Gli assenti hanno sempre torto. Una frase che mi ricorda un presidente della LND cacciato per opinioni sessiste, roba da giramenti vorticosi nello stomaco, ma almeno in quel caso aveva ragione. Come ha ragione Andrea Tosi su La Gazzetta dello Sport.
Sia chiaro, fondamentalmente non è colpa di nessuno. In questi due anni siamo stati abituati a quel che pareva impossibile: restare chiusi in casa, rinunciare al contatto, al Natale in famiglia. E sì, anche vedere arrivare in fondo un campionato in corso, o andare a palazzo.
Quel che era scontato è diventato dubbio, e le rinunce forzose creano nuove gerarchie d’importanza nella vita di ognuno di noi. Ma si deve ripartire. E in fin dei conti, essersi evitati tromboni che chiedevano rivoluzioni senza avere mezza arma, è stato di per sè un vantaggio.
Si deve ripartire. Qualcuno avrà imparato a rinunciare, avrà sviluppato nuovi interessi e nuovi bisogni. Ma non possiamo dimenticare chi ha “pianto” assenza per mesi, e oggi resta a casa comunque, forse per pigrizia.
C’è la televisione, che per altro ha reso più complessa l’offerta e alzato la spesa. Ci sono abbonamenti a breve termine, posti “mobili” e non più “fissi”, c’è quella maledetta mascherina e i controlli più lunghi all’ingresso. Non c’è più la biglietteria “fisica”.
E’ diventato tutto più difficile, forse anche leggermente più costoso. Ma proviamo a guardarci indietro. Una squadra che all’ottavo round potesse giocarsi un primato parziale, dopo una Final Four concreta, era un miraggio fino a tre anni fa.
Se il motore deve solo essere riacceso, Olimpia Milano-Barcellona è la benzina giusta. Giovedì, la gara più importante del mondo extra-NBA (e a ottobre, gare importanti oltreoceano, non ce ne sono) si gioca al Forum. Uscite di casa, e venite a godervi il più grande spettacolo della palla a spicchi di oggi.

Pacchetto già preso!
#NonVedoL’Ora
Dal vivo è un altra cosa.
Pacchetto? Cioè? Cosa vendono insieme?
Scusate ma il calendario con che criterio è fatto? Milano 6 su 8 in casa? Che logica è?
Copio e incollo il tuo post, non una parola ad oggi su quella che definirei ben più di una stranezza, è semplicemente assurdo
Ho capito!! La ragione dell’insensatezza del calendario è dovuta all’esigenza di raggruppare le trasferte per macro regione geografica, vista la presenza di tante squadre provenienti dalle lontane lande dell’est europa/asia (Kazan)
Senza logica, ma presto, la situazione verrà riequilibrata. Da venerdì 11 a venerdì 18 novembre, tre trasferte consecutive, in una settimana : Istanbul, Kazan e San Pietroburgo.
Con tutta la buona volontà, per me in questo è impossibile essere presente. Ma verrei davvero volentieri.
Mi auguro di poterci tornare nel giro di un paio di mesi. Nel frattempo, tifate anche per me
* questo momento