Shavon Shields: La difesa ci ha portato lontano

Shavon Shields, mvp nel successo di Olimpia Milano con il Cska, si è espresso così ai microfoni di EuroLeague TV

Shavon Shields, mvp nel successo di Olimpia Milano con il Cska, si è espresso così ai microfoni di EuroLeague TV.

«Abbiamo giocato un’ottima difesa nel secondo tempo ed è quello che ci ha permesso di allungare il vantaggio e vincere la partita». 

La chiave, la difesa: «Non abbiamo difeso bene nel primo tempo, ma nella ripresa siamo cresciuti e ce l’abbiamo fatta». 

Il lavoro prosegue: «Stiamo crescendo come squadra, stiamo imparando, abbiamo molti nuovi ragazzi e questo è solo l’inizio. Speriamo di costruire per tutta la stagione e continuare a migliorare ogni giorno».

8 thoughts on “Shavon Shields: La difesa ci ha portato lontano

  1. Ora si comincia a capire il senso di certe scelte. Maggiore atletismo e difesa, soluzioni diversificate in attacco. Grant e Hall stanno cominciando a dare quello per cui erano stati individuati ( mi ripeto, che Stavropoulos sbagli clamorosamente una scelta dal mercato greco mi pare strano, così come pare strano che un giocatore maturato al Bamberg si riveli un ignorante della palla a spicchi), e le nostre ali forti magari portano qualche punto in meno (che poi sarà da vedere), ma di sicuro a livello di rimbalzi, di tenuta difensiva nell’uno contro uno anche sul perimetro e di “garra”, non hanno nulla da invidiare alle squadre candidate ai playoff. Poi chiaro che questa intensità non la puoi tenere per 90 partite, e non ci si può aspettare trentatrè trentelli contro Trento, visto che dopo questa battaglia s’ha da volare a Vitoria, non certo una passeggiata, e s’arriverà al primo big match contro Venezia avendo affrontato Efes e Maccabi (oltre alla trasferta di Varese).
    Qui poi starà all’allenatore creare uno spirito unitario pur avendo gerarchie variabili, anche se la sua intervista continua a non farmi stare granché sereno. Le soluzioni le abbiamo, bisogna lavorare sulla mentalità perché ha ragione Hines a dire che perdere 4-0 o 4-4 l’é ì stess, ma il tifoso giustamente si chiede come sia possibile farsi menare da Alibegovic e dieci giorni dopo ridurre all’impotenza Shengelia.
    Siamo sempre ad inizio stagione, una vittoria col CSKA non fa primavera, ma certe tendenze continuano a delinearsi, aspettiamo fiduciosi i tempi in cui la condizione fisica, così come qualche tassello importante, verranno a mancare, senza farsi prendere dal panico, che i nostri step li stiamo facendo.

    1. Sono del parere che delle cose italiche ci sarebbe da discuterne seriamente solo ai playoff, perchè fino a quel momento la concentrazione, la preparazione, l’analisi degli avversari e via dicendo saranno finalizzate quasi esclusivamente all’Eurolega.
      Sinceramente della supercoppa e di Alibegovic interessa molto poco, adesso.

      1. Io la vedo così: “Assetti variabili, mentalità unitaria”. Lba ed El sono due sport differenti, e naturalmente gli approcci sono umanamente differenti. Sopra ho scritto che non mi aspetto la stessa intensità contro Trento, e non criticherò la squadra se la si porta a casa a fatica. Mi aspetto però che un allenatore i propri giocatori li alleni, ed è sua responsabilità portarli dal 28% al 45%. Il povero Biligha, se lo metti in campo gli ultimi 5 minuti a Napoli quando i tuoi senatori hanno tirato i remi in barca e gli avversari sono in pieno losing effort, chiaro che non performa, ma chiediamoci di chi è la responsabilità. Perché poi queste cose dopo 85 partite le paghi, e visto l’importanza dei playoff, ricordiamoci che durante gli scorsi playoff “non è andato tutto bene”. La mentalità unitaria la costruisci con il coinvolgimento e la cooperazione, ma Messina (che è un grande allenatore, e ieri ha fatto un gran bel clinic a Itoudis) su questo ha dichiarato di non sentirci. Io l’anno scorso ho difeso a spada tratta le sue scelte, ed il fatto che una stagione di 90 partite non è programmabile nei dettagli. L’ultima intervista mostra un uomo solo al comando con le proprie scelte, e su questo quest’anno andrà giudicato. Perché se ha intenzione di spremere Shields con minutaggi sopra i 25 per l’intera stagione, poi non dica che siamo arrivati stanchi. I Moraschini, i Biligha e gli Alviti arrivano pronti a fine maggio se ti assumi le tue responsabilità di allenatore, e se prendi 4 pere dai supercafoni non è più tempo di cagate tipo “eh ma siamo arrivati stanchi”, “eh ma c’é quello che non performa”, “eh ma il vice allenatore legge la roba sui social”. Anche basta. Abbiamo una squadra intrigante ed interessante (per me un attimo fuori equilibrio, una guardia che difende bene e attacca il ferro la prenderei), un patrimonio di lavoro da far crescere, un percorso chiaro che stiamo perseguendo con perdite difficili da digerire, ma con aggiunte che hanno un senso profondo e che credo ci porteranno lontano. Ma come ci ricorda Datome, la base della partita la costruisci in palestra, e lì c’é bisogno di un coach che faccia crescere chi è più indietro, non che mandi avanti i soliti noti per farli scoppiare. “Non uno di meno”, e si andrà più lontani tutti insieme.

    2. Al da là del fatto che l’Olimpia sia in ritardo di preparazione, relativamente al concetto: “ma il tifoso giustamente si chiede come sia possibile farsi menare da Alibegovic e dieci giorni dopo ridurre all’impotenza Shengelia”. la mia sensazione è che gli stranieri considerino l’Eurolega la manifestazione di riferimento, mentre delle coppe del nonno italiane (Supercoppa e coppa Italia) non gliene può fregar di meno in funzione della propria carriera, e dunque non ci mettono l’anima. Questo è il motivo per cui bisognerebbe alimentare il culto dei panda, che essendo volenti o nolenti italiani (non tutti sono orgogliosi di essere italiani), sono cumnque interessati ai trofei nostrani, anche di quelli che non trovano analoghi trofei all’estero, ossia tutti al di fuori del campionato nazionale.

      1. Però Biligha e Moraschini agli scorsi playoff erano arrivati “pronti”, ricordo benissimo le ottime prestazioni con Trento e Venezia che ci avevano permesso di vincere entrambe le serie senza grosse difficoltà.
        Pensare che Messina non alleni gli italiani mi sembra fuori dalla realtà.
        A Napoli con Tarc, Melli, Mito e Ricci a dividersi i minuti in 4 e 5 quanti minuti avrebbe dovuto giocare Biligha che arriva dietro a tutti questi nelle rotazioni?? Che poi Biligha sa benissimo ciò che gli si chiede ed infatti spesso e volentieri il suo apporto lo da.

  2. Sono d’accordo sull’importanza di dare fiducia al gruppo degli italiani(anche se per italiani da mettere in fiducia si intende Biligha, Moraschini e Alviti), ma le parole di Messina sono abbastanza ovvie, e non mi preoccuperei per quello che ha detto. Se avesse detto il contrario:” Faremo giocare gli italiani(che poi sono quei tre lì) anche se non performano” che messaggio avrebbe mandato?

    1. Certo, magari mi aspettavo una cosa del tipo: “Se alcuni giocatori al momento non performano, come allenatore m’impegno a creare le condizioni perché possano dare il miglior contributo possibile, anche perché puta caso sono anche il Pobo e io li ho scelti, e le loro buste paga le controfirmo io, quindi se ho scelto gente che poi mi rende il 28%, devo incolpare il mio gemello che sta a fare firme sulla scrivania”.

      1. Questa volta sono d’accordo con te senza “se” e senza “ma”.

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