La classifica dei giocatori più pagati di EuroLeague e di LBA

Secondo Eurohoops nessun giocatore di Olimpia Milano nella Top10 di EuroLeague. Ecco anche i Top di LBA per la prossima stagione

Eurohoops, nell’articolo a firma Aris Barkas, ha messo insieme la top10 dei giocatori più pagati di EuroLeague.

8 – Toko Shengelia (Cska) – 1.8M

Kostas Sloukas (Olympiacos)

Nick Calathes (Barcellona)

7 – Nando De Colo (Fenerbahce) – 1.9M

6 – Walter Tavares (Real Madrid) – 2M

5 – Jan Vesely (Fenerbahce) – 2.3M

4 – Nikola Milutinov (Cska) – 2.5M

3 – Vasilije Micic (Efes) – 3M

2 – Shane Larkin (Efes) – 3.7M

1 – Nikola Mirotic (Barcellona) – 4.5M

Non ci sono dunque giocatori di Olimpia Milano, anche se l’autore dell’articolo commenta: «Le stelle di Milano sono appena sotto questa soglia con Malcolm Delaney, Sergio Rodriguez e il nuovo arrivato Nikola Melli che mancano di poco l’inserimento in classifica. Tuttavia, sono marginalmente fuori dalla Top10 e appartengono praticamente allo stesso livello con i quattro giocatori che condividono i posti da 8 a 10».

Secondo quanto risulta a ROM, e come già riportato in passato, attualmente Nicolò Melli rientrerebbe in questa Top10, come Milos Teodosic, Ekpe Udoh e Marco Belinelli della Virtus Bologna, che tuttavia non rientrano in EuroLeague.

Questa la graduatoria in LBA secondo ROM:

9 – Gigi Datome

8 – Nico Mannion

7 – Malcolm Delaney

6 – Kyle Hines

5 – Sergio Rodriguez

4 – Ekpe Udoh

3 – Marco Belinelli

2 – Nicolò Melli

1 – Milos Teodosic

Per ragioni di mai davvero precisate questioni di privacy, preferiamo al momento non riferire gli stipendi dei giocatori di LBA.

13 thoughts on “La classifica dei giocatori più pagati di EuroLeague e di LBA

  1. Basta con questi articoli! Non ci si può più attaccare all’età, alla bollitura dei singoli, adesso neppure al budget! Non c’è più religione.

    1. Tranquillo @orlando, si chiama informazione, non si tratta di un articolo tendenzioso, semplice informazione, una sfilza di dati che giustamente ROM ci mette a disposizione e a tal proposito dico: ma dove trova il Barca tutti quei soldi per pagare 1 giocatore, laddove, a quelle cifre ne troverebbe 3 ottimi, in mancanza di introiti significativi nelle ultime 2 stagioni? Misteri del budget…..

      1. fab se il Barcellona ragiona come nel calcio (1 miliardo di debiti e biliancio in rosso di 600M, ciao Messi), dato che le squadre sono espressione della stessa polisportiva, che vuoi che siano una decina di milioni di debiti in più per supportare il basket.

      2. Seriamente, ci vorrebbe un ente regolatore stile NBA, parlando di budget, per evitare che ci si inventi fattucchieri del “mercato” grazie a bilanci torbidi e qui sta ad Eurolega battere un colpo, tralasciando il fatto che l’ex ad Bartomeu era casualmente catalano

  2. @Fab: concordo pienamente! Magari potremmo farlo vestire da ReGiorgio 🙂

    1. Spero non il re Giorgio delle casacche Olimpia coi nomi argentati che non si leggevano, e spero non il re Giorgio delle tenute italiane per i Giochi, con quella sfera tricolore kitsch sulla pancia che faceva sembrare incinti persino atleti con l’addominale a tartaturga. In entrambi i casi, penso che i responsabili siano i creativi del sottobrand EA7 con la complicità di chi li supervisiona, perché da sempre amo e per quanto posso acquisto capi by Giorgio Armani per l’eleganza sportiva ed informale ma impeccabile che da sempre caratterizza il brand del nostro patron e mi rifiuto di pensare che le tenute di cui sopra siano state da lui supervisionate, tale è la difformità con lo spirito del brand. Per intenderci, sarebbe come se Sandro Gamba e Dan Peterson in coppia sdoganassero Kaleb Tarczeski come centro Olimpia.

      1. Ricordati che la “mission” di quelle divise era caratterizzare, testimoniare e dare visibilità al fatto che chi le indossava doveva rappresentare più di se stesso la nazione ITALIA in una manifestazione che è l’ultimo baluardo civile e pacifico del confronto tra stati, quindi un inno al nazionalismo buono……ci sta

  3. Ben detto, Fab. Alle olimpiadi non doveva spiccare altro se non il tricolore. Anche a me jon piacevano tantissimo, ma lo scopo era portare il tricolore ai giochi

  4. Alle manifestazioni internazionali, in qualsiasi sport, l’Italia si è sempre distinta per stile ed eleganza, col tricolore appena visibille, e Armani in passato si è sempre distinto per sobrietà anche nelle divise sportive. A Tokio l’Italia si è presentata come un pugno in un occhio. Una vergogna dell’Italia, diversamente da quanto capitato ai recenti Europei di calcio, dove la linea Arnani era evidente, respirava gusto italiano da tutti i pori pur senza il tricolore sparato. Quanto al Giappone, il tricolore c’era già, nella bandiera, non serviva tanta vergognosa ridondanza. Davvero dobbiamo essere noi ad insegnare l’eleganza a Giorgio Armani? È evidente che la colpa non è sua ma è stato mal consigliato e mal supervisionato, perché non credo che alla sua età si metta a disegnare le collezioni EA7. Se davvero fosse quella la visione Armani, ora non sarebbe un brand mondiale, ma nemmeno un brand nazionale, tranne per il fatto che spesso la gente, anche in Italia, ha il gusto dell’orrido. Le magliette Olimpia coi nomi argentati e nemmeno leggibili in tv poi, sono inguardabili robaccia da circo in stile Harlem Globetrotters (con rispetto per loro). Chi le ha disegnate? Armani? Mi rifiuto di crederci.

  5. Spero che inizi al più presto il basket giocato e si fermino queste analisi che forse servono ai soli addetti ai lavori e non è corretto darle in pasto al pubblico generalista, soprattutto di tifosi.

  6. Permettimi, la stai facendo più grande di quello che è, quasi che fosse una tua questione personale, al di là del gusto che è sempre soggettivo, quella divisa è andata incontro all’esigenza di visibilità del tricolore (Italia gloria patria) e, ti dirò di più, anche del marchio EA7 che, bello o brutto che fosse il vestito sul quale era appiccicato ha certamente ottenuto lo scopo che uno sponsor si prefigge in un evento quale quello Olimpico: essere visti da più gente possibile. Nulla quindi è stato affidato al caso, ma puramente voluto da una grande maison come Armani

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