Olimpia Milano post Bologna#3 | Vincente è colui che non si è mai arreso. Servono palle

Olimpia Milano post Bologna#3 che racconta di uno sconforto. L’Olimpia Milano è seduta a terra, sperduta e spaurita

Olimpia Milano post Bologna#3 che racconta di uno sconforto. L’Olimpia Milano è seduta a terra, sperduta e spaurita. Non ne ha più, e a breve sarà spettatrice dello scudetto Virtus, atteso 20 anni.

Il crollo

Citando il collega Dario Ronzulli, ieri la squadra biancorossa si è presa tre cazzotti in faccia, e sull’ultimo è rimasta a terra. Contata sino al dieci, senza reagire, senza più la forza di avvicinarsi alle corde.

Un pugile stanco, incapace di mettere a fuoco la situazione, retta dal talento nelle prime riprese, quelle che contano poco o nulla. Ai punti, dal primo gong, è sempre stato in vantaggio l’avversario.

Ettore Messina le ha provate tutte, o quasi. Tornando sulle sue scelte, richiamando in tutta fretta Vlado Micov e Kaleb Tarczewski, inizialmente condannati alla “tuta” in tribuna per tutti i playoff italici, quindi rigettati nella mischia a prescindere dallo stop di Malcolm Delaney.

Tuttavia, in uno scenario sconsolante, tutte le piccole manchevolezze di un’annata si sono allineate innescando il tracollo. Sergio Rodriguez, senza Malcolm Delaney, ha calato il suo rendimento.

Kaleb Tarczewski ha vagato per il campo senza costrutto, confuso ma anche dimenticato dai compagni. Vlado Micov ha giocato a basso ritmo, come ancorato a terra da cavigliere troppo pesanti.

Kevin Punter e Shavon Shields, che nei momenti di “down” offensivo sono sempre stati risoluzione, semplicemente non ne hanno più. Soldati di una truppa spaurita, mentre al contrario l’avversario brilla di luce propria come mai in questi mesi, esaltandosi delle difficoltà altrui.

Il quarto quarto, 24-6, racconta una serie.

Il processo?

Per il quale ci sarà tempo, come detto da Ettore Messina dopo gara-1. Un processo che ovviamente andrà in scena, senza rinvii, ma che pretende il giusto tempo per inquadrare colpe e alibi nella giusta luce, non dimenticando il cammino europeo.

L’Olimpia Milano è stanca dopo aver valorosamente affrontato prove di grande prestigio, superandone molte, quasi tutte, alzando due trofei e arrivando ad un tiro dalla finale di EuroLeague.

Cancellare il tutto per una resa finale sconsolante è tentazione delle prime ore, ma la “pancia” non è mai stata alleata della “giusta valutazione”. Nel frattempo, c’è ancora una serie da portare a termine, in un modo o nell’altro.

Quel che rimane

Un Sweep da evitare. Ma a Bologna, in una Segafredo Arena che ha saputo, e saprà ancor di più domani, essere caldissima. 

Per una stagione abbiamo parlato di “valori”. Per una stagione abbiamo decantato, citando sia chiaro, la bellezza e la forza di un gruppo nato sotto la neve di Madrid. Oggi dal cielo quasi piove della materia oscena, ma i valori devono emergere anche quando la strada è in salita, non in discesa per una bella vittoria attesa decenni sul campo del più grande club del mondo.

Quei “valori” che, ieri sera, Gigi Datome ha messo in campo dopo un primo tempo a dir poco raccapricciante. «Un vincitore è semplicemente un sognatore che non i è mai arreso» scriveva Nelson Mandela. 

Qui non è più il tempo di sognare, ma nessuno si deve arrendere. Per noi, «Vincente è colui che non si è mai arreso». Mai. Lo merita soprattutto Giorgio Armani. 

18 thoughts on “Olimpia Milano post Bologna#3 | Vincente è colui che non si è mai arreso. Servono palle

  1. Sottoscrivo anche le virgole. Grande orgoglio e riconoscenza per chi ha disputato una stagione superlativa. Ora si combatta almeno per l’onore. Proviamo a mettere un granellino nel magnifico ingranaggio che appare ora la Virtus, dove la differenza non la fanno i campioni, ma i comprimari, tutti presenti e convinti. Se riuscissimo a instillare un dubbio nelle loro menti, a farli esitare quel secondo in più, a farli pensare… forse forse…

    1. Ma è normale che una squadra con roster di 16 giocatori (Bologna ne ha 12) arrivi spompata nel momento clou della stagione? È evidente che lo scudetto era l’obiettivo n. 1. E si sapeva che ci saresti arrivato dopo aver giocato più partite di tutti.Lo si è fallito in modo clamoroso. Ergo qlcsa non ha funzionato. Sedici giocatori non sono bastati? (in Europa erano pure 17 con Evans). Si può perdere lo scudetto, ma non con l’umiliazione di un cappotto e producendo meno di 70 punti di media… Olimpia, questa Olimpia da 16 giocatori, non lo merita…

      1. Non è normale, o meglio non è normale in queste dimensioni. E’ accaduto in maniera improvvisa ed enorme, dato che fino a 10 giorni fa non c’erano minimamente sentori che si potesse verificare un tracollo simile. Ma non penso sia questione del numero dei giocatori, perchè appaiono spompati anche coloro che hanno giocato molto meno di altri. E’ come se dopo Colonia qualcuno abbia pigiato improvvisamente un bottone di “off” nella testa e nel fisico dei ragazzi. Penso sia un qualcosa che vada oltre il mero conteggio dei giocatori.

  2. Mi sembra evidente che i ragazzi stiano dando tutto fin da gara1 ma, come scrivevo anche a commento di altro articolo, gli si è spenta improvvisamente la luce, è palese come non ne abbiano più, come Colonia abbia prosicugato ciascuno di essi. Ed è un qualcosa di inaspettato, e soprattutto di enorme, perchè altrimenti una squadra meravigliosa per 9/10 mesi mai e poi mai avrebbe ottenuto un simile risultato in finale scudetto. Quindi anche domani darano tutto, non si arrenderanno fino al 40esimo, da questo punto di vista questi ragazzi sono una garanzia, ma ahime quasi sicuramente il risutlato non sarà diverso da quello delle prime 3 partite.

    1. E se forse semplicemente ammettessimo che, pur trattandosi di straprofessionisti, il campionato italiano non rappresenta un obiettivo per la maggior parte di loro? Il diavolo sta nei dettagli: basta un (anche involontario) calo di tensione e chi invece ha motivi di rivalsa (ricordiamoci il campionato cancellato con la Virtus dell’anno scorso) ti mangia vivo. E con soddisfazione, ahimè… Le vendette si servono fredde.

      1. Se il campionato non rappresentasse un obiettivo, ancor meno lo rappresenterebebro la Coppa Italia e la Supercoppa che invece sono state stravinte. E non si sarebbe arrivati primi in rs, e non si sarebbero vinte 3-0 le serie con Trento e Venezia.
        Piuttosto, mentre in tutte le interviste cioach e giocatori lasciavano quasi intendere che Colonia importasse fino ad un certo punto in quanto lo scudetto era l’obiettivo principale, in realtà Colonia era ciò che assorbiva completamente le loro menti nel momento in cui ci si è qualificati per la final4 e inmprovvisamente, passata Colonia, è venuta a galla tutta la stanhcezza fisica e mentale accumulata nel corso della massacrante stagione.
        La squadra vuole vincere lo scudetto, ma è come se dopo Colonia si sia spento qualcosa e improvvisamente ciò che fino a ieri era semplicissimo è diventato quasi impossibile da eseguire. Cioè, siamo andati a 1 secondo dal giocare la finale di Eurolega e adesso fatichiamo a segnare 5 punti in un quarto contro la Virtus, è evidente che non si tratti solo di stanchezza fisica, è qualcosa di più grande.

  3. Quando le energie vengono a mancare a questo meraviglioso gruppo resta l’orgoglio. Non si arrenderanno e cercheranno #insieme di prendersi la prima w di questa finale. E hanno fin da ora il mio e di molti di noi, plauso per quanto fatto fino a qui.

  4. processi a questa squadra sinceramente non ne farei, ne adesso, ne dopo. non sará stata l’eurolega piú spettacolare delle ultime 20 stagioni, ma le final 4 sono state un successo notevole e la semifinale col Barca davvero entusiasmante.

    credo che questa serie con Bologna abbia messo semplicemente i riflettori (con luce spietata) sulle manchevolezza della costruzione della squadra. messina ha fatto grandi cose, ma ha fatto anche degli errori, capita: il primo anno ha sbagliato clamorosamente gli stranieri (a parte il Chacho, ovvio), il secondo ha completamente sottovalutato l’importanza del gruppo italiano e ha gestito male, malissimo anzii, le “riserve” togliendole dal gioco e in qualche modo dal gruppo. troppa gente uscita definitivamente dalla rotazioni in modo quasi punitivo, a vederlo da fuori almeno. cinicarini inghiottito e mai piú riemerso, moretti bocciato (giustamente peraltro) forse dopo i primi 10 minuti del primo allenamento, Tarcisio mai davvero tollerato dopo avergli garantito un contrattone spedendo via gudaitis (che non é il Pat Ewing degli anni migliori, ma certo sa giocare a basket in modo piú completo di tarvisiane nostro, e ci vuole poco…), Moraschini usato in modo troppo altalenante, Wojciechowski manco pervenuto (che acquisto é stato? per gli allenamenti e basta?) e cosí via.

    La preparazione atletica non puó essere la responsabile di questa stanchezza, ma la mancanza di rotazioni in una serie dove si gioca un giorno si e uno no. una squadra di eurolega dubito non sappia gestire le energie dei giocatori sotto il punto di vista della preparazione (sarebbe clamoroso), mentre ´ße evidente che la sovraesposizione di molti giocatori non puó che portare a un loro logoramento.
    Peró niente processi, solo tanti spunti per migliorare in modo definitivo il roster per il prossimo anno. far giocare tutti, anche i gregari, accettare qualche sconfitta durante la stagione regolare in campionato se serve per costruire il gruppo, per riposare i migliori.

    poi dobbiamo anche dire che la virtus sta giocando in modo eccellente, fantastico, in attacco e in difesa. Sasha le ha azzeccate tutte, ha bloccato il gioco di milano, ha gestito i giocatori in modo favoloso, ha dato fiducia a tutti, Pajola é cresciuto meravigliosamente, Teodosic ´ße gestito in modo perfetto ecc Insomma questa virtus é molto bella, spiace dirlo… e Djordjevic ha dato prova di esser un gran allenatore.

    e intanto proviamo a vincere la prossima a Bologna: non pare banale, certo, ma tutto tranne che impossibile. Se ne vinciamo una e torniamo a milano, chissà mai cosa accade.

    1. Quoto ogni punto che hai enunciato. Credo che dopo 90 partite disputate in tutti i luoghi d’Europa venga anche un pò di logica “nausea” che è difficile da gestire a livello psicologico. Personalmente per la prossima stagione farei due nuclei, due zoccoli duri di 6/7 giocatori distinti per le due competizioni e gli altri che ruotano secondo convenienza. Bologna è stata brava a “nascondersi” per tutta la stagione mantenendo un profilo basso, creando falsi problemi di spogliatoio e false mete come l’Eurocup ma avendo come unico obiettivo preciso lo scudetto e lo sta dimostrando. Comunque finchè la matematica ci concede una chance sempre forza Scarpette Rosse.

  5. Non è finita finchè non è finita!
    Comprensibile lo sconforto, ma inammissibile la rassegnazione quando ancora c’è la palla a due di gara-4 sul campo di un avversario fortissimo che oggettivamente meriterebbe di stare in EL, ma che se vuole alzare il trofeo in casa propria dovrà sudarsela tutta!
    Inaccettabili adesso i processi rancorosi fatti con la pancia, bisogna invece celebrare una stagione di basket di altissimo livello come non si ricordava da molto tempo.
    RIPORTIAMO LA SERIE AL FORUM!!!

  6. Siamo svuotati, disperati, e con le spalle al muro. Micov e Tarzceswki, non sono riusciti ad invertire l’ inerzia della serie. Ma, non è ancora finita. Mai vendere la pelle dell’ orso, prima di averlo ucciso. E, se domenica sera, al forum, si dovesse disputare, gara 5………

  7. Caro Maggi concordo con la tua analisi.
    Solo un piccolo consiglio semantico :
    Non usare le parole processi e colpa sono fuorvianti meglio valutazione ed errori.
    Sembra poco ma cambia completamente l’approccio.
    Non ci sono colpe e colpevoli ma solo errori, limiti e criticità quindi nessun processo e nessuna condanna.

    D’altronde dopo una stagione così esaltante fino ad una settimana fa sarebbe veramente riconoscente.

    Lasciamo ai frustrati ed ai provocatori quelle parole

  8. Abbiamo una rosa numericamente importante ma lo è altrettanto dal punto di vista qualitativo? Al di là dei nomi e della storia dei giocatori?
    Perché avere in rosa Moretti Kuba Cinciarini usati per motivi vari con il contagocce anche in LBA … avere Brooks e Tarcisio nulli … trovarsi come cambio di Hines Biliga … poi spremi volente o nolente i soliti noti … certo che poi se in gara 3 i nostri 5 mettono insieme 4 punti e 6 rimbalzi vincere è difficile ….

  9. Non succede, perché non succede …. ma se domani sera vinciamo anche di c*, perché Hines e Rodriguez mica la regalano a Teodosic e mettiamo un po’ di sabbia nelle loro certezze, poi si torna al Forum con3000 cuori biancorossi in fermento. Non succede, ma se succede …

  10. Messina ha gestito da cani. Uscire in finale 4-0 asfaltati è una cosa di cui vergognarsi. Hai costruito una squadra di 15 giocatori e non ti fidi di nessuno tranne i soliti 6? Ma Moretti non può giocare in serie A? Almeno DJ a Bologna ha dato fiducia a tutti e ottiene qualcosa anche da gente come Alibegovic, Ricci o Abass. Date Moretti, Cinaciarini, Biligha a Bologna, fateli giocare cone fiducia e si vedrà la differenza. Messina male, male, male. La colpa di questo fallimento è sua, soprattutto se parla di stanchezza e mancanza di gambe.

    1. Infatti la cosa ancora più grave è che parla di stanchezza e la usa come spiegazione quando in realtà è solo una giustificazione perché un allenatore del suo calibro avrebbe dovuto prevedere che avremmo disputato dalle 80 alle 90 partite visto e considerato gli obiettivi che si era prefissato ad inizio stagione; invece lui è andato dritto per la sua strada sbattendo contro la sua stessa rigidità spremendo sempre gli stesi 8/9 giocatori sia in LBA sia in Europea e questi sono i risultati: la peggior finale partendo da favoriti.

  11. Non succede, perché non succede… ma se capitasse una volta su 4 partite che per troppa sicurezza i loro tiri da cameriere o da cecchino pazzo escono e magari entrano in paio di nostre triple nei momenti delicati, ripeto che non succede, poi anche le loro faccine sicure cambiano aspetto e al Forum voglio esserci perché poi si ride. Non succede, ma se succede…

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