Buongiorno Olimpia | Gianmarco Pozzecco, un altro leader nello spogliatoio biancorosso

Oggi sarà il primo giorno per Gianmarco Pozzecco da tesserato Olimpia Milano. Nasce una delle accoppiate più affascinanti del nostro basket

Oggi sarà il primo giorno per Gianmarco Pozzecco da tesserato Olimpia Milano. Nasce una delle accoppiate in panchina più affascinanti del nostro basket. E questa è la prima, forse unica, certezza.

Il Poz ha voluto fortemente Milano, ha voluto fortemente lavorare con Ettore Messina. In un percorso di crescita senza fretta alcuna, l’ex stella di Varese ha deciso di collaborare con il “migliore”, facendo al tempo stesso il suo ingresso in EuroLeague.

Un master, di durata annuale, senza porsi grosse aspettative a medio-lungo termine. Al tempo stesso, una dimensione lavorativa che rispecchia le forti convinzioni del personaggio, sempre molto attento a concedere spazio ai suoi assistenti in quel di Sassari.

Gianmarco Pozzecco ha dimostrato in Sardegna di essere coach preparato, motivatore senza eguali ma anche tecnico di livello: le sue squadre hanno saputo crescere con il passare dei mesi, giocando una finale scudetto al primo colpo, e probabilmente meritandone un’altra nella stagione successiva, prima dello stop voluto dal Covid-19.

Difensivamente i punti di partenza con Messina sono comuni: «in attacco concedo libertà, in difesa devono fare come voglio io» disse il giorno della sua presentazione, lontana, alla guida di Varese.

Offensivamente arriva un elemento di discontinuità, perché la Dinamo ha sviluppato in queste stagioni un gioco interno, fisico, duro. Certo, non sono solo rose. Gianmarco Pozzecco ha sempre avuto nel carattere il suo “essere”, ma anche il suo difetto.

Prendere o lasciare. Pozzecco non può cambiare in profondità, non può dimenticare la pancia per la sola testa. Tuttavia, probabilmente, alcuni eccessi dell’ultima stagione sono figli di una rottura troppo profonda, e insanabile, con la presidenza Sardara.

Nessuna responsabilità, da ambo le parti, solo constatazione. Non sarà d’altronde questo il primo rapporto logorato da un’esperienza comune, né tanto meno l’unico a poter vivere in futuro una naturale riconciliazione. Un ruolo di assistente, dopo due anni e mezzo sotto i riflettori, possono essere in tal senso un buon antibiotico contro lo stress.

D’altro canto, Ettore Messina inserisce personalità. Tom Bialaszewski, indubbiamente preparato, è parso da subito una figura secondaria al fianco del primo, reale assistente, Mario Fioretti. Il tutto in uno staff di talenti diversi e ottima capacità di condivisione sotto un leader riconosciuto, perchè Marco Esposito e Stefano Bizzozero sono eccellenze.

Serve, appunto, personalità, che al tempo stesso diventa rivoluzione per il nostro basket. Un assistente che ha vissuto il basket in prima persona, con massime responsabilità, e che quindi si trasforma in contraltare, in positivo confronto per Ettore Messina.

Parlare di futura successione, oggi come oggi, non ha alcun senso. Ma certamente nello spogliatoio di Milano entra un altro leader. Ora, dovranno essere i caratteri a sposarsi: saprà Ettore Messina concedere spazio? Saprà Pozzecco rispondere presente ad un’occasione di crescita che può davvero rappresentare lo spartiacque decisivo della sua vita sportiva? Il tutto, per inseguire una nuova Final Four.

6 thoughts on “Buongiorno Olimpia | Gianmarco Pozzecco, un altro leader nello spogliatoio biancorosso

  1. Mah…qualche dubbio mi rimane, soprattutto dopo aver appreso che arriva con un contratto annuale. Avrei preferito ci fosse dietro un ragionamento almeno di medio periodo. Comunque se saprà limitare le pagliacciate che lo hanno reso famoso credo che un contributo possa anche darlo, l’equilibrio con Messina è da capire…
    Ma non parto prevenuto, anche se trattasi di mezzo ritorno (vista il passaggio nel settore giovanile) benvenuto Poz !

    1. Messina il prossimo anno termina il proprio contratto (poi ha opzione per rinnovo biennale che vedremo se eserciterà, ma lo si saprà solo tra 365 giorni appunto), mi sembra scontato che prenda un assistente con contratto che scada assieme al proprio.
      L’annuale, quindi, in questo caso non ha alcuna preclusione ad un’eventuale successiva permamenza più lunga di Pozzecco, è semplicemente un atto “dovuto”.

      1. Ottima osservazione però credo anche che l’assistente abbia una forza contrattuale forse diversa dal giocatore. In questo senso credo ci siano molti meno rischi nel fare un contratto annuale: un giocatore credo abbia molte più opportunità di farsi notare nell’arco della stagione e capitalizzare in quella successiva.

  2. Ma è il caso che in un moderno club di basket ad un allenatore (Messina) si accompagnino una tale pletora di “competenze”? Forse anche scopiazzando un pò dai superpro dell’NBA? Forse anche per darsi uno “status”, al di là della reale necessità?

    1. Penso che con il numero impressionante di partite che vi sono da preparare durante la stagione, e con il numero elevato di giocatori che compongono il roster, sia necessario avere uno staff ampio in grado di gestire tutto al meglio. Il confronto tra membri dello staff, poi, se tali membri sono di ottimo livello, non può che essere proficuo e portare ad un miglioramento reciproco.

    2. Beh, sì, è il caso. 🙂 Comunque il supporto che può offrire un coach di buon livello è molto importante per una serie di cose, dalla gestione dei falli all’individuazione di problemi in specifici match-up. E poi ci sono gli allenamenti…

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