Protocollo Barcellona | Punter vs Higgins, crescita e status

Protocollo Barcellona: Una serie di confronti individuali, per riassumere sfide e personalità. Continuiamo con Punter contro Higgins

Siamo nel pieno della settimana di Colonia. E’ mercoledì, oggi la squadra vivrà la sua prima giornata nella bolla, e al fianco del nostro “Live”, prosegue il nostro “Protocollo Barcellona”.

Una serie di confronti individuali, per riassumere sfide e personalità. Saranno sette in tutto, senza alcuna pretesa tecnica, ma con qualche vena narrativa. Buon viaggio.

Delaney vs Calathes

Kevin Punter vs Cory Higgins

Kevin nasce nel Bronx. Ha una madre capace di tenerlo lontano dai guai, ma l’istruzione nel locale Istituto Don Bosco no, proprio non fa per lui. Il ragazzo è distratto, e il talento per la pallacanestro non pare poterlo salvare. 

D’altronde, il talento non era ancora sbocciato. C’erano da quelle parti giocatori più alti, esplosivi, dotati. Kevin aveva passione, giocava duro, durissimo, e segnava, ma non abbastanza. Niente era abbastanza per Kevin, che probabilmente si faceva anche troppo distrarre dalla vita di strada.

Fu allora la madre a decidere per lui. Per entrare in un college di primo livello servivano ben altri voti, e lo spedì in North Carolina, alla Body of Christ Academy. 

Una vera e propria scuola di recupero, o di preparazione, in cui Kevin si concentrò sullo studio, dimenticando per un attimo la palla a spicchi.

Poi, un giorno, la famosa telefonata: «Mamma non ce l’ho fatta. Torno a casa. Non sarò mai un giocatore di basket». Sì, i voti erano cambiati, ma non abbastanza. Senza un college di primo piano il “bomber” del Bronx non vedeva un futuro.

Per fortuna, non fu così. Dopo un primo momento di sbandamento ecco la chiamata di State Fair, un piccolo Purgatorio che durò solo due anni. Il talento d’altronde c’era, Kevin visita Missouri State, ma alla fine sceglie i Tennessee Volunteers, e il primo luglio 2015 riscrive il record del Pilot Rocky Top con 76 punti segnati in una partita.

Cory Higgins è invece nato a Danville, San Ramon Valley, la città più sicura della California. E’ quattro anni più grande, nel 2011 non è stato scelto in NBA, ma ha studiato a Colorado ed è il sesto di sempre come punti nella Big 12.

No, Cory non ha dovuto scalare. Suo padre, Rod Higgins, ha giocato 13 anni in NBA ed è stato GM dei Bobcats, socio e amico di un certo Michael Jordan, che del figlio è padrino.

Ha talento, conoscenze, ma negli Stati Uniti le cose non vanno. Finisce proprio ai Bobcats, ma viene rimbalzato nei BayHawks di G League, sino a tentare l’avventura in Europa, in Russia, al Triumph, club “padre” dell’attuale Zenit San Pietroburgo.

Perché se per tutti Cory è il “raccomandato”, un bel giorno il padre gli comunica: «Sei licenziato, stai per lasciare la squadra». 

«E in Europa, pur dopo aver giocato in NBA, devi ripartire da capo». Così è, per il giocatore che Sergio Rodriguez ha paragonato a Anthony Parker per quello che è il suo impegno nel continente. 

Per il Chacho, d’altronde, nulla cambia tra Cory e Kevin. Più o meno. Realizzatori e difensori, elementi da cercare lungo l’arco o a cui lasciare il pallone in isolamento. Uno ai tempi del Cska, uno oggi a Milano.

Cory è partito dal Triumph passando per il Gaziantep, prima di vincere due EuroLeaue con il Cska. Kevin dopo Lavrio, Antwerp e Rosa Radom ha vinto due titoli all’Aek, prendendosi una BCL anche alla Virtus.

Ora, sono uno di fronte all’altro.

(1/5, scorri in fondo per cambiare pagina e proseguire nella lettura)

5 thoughts on “Protocollo Barcellona | Punter vs Higgins, crescita e status

  1. Diciamo che Punter deve dimostrare di poter essere considerato giocatore di quel livello a cui Higgins ha già dimostrato di appartenere, in tal senso questa stagione depone a favore di Punter ma dovrà confermarsi negli anni a venire e questa sarà una nuova stimolante sfida per lui.
    Punter che ultimamente è sembrato leggermente in calo, speriamo che a Colonia il buon Kevin torni ad essere il terminale offensivo micidiale che è stato per gran parte della stagione europea.

  2. Secondo me non c’è storia…Higgins è 2 spanne superiore a punter in tutto…se avessimo avuto i soldi e il nome, sono sicuro che Messina lo avrebbe preso…

  3. Il confronto del roster fra Olimpia e Barcellona sottolinea ancora una volta la stagione straordinaria giocata da Milano. Punter è un buon giocatore che ha giocato parti di stagione a livelli folli… eppure non è Higgins. E di matchup così i due roster sono pieni.

  4. Confronto stimolante, mi piacerebbe approfondire sabato mattina dopo l’incontro e valutare le giocate dei due nello scontro diretto e capire quanto il risultato sarà dipeso da loro. Sulla carta Higgins è nettamente superiore ma Olimpia può esprimere meglio il gioco collettivo.

Comments are closed.

Next Post

Sandro Gamba: Messina e l'Olimpia hanno più esperienza. Ma no alle amnesie

Sandro Gamba firma su Repubblica-Milano il suo “Tiro Libero” dal titolo: «Aggredire e non lasciare scelte facili»
Sandro Gamba

Iscriviti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: