Vincenzo Di Schiavi su La Gazzetta dello Sport: L’incubo della bella

Vincenzo Di Schiavi firma su La Gazzetta dello Sport la cronaca «L’incubo della bella». Ecco l’attacco del suo articolo

Vincenzo Di Schiavi firma su La Gazzetta dello Sport la cronaca «L’incubo della bella». Ecco l’attacco del suo articolo.

Si va alla bella. Col solito incredibile, rocambolesco copione. A un passo dal baratro, il Bayern sfodera un secondo tempo di straordinaria intensità mentale, trascinato dai canestri impossibili dello spiritato Zipser, anche se resta a Milano la sgradevole sensazione di aver sprecato una grande occasione. 

Sottile è la linea di confine tra i meriti dei tedeschi e le colpe milanesi per una ripresa da 32 punti dopo i 50 del primo tempo, in cui minuto dopo minuto saltano certezze ed equilibri

3 thoughts on “Vincenzo Di Schiavi su La Gazzetta dello Sport: L’incubo della bella

  1. L’olimpia non ha giocato da Olimpia, cioè non ha giocato con la filosofia di gioco che ha portato quest’anno la squadra a esprimersi ad altissimi livelli.

    E’ mancata totalmente la circolazione della palla: i tanti punti di Delaney sono un difetto se ricondotti nel piano partita : mai in stagione si era visto il nostro play tenere cosi a lungo la palla senza intessere quella rete di passaggi che doveva portare al buon tiro di un compagno smarcato o poco marcato.

    I nostri migliori giocatori, tutti, non hanno mai “messo” i loro tiri con continuità; LeDay dopo qualche canestro sembrava scuotersi, come per entrare definitivamente nella partita(non riuscendovi)- Shields si è caricato l’onere del gioco (encomiabile), ma non ha più l’efficacia e la fluidità dei bei momenti- Punter è lontano parente del giocatore dotato di killer instinct e il pallido Rodriguez di questa serie ci lascia l’amaro in bocca.

    Rimane Delaney che fa il suo, fa più del suo e un po disfa quello che fa, ma non è lui il problema, non essendo però lui la soluzione

  2. Per me la sentenza non è definitiva. Non penso ci faremo condizionare dalla paura e se ci verrà consentito, non parlo della squadra avversaria che impone il suo gioco, ne sapremo uscire vittoriosi. Delaney non è James se ha giocato per se stesso è perché non trovava frequentemente il compagno libero, vuoi perché ben marcato dal difensore, vuoi perché, aggredito fisicamente, difficile creare separazione da chi ti tiene per la maglia o per un braccio. Se martedì saremo sufficientemente tutelati, non ho dubbi che prevarremo.

  3. Anche se il Bayern Monaco ha l’inerzia dalla sua parte e l’entusiasmo di chi sa di aver compiuto un miracolo, io credo sempre che noi siamo i favoriti in gara-5 a patto che i vari Rodriguez e Hines tornano ad essere quello che sono, che Datome si risvegli dal suo torpore, che Punter entri finalmente nella serie, vhe Leday e Shields danno il loro enorme contributo come hanno sempre fatto per tutta la stagione. Allora si che potremmo festeggiare le Final Four altrimenti la vedo dura.

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