Olimpia Milano post Efes da contestualizzare, ma al tempo stesso da esaltare. Perchè le rotazioni di Ataman sembrano sempre più corte, tra squadra vecchia e assenze di Simon e Anderson, ma era così anche un anno fa, e la gara di Olimpia conferma varie tendenze.
La difesa
Lo avevamo detto. L’Olimpia concede 15 punti in meno dell’avversario, 70 a partita, e con l’Efes è uscita con soli 71 punti al passivo. E’ una statistica pazzesca che racconta come la squadra di Messina stia difendendo come un anno fa il Barcellona, considerato per mesi imbattibile.
Non è mai una missione semplice ad inizio stagione. Lo è per questa squadra perchè ci sono due specialisti assoluti sotto canestro, Melli e Hines, e almeno tre che fanno la differenza sugli esterni, ovvero Delaney, Shields e Hall.
Sono aspetti che restano per tutto l’anno, perché non nascono per caso. Il talento per segnare lo hanno in tanti, la competenza per difendere no. Negli anni scorsi è capitato che Milano partisse bene grazie all’attacco. Poi i sistemi difensivi avversari crescevano, e finiva la pacchia.
Ovvio, ci sono anche altri fattori che rendono una squadra insuperabile. Ed è l’affiatamento, il gruppo. E allora capita che anche Mitoglou, Grant o Ricci facciamo la cosa giusta. E questo è quel che deve restare per tutta la stagione. Non è scontato.
La direzione arbitrale
Scarsa, come spesso capita in una competizione che è elite solo in campo, non certo fuori, a partire da un CEO depotenziato, che ha fallito nel creare una competizione autonoma e di successo per tutte le sue partecipanti.
Ma non c’è altro. L’Olimpia Milano gioca sull’anticipo ben più dell’Efes, quindi più al limite, solo che nelle situazioni limite il trio ha fallito ogni decisione. Melli è stato così tolto dal campo in fretta, e Sergio Rodriguez per la prima volta in carriera ha dovuto chiedere alla panchina quale fosse il limite dei falli, visto che la cosa non lo aveva mai riguardato.
Niente malafede, solo l’ennesima tappa comica di una corporazione scarsa.
La partita
L’Efes al momento è corto. Senza Simon e Anderson, con un Pleiss da neanche 2’ in campo, con Dunston e Singleton in declino. Tutto si riduce a 35’ di Larkin e 36’ di Micic, con il sostegno di Moerman e Petrusev. Di fatto, quattro giocatori, sarà poi il tempo a dire se la miccia si riaccenderà come un anno fa.
L’Olimpia stana così l’avversario, perdendo magari più tempo del necessario per incapacità arbitrale, ma prendendo il comando delle operazioni celermente nel secondo quarto, isolando i due fuoriclasse dal resto della squadra.
Una vittoria che è superiorità, netta, che ci regala forse il miglior Dinos Mitoglou della stagione. Attento, duro, sostanziale, aggressivo anche in aiuto sul portare di palla.
PS. Siete tornati e ne siamo felici. Chi dice che il Forum è un mortorio banalizza. Contribuite anche voi a cancellare questa banalizzazione. Come ieri.

l’arbitro argentino sara’ stato anche scarso ma a senso unico non sbagliava mai a nostro favore! Mi sembrava tal famoso Moreno dei mondiali di calcio di Korea
Vero per anni lo è stato un mortorio(per carità sono anche abituato bene venendo dalla Salonicco d’Italia) ma solo perché per anni non si è vista una squadra COSÌ PRONTA a sbucciarsi le ginocchia e sudare…a Milano vogliamo lo spirito Olimpia e nulla più, il resto delle chiacchiere le lasciamo ai nostri avversari
Tornato anch’io al Forum e contribuito.
Ma non è una novità: dateci una squadra che difende e ci mette l’anima, e noi siam con lei al 1000%!