Gianni Petrucci sugli italiani: La regola protezionistica serve? Lo valuteremo

Alessandro Maggi 5

Gianni Petrucci, presidente FIP, ha concesso un’interessante intervista a Andrea Barocci del Corriere dello Sport

Gianni Petrucci, presidente FIP, ha concesso un’interessante intervista a Andrea Barocci del Corriere dello Sport. Ecco due sue dichiarazioni in merito.

SUGLI ITALIANI

«Per me bisognerà rivalutare tante norme che abbiamo e che possono essere cambiate. Ad esempio quelle “protezionistiche”: vanno studiate bene per capire se portano vantaggi o svantaggi. Noi dobbiamo essere aperti a tutti, perché nei prossimi tre anni si adotteranno delle nuove regole. Insomma, va capito se quelle adottate in passato sono ancora attuali…»

SULLA NAZIONALE

«Mi auguro che tutti rispondano alle prossime convocazioni e che i club collaborino con la Fip; perché in quesiti momenti c’è sempre qualcuno che dice che è meglio che i giocatori si riposino per le loro società…. La Nazionale è più importante di qualsiasi ragionamento simile»

5 thoughts on “Gianni Petrucci sugli italiani: La regola protezionistica serve? Lo valuteremo

  1. Dopo qualche annetto di sperimentazione salva-panda, si può dire tranquillamente che non ha sortito l’effetto di far crescere un movimento di massa a livello di bel gioco, i nazionali dell’ultima generazione sono poi passati quasi tutti da esperienze all’estero per maturare, non certo grazie al campionato italiano. Per quanto riguarda le convocazioni che dire, il solito sciovinismo peracottaro. La fip pensasse a investire sui settori giovanili, poi anche basta con questo scarico di responsabilità: o si mette mano ad una riforma europea che armonizzi e renda sostenibili i calendari, altrimenti questo continuo buttare le colpe su giocatori e squadre farà precipitare ancora di più una situazione che ha i contorni del grottesco.

  2. I Panda, a differenza di quelli veri, non li salvano regolette e codicilli; è il movimento dal basso, dalla base, che deve crescere, insomma, bisogna diffondere il verbo cestistico tra i più giovani, in modo che si allarghi la base competitiva; a quel punto la selezione naturale dei migliori fa il resto dando più soldati per la guerra ( LBA in primis)

  3. Petrucci avrebbe volentieri debilitato definitivamente il fisico di Datome immolandolo nonostante la borsite sull’altare della Nazionale per i Giochi. Ha criticato tutta l’estate Gigi e Belinelli, che in passato non si sono mai tirati indietro verso la maglia azzurra. Le ultime partite in crescendo di Datome sono la riprova che dopo una stagione da 91 partite gli serviva tempo per recuperare pianamente dall’infortunio e ritrovare la forma, non certo grazie a Petrucci, che dovrebbe vergognarsi.
    Tra l’altro pure Gallinari, che pur c’è andato volontario, non ha certo brillato dato che ai Giochi era penalizzato da un problema al ginocchio, segno che se un giocatore non sta bene è più utile alla causa restando a casa.
    Speriamo che si decidano a cambiare la legge Panda e investano sui giovani, e che Petrucci prima o poi tolga il disturbo e liberi il basket dalla sua presenza.

  4. Il tema italiani non lo risolvi con politiche protezionistiche … ma partendo dal basso … sono tempi lunghi ma solo così ricostruisci un movimento credibile .. investendo sui tecnici … formandoli … creando una mentalità per cui i ragazzini devi formarli non per vincere la coppa della salamella ma per farli diventare giocatori completi …

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