Corriere di Bologna: Assemblea LBA spinosa. I club trovino una linea comune

Alessandro Maggi 21

Il Corriere di Bologna, in un articolo a firma Daniele Labanti, lancia l’Assemblea di LBA di domani pomeriggio

Il Corriere di Bologna, in un articolo a firma Daniele Labanti, lancia l’Assemblea di LBA di domani pomeriggio. Ecco alcuni passaggi:

Lo scollamento tra lo sport finanziato, costruito e giocato rispetto a quello parlato dalle istituzioni si sta ingigantendo. Il rischio è che quello sport lì non abbia più un futuro. Il tema dell’assemblea di Lega è spinoso.

Qualche giorno fa Luca Baraldi, l’ad della Virtus, è uscito allo scoperto: “Con il 35% di capienza non è possibile andare avanti, non ha senso iniziare il campionato”. Lo afferma una delle due società più ricche della pallacanestro italiana, quindi con un interesse relativo rispetto ai cinquemila o più tifosi che potrebbe aggiungere alla Segafredo Arena rispetto ai limiti attuali. Su questo le sponde di Basket City sono allineate, la linea di Baraldi e del presidente della Fortitudo Christian Pavani propone di rinviare l’inizio della serie A fino a quando il governo non sarà in grado di produrre un protocollo ricevibile dai club, strozzati da due stagioni di incassi perduti.

Ma sono ormai due decenni che ipotizzare di allineare le società della serie A di basket è diventata fantascienza, persino su tematiche banali. Sull’obiettivo finale sono tutti d’accordo, sul modo in cui raggiungerlo molto meno. A Milano l’opinione di Baraldi è stata giudicata una fuga in avanti, all’interno dell’ormai tradizionale braccio di ferro fra i due club.

Domani le sedici squadre della serie A dovranno trovare una linea comune. Una carta da giocare per fluidificare il nodo che sta stringendo la gola della nostra pallacanestro. È una loro precisa responsabilità: uscire con un accordo efficace per spingere il governo a ridare aria al basket. È bello farsi i selfie con i giocatori o telefonare ai campioni dopo le Olimpiadi. Ora è anche il momento di dare a tutti un futuro.

21 thoughts on “Corriere di Bologna: Assemblea LBA spinosa. I club trovino una linea comune

  1. Io sinceramente non comprendo la fretta nel riaprire al 100% come se nulla fosse accaduto in questi ultimi mesi.
    Un approccio prudenziale mi sembra condivisibile, poi magari invece che il 35% può essere il 50% di capienza, però preferirei partire cauto e semmai poi aumentare la capienza perchè le cose vanno bene che non partire con capienza più alta e poi dover abbassarla perche le cose non vanno affatto bene.
    Al cinema ed a teatro non ci si va in 10.000 persone, e soprattutto si sta a bocca chiusa, non si urla, non si tifa, non si canta, non si esulta, non ci si dispera, insomma non si emettono nell’aria milioni di goccioline di saliva potenzialmente virulente.
    Il problema della capienza nei palazzetti è un problema di natura economica, ovviamente. Perchè meno gente vuol dire meno incassi. Si pianifichi la stagione prevedendo budget ridotti in base alla ridotta capienza, invece di dare stipendi milionari ai giocatori e poi piangere al grido di “non porto X in Italia a giocare con i palazzetti semi vuoti”.
    Che un aiuto allo sport andrebbe poi dato innanzitutto alle migliaia di società di base sparse per il territorio che permettono ai bambini e ragzzini di praticare sport, esse sì realmente in difficoltà perchè han perso anche quei pochi sponsor che fino a ieri le sostenevano.

    1. Se abbassi gli stipendi ai giocatori nessuno più verrà a giocare da noi..

      1. Non do torto neanche a te… così lo sport in generale in italia rischia di calare moltissimo non solo per il basket… e non solo per chi ci gioca ma anche per chi ci lavora dietro. Ma capisco anche chi vuole andarci cauto. Si spera che sia una linea di prudenza a breve termine. È che a forza di rimandare…

  2. A mio parere come era sbagliato interrompere l’anno scorso, così è sbagliato andare al 100% ora per motivi di prudenza.
    Che il palazzetto non sia il teatro mi sembra chiaro a tutti.
    E il paragone con la metro non regge perché senza i trasporti si blocca tutto e non ce lo possiamo più permettere.

    È un difficile equilibrio, chi ha risposte pronte non le avrebbe se avesse lui la responsabilità di decidere.

    Sono abbastanza convinto che sia giusto partire così e crescere appena possibile ma con gradualità.

    Tutto il resto è propaganda.

    1. Premesso che io non ho parlato di 100% ma solo che il 35% è bassa come percentuale di affluenza i trasporti pubblici come la metro sono un problema eccome perché mentre al palazzetto puoi tenere la distanza di almeno un metro sulla metropolitana ciò è più difficile da attuare perché non ci sono controlli e il virus circola ancora più veloce di quanto tu possa immaginare. Che poi senza i trasporti si blocca tutto è vero ma ti ricordo che al palazzetto andrebbero solo quelli vaccinati con la mascherina e distanziati mentre sulle metropolitane locali possono salirci chiunque vaccinati e non come vedi una bella differenza. E qui c’è uno dei controsensi di cui accennavo nei miei precedenti interventi: nei trasporti locali e regionali che sono più affollati non ci vuole il Green Pass mentre se ti sposti di Regione ci vuole il Green Pass (x Marco: questa non è un informazione ma è legge quindi come vedi basta poco per trovare regole poco chiare e contraddittorie)..

      1. Lo spostamento è libero tra zone bianche/gialle, limitato nelle zone rosse, ma queste regole sono chiare da sempre. Il tema della limitazione nei trasporti, locali ed a lunga percorrenza, è delicato, perché va ad incidere su servizi essenziali (come ad esempio i supermercati: se si mette il green pass per andare a far la spesa che si fa, si fanno morire di fame i novax?) ed ha quindi rilevanza costituzionale rafforzata. Dal prossimo mese scatteranno le nuove regole sui dipendenti privati e pubblici che lavorano a contatto con l’utenza (perché non si è fatto subito? per permettere alle attività di ripartire senza costringerli a mettersi in regola a tempo zero, ma dando un periodo di comporto per organizzarsi e successivamente allinearsi) e anche sui mezzi pubblici (per lo stesso motivo, non puoi tirare giù il bandone su tutto allo stesso momento, anche perché il 6 agosto ti ritrovavi con la gente bloccata nelle località turistiche e facevi impanicare mezza Italia). La mancanza di chiarezza non sta nelle logiche sottese, ma nel fatto che non le comunichi in modo semplice e diretto (una delle poche cose che faceva Conte). Se sul tema dei trasporti si va al rallentatore, è perché è un settore di particolare sensibilità sia sul lato pratico-economico, sia dal punto di vista del rilievo costituzionale. Se si ragiona con calma, le logiche si riescono a riconoscere (che non vuol dire essere d’accordo con le decisioni, ma riconoscere che non sono prese a caso, nella legittima differenza di opinioni), poi il tema “comunicazione trasparente” è altro, e su quello sono forse ancora più inviperito di te, perché per formazione personale sono abituato a lavorare molto sulle fonti e sulla loro correttezza, andando ben oltre il livello della stampa generalista.

      2. Puoi scrivere quello che vuoi ma il palazzetto è più sicuro e controllato e nel quale possono entrare soli chi è vaccinato rispetto ai mezzi di trasporto come la metro dove non esistono controlli e può entrare chiunque sia i vaccinati sia i non vaccinati. Cmq Marco secondo me i nostri punti di vista sono diversi perché a mio parere le nostre posizioni politiche sono opposte..

      3. Daniele, io ho scritto di tutt’altro, non so a quale intervento tu stia rispondendo. Poi sulle posizioni politiche non saprei, non ne farei oggetto di dibattito qui dentro, se riesci ad inquadrare correttamente la mia sei un mago, io non m’interrogo sulla tua. Tra l’altro gli strumenti che uso per intervenire in questo dibattito provengono dalla mia formazione professionale, non da quella politica.

      4. Marco io ho ben capito il tuo intervento perché fortunamente sono in grado di leggere, non si tratta di stabilire chi ha ragione e chi no semplicemente la vediamo in modo opposto e in un dibattito civile come il nostro può succedere.

  3. Fedele alla linea e impermeabile al buon senso vedrai che replichera’ perché non accetta di non avere l’ultima parola, e chi lo sposta?

    1. Infatti Orlando, poiché la comunicazione è comunque unidirezionale, interloquire è inutile.
      La regola è lasciare sempre l’ultima parola all’altro perché’ come diceva qualcuno a me caro una “risata li seppellirà”.

      1. Se interloquire è inutile non fare riferimenti a quanto scritto da me altrimenti la mia risposta è inevitabile. Chissà quanti ne ho seppelliti io con le mie risate 😂😂😂

  4. Io sono per il 50% da subito perché il ragionamento di Daniele sui palazzetti più sicuri dei mezzi di trasporto (dove tutti stanno accalcati e non è richiesto il GP) è corretto e oggettivo.

  5. Hai mai visto la metro ad Assago alla fine della partita? Ci sei mai salito?
    Chi prende le decisioni ha diciamo, uno sguardo un po più ampio sul contesto generale, mentre la discussione su come giustificare il 50% o il 100% su questo blog mi sembra fatta da tifosi che vedono solo il proprio problema. Niente di male , lo fanno i professori universitari di perdere di vista il bene comune quindi lo possiamo fare anche noi tifosi.

    1. Appunto la metro è molto più pericolosa rispetto al palazzetto perché sulla metro non esistono controlli e possono salire chiunque con o senza vaccino o senza tampone mentre al palazzetto andrebbero solo quelli vaccinati in possesso del Green Pass. Quindi la tua ironia sarcastica te la puoi tenere per te.

  6. Nel calcio, con apertura fino al 50% e capienza degli stadi molto maggiore rispetto ai palazzetti, questi assembramenti pre e post partita sui mezzi sono più corposi di quanto capita per il basket, quindi ci vorrebbe uniformità di giudizio a determinare quali assembramenti vanno bene e quali no.

    Perché afflusso e deflusso per gare all’aperto (calcio) e chiuso (basket) avvengono comunque su mezzi al chiuso, e allora si dovrebbero mettere sul piatto della bilancia da una parte i 30k che affluiscono – defluiscono da SanSiro, dall’altro i 3.5k che entrano-escono dal Forum di Assago. Portare al 50% la capienza al chiuso, porta a 5K l’affollamento sui mezzi, ma rispetto ai 30k di San Siro siamo sempre a un livello di affollamento più basso.

    1. Discorso che non fa una piega e aggiungo che al Governo, a differenza del calcio, non è interessato al basket. Questa è la verità che molti non vogliono vedere perché gli introiti economici derivanti dalla vendita dei biglietti per molte squadre di basket che purtroppo non hanno un Armani o uno Zanetti sono fondamentali rispetto al calcio dove c’è più visibilità e più sponsor. Per il nostro Governo il calcio è un industria che va tutelata gli altri sport a partire dal basket sono secondari perché i guadagni statali non sono paragonabili al calcio. Questa è la triste realtà.

  7. L’anno scorso per tutelare il basket ed altri sport, tra le norme da adottare per l’emergenza Covid c’era la proposta di detraibilità fiscale del 50% delle sponsorizzazioni, ciò che avrebbe dato respiro a tutte le società di basket e coinvolto nuovi investitori e per quota maggiore i vecchi investitori, alleviando il governo da ristori, sostituendoli con sgravi fiscali per le sponsorizzazioni che andassero ad alleviare i mancaiti introiti da botteghino.

    Il governo, nella sua lungimiranza (era ancora il governo Conte), bocciò l’iniziativa, prostrando ulteriormente il basket italiano ed altri sport che non vantano lo stesso bacino d’utenza del calcio.

    Perchè per il governo di allora andava bene comprare il voto elettorale col reddito di cittadinanza con una spesa enorme in parte finita nelle mani di delinquenti e mafiosi, ma guai a pensare di agevolare la pratica sportiva con agevolazioni fiscali che avrebbero semplicemente trasferito in parte i ristori statali agli inbestimenti dei privati.

    Il governo è così. Prevalgono i giochini di partito ed anche con una personalità universalmente celebrata come Draghi è cambiato poco, perché anche lui deve confrontarsi con la maggioranza precaria e litigiosa (e bostikkara della poltrona) a disposizione.

    1. Su questo argomento e come in tanti altri siamo sulla stessa lunghezza d’onda 👍👍👍

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