Quattro volte vincitore ed ancora campione d’Europa in carica, visto il trionfo del 2019 con la maglia del Cska, sicuramente Kyle Hines è uno dei giocatori più attesi di questa Final Four. Sarà uno dei leader, che dovrà guidare l’Olimpia Milano in campo e fuori, per cercare di centrare la grande impresa.
“Dal primo giorno l’obiettivo era arrivare qui. La nostra motivazione era questa, riportare Milano alla gloria europea – le parole dell’americano – All’inizio la trovare la chimica è stato difficile, ma ci siamo riusciti, nonostante la pandemia e gli infortuni. Siamo stati una delle squadre più continue in Eurolega, questo ci ha portato qui“. Ed ora c’è la voglia di inseguire un sogno: “È una partita secca, tutto è possibile ed ogni possesso conta, è il bello di questo evento“.
L’esperienza può essere un fattore importante ed all’AX non manca sicuramente: “Abbiamo tanti giocatori di esperienza, cerchiamo di fare del nostro meglio per parlare ai giovani. Nel 2011 alla prima Final Four, facevo domande ai miei compagni e loro mi rispondevano “Fai quello che hai fatto sinora, non devi essere un supereroe”. E’ quello che cerco di trasmettere ai compagni più giovani“. E quella Final Four 2011 con l’Olympiacos è ancora ben presente nei ricordi: “Avevo 24 anni, avevo gli occhi sbarrati ed era la mia prima esperienza. Ora sono stato qui diverse volte e so cosa bisogna fare. Voglio continuare a vincere ed è questo per cui gioco“.
La sfida con il Barcellona e la difficile serie dei catalani nei playoff: “Una delle cose belle dell’Eurolega è che ogni partita è diversa. Certo, qualcosa possiamo imparare dalla loro serie con lo Zenit, ma qui siamo alle Final Four e non conta quello che è successo prima. Dovremo essere pronti per sfruttare al massimo le nostre possibilità“. Si gioca nel mezzo dei playoff italiani: “Ormai sono tanti mesi, siamo sempre andati avanti e indietro tra Eurolega e campionato. La competitività del campionato italiano ci ha aiutato, giocare contro un’ottima squadra contro Venezia è stato molto utile per preparare le Final Four“.
Tanta esperienza e più di un giocatore avanti con gli anni in casa biancorossa. Ed arriva il paragone con il vino: “Siamo un’ottima bottiglia, da quattro stelle. Forse potremo diventare una da cinque“. Per ripetersi, dopo un anno bloccato dalla pandemia “Siamo stati lontani dal basket per tanti mesi e siamo ancora più motivati. Per me è sempre importante godere questi momenti, considerando le difficoltà di quest’anno“.
