna: a gennaio scoppiano è passata di moda.

    1. Su Grant ho difficoltà a dare giudizi.
      In difesa è non solo volenteroso ma anche bravo, veloce e con senso della posizione.
      In attacco come play o è un brocco o è bloccato. Viene quasi sistematicamente fermato poco dopo la linea di centrocampo e da lì spesso si incasina finché qualcuno non va a salvarlo.

      Però sappiamo bene quanto fare il play richieda sicurezza e fiducia e quindi io vorrei dargli ancora il beneficio del dubbio.
      Anche perché qualcuno meglio di me l’avrà ben guardato negli anni scorsi e non poteva non accorgersi di queste difficoltà se le avesse avute anche allora.

      A Daniels serve solo un po’ di tempo, è uno specialista e non sarà mai uno starting five ma potrebbe essere decisivo in molte partite a giochi rotti.

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