La Gazzetta dello Sport analizza il momento di Dinos Mitoglou dopo la buona prestazione di martedì sera contro il Maccabi Tel Aviv.
Dino Meneghin su Dinos Mitoglou
L’Olimpia vola con i nuovi e il greco è osannato come Meneghin. Il nome di battesimo è Konstantinos, in Grecia è noto col diminutivo di Dinos, il popolo Olimpia gli ha ovviamente cancellato la “s”.”Dino Dino” l’urlo che squarcia il muro della nostalgia. Mitoglou però, col grande Meneghin, in campo in realtà c’entra poco e nulla. Profili diversi come le epoche che li accompagnano, ma la suggestione ben si sposa con la partenza lanciata in Eurolega, dove Milano ha cominciato subito a fare la voce grossa. Un presente felice che va soppesato senza troppa enfasi perché nel recente passato quel che si è visto all’alba è poi evaporato al tramonto.
In attesa del cecchino Daniels, Melli (non c’erano grossi dubbi), Ricci, Hall e Mitoglou sono il nuovo che avanza con il suo carico di certezze. Il Maccabi ha rilanciato soprattutto le quotazioni del lungo greco, capace di sfoderare il suo repertorio: aprire il campo colpendo da lontano, dinamismo sotto canestro, presenza a rimbalzo e in difesa.
Questo peraltro il parere di Ettore Messina in sala stampa: «Sono molto contento per Dinos Mitoglou che ha mostrato il suo potenziale».
Questo il punto di vista di ROM, espresso ieri:
Non “dimensioniamo” la prestazione collettiva, ma non “ingigantiamo” neanche quelle individuali.
Nel caso di Dinos Mitoglou c’è ancora tanto, ma tanto da fare. Il giocatore deve dare maggiore rudezza, in attacco come in difesa, alzando davvero i centimetri della squadra di Ettore Messina intorno al ferro, prendendo spunto da Kyle Hines quando si parla di alzarsi oltre lo stesso per chiudere le azioni di squadra.
Ma resta il valore della sua prestazione, di grande produzione offensiva da fuori, sfruttando tutte le occasioni e punendo i ritardi della difesa israeliana. La fiducia è fondamentale in queste fasi di inserimento in squadra.

Purtroppo la bella stagione qui è molto breve forse ha ragione Iellini e saremo costretti a prenderci collettivamente una vacanza.
Buona vacanza
Ps: E questo articolo dikostra quanto poco capisca di basket l’attuale pubblico di Milano