Christian Pavani: Sarebbe giusto fermare qui il campionato di Serie A

Christian Pavani, nella conferenza stampa per la presentazione delle maglie Fortitudo in vista del derby, ha rilasciato dichiarazioni forti

Christian Pavani, nella conferenza stampa di ieri per la presentazione delle maglie Fortitudo in vista del derby, ha rilasciato dichiarazioni a dir poco forti.

«Nella logica delle cose è giusto che il campionato di Serie A si fermi qui. I numeri dei contagi sono quelli dell’anno scorso, se non peggiori. A giugno-luglio eravamo convinto che nella nuova stagione si sarebbero potute aprire le porte dei palazzetti al 25%-30%, poi le cose sono cambiate». 

«Ogni settimana va peggio. A metà dicembre abbiamo presentato assieme alla Virtus un progetto per una nuova riforma della pallacanestro. In questo momento è necessario cambiare nettamente il passo del basket a livello politico. Purtroppo siamo lenti. Il campionato finirà il 5 maggio e ancora non sono state prese decisioni».

«La nostra preoccupazione più grossa è salvare la società. Per questo è necessario accelerare i tempi delle riforma. Non possiamo perdere tempo».

Pavani ha messo in dubbio anche il futuro del club: «Dopo due stagioni sportive senza pubblico a causa del Covid è difficile pensare di andare avanti per un club come il nostro se non interverranno cambiamenti importanti».

27 thoughts on “Christian Pavani: Sarebbe giusto fermare qui il campionato di Serie A

  1. Prendo molto sul serio le sue affermazioni: credo che fermare il campionato significhi non pagare la rata dovuta ai giocatori per le partite restanti.
    Per molte squadre, penso la maggioranza, potrebbe essere un obiettivo importante, quindi potrebbero riunirsi in gruppo sotto la capofila di queste dichiarazioni – probabile che le abbia sondate già: (io vado avanti, vediamo come vengo ricevuto, in caso intervenite anche voi…).

    Resta solo da dire, argomento contrario, che il campionato scorso era cominciato in condizioni di regolarità, siamo poi incappati nel virus nuovo e terrificante che ha richiesto misure fuori dall’ordinanza – misure che peraltro funzionarono, perché prese sul serio da tutti. Dunque era una situazione molto, molto diversa da oggi.

    Questo campionato è cominciato sotto Covid, senza garanzie di potere riaprire al pubblico, con un mandato chiaro e netto di emergenza continua, quindi della necessità di uno sforzo collettivo.
    Dal punto di vista economico chi non se la sentiva, ha avuto ampie possibilità, quasi inviti, a tirarsi indietro.
    Dunque sono tutti partiti nelle condizioni in cui siamo ancora adesso.
    Giocatori e staff hanno fatto uno sforzo non indifferente per adattarsi a una situazione che è stata anche allucinante, fermarsi ora sarebbe un insulto.
    Il patto iniziale andrebbe rispettato, non c’è dubbio, visto che è stato sottoscritto.

    1. Per i tifosi come me questa traccia televisiva di pallacanestro settimanale è stata ossigeno puro, vedermela tagliare sarebbe soffocare.

      1. concordo pienamente. Il basket dovrebbe avere dei ristori dal governo e dovrebbe avere un contratto cn la Rai

      2. Il contratto con la RAI no, l’ente di stato taglierebbe le finali punto a punto per trasmettere i bla bla del politico di turno. Dignità per il basket la RAI solo come opzione di supporto e con obblighi ben chiari verso l’utente con penali astronomiche in caso di mancata trasmissione dell’evento

  2. Mah … veramente una società si mantiene sugli incassi dei match day? Per favore …. il tema è altrove … vecchio di anni … il COVID è la punta dell’iceberg …

  3. Non si può negare la serietà dell’argomento e la severità della problematica, però effettivamente non manca molto, grossa parte del sacrificio per le squadre di LBA è stato già fatto, probabilmente la prossima stagione in ottobre si aprirà sotto migliori auspici……certo, se ci arriveranno vive ad ottobre

  4. Il campionato è iniziato con tutte le società ben conscie della situazione. Possibile che le bolognesi si lamentano solo quando le cose non vanno come speravano?

  5. Era fuori di dubbio da inizio campionato che sarebbe stato un anno difficile ora ci corre l’obbligo di portarlo a termine. Si sperava di riaprire al pubblico ma così non è stato. Mancano quattro mensilità da pagare. Per alcuni sarà difficoltoso, pensiamo a delle alternative Rimborsi dallo stato, agevolazioni fiscali ma è giusto portare a termine ciò che consapevolmente abbiamo iniziato.

  6. Pavani fa riferimento ad una presunta “logica delle cose” che però non riesco a capire quale sia.
    Sono mesi che noi semplici tifosi, qui su un semplice sito di basket, abbiamo fatto notare come disputare una stagione con 16 squadre (poi diventate 15 con l’addio di Roma…) con classico format di regular season con unico girone all’italiana (quindi in totale 30 partite da disputare per ogni squadra) + classici playoff non sia stata una decisione lungimirante; sono mesi che noi semplici tifosi abbiamo sottolineato come pensare di poter riaprire i palazzetti al pubblico nel corso di questa stagione fosse un’utopia, e chi tra i vari dirigenti di società di LBA confidava invece su tali aperture evidentemente abitava su Marte.
    La “logica” invocata da Pavani doveva essere utilizzata all’inizio, in sede di programmazione della stagione 2020/2021, dove invece si è semplicemente si è fatto finta che tutto potesse svolgersi come sempre, senza alcuna modifica rispetto al passato.
    I numeri dei contagi sono, purtroppo, il pretesto che Pavani utilizza per uscire da una situazione difficile in cui lui ed il suo club si sono infilati, non essendo più in grado di sostenere determinate spese. Ma nessuno lo obbliga a terminare questo campionato, come nessuno l’aveva obbligato ad iscriversi lo scorso settembre, si ritiri come ha fatto Roma senza chiedere però che si fermi il campionato intero.

  7. In un contesto serio, la lega o le società avrebbero commissionato uno studio per mostrare i rischi del contagio in presenza del 30% del pubblico con mascherina e corretto distanziamento. Una volta ricevuto lo studio che mostra che i rischi sarebbero equiparabili a quelli di gente che viaggia in metropolitana, anche meno, e che quindi se i mezzi pubblici funzionano non c’è motivo per cui non dovrebbero aprire i palazzetti che danno lavoro a tante persone, la lega o le società avrebbe detto allo Stato che lo portavano in tribunale se si permetteva di chiudere le attività. Ci sarebbe stata una trattativa e si sarebbe probabilmente raggiunto un compromesso. Invece purtroppo siamo in un contesto imbarazzante (in tutta Europa, la gestione del covid è il più grosso fallimento burocratico con conseguenze mortali per centinaia di migliaia di persone degli ultimi 30 anni) e quindi si procede a tentoni. Il mondo sta riaprendo, l’Europa pensa a chiudere: drammatico.
    Detto questo, capisco le società in crisi, non saprei davvero come se ne esce.

    1. Difficile affrontare questo argomento, dato che questa pandemia ha cambiato orizzonti e modo di vivere.
      In un contesto simile, è giusto pensare di andare al palazzetto? Si spinge per stare a casa, persino per lavorare, e noi parliamo di andare al forum…. Legittimo ma forse non adeguato al momento. Non saprei.
      Tutte le squadre che si sono iscritte sapevano bene che il rischibo di fare una stagione intera senza pubblico era, quanto meno, ipotizzabile. Certo: uno studio preventivo (o anche solo di un paio di mesi fa) sulla sicurezza dei tifosi sugli spalti avrebbe aiutato, ma, a differenza dello scorso anno, le condizioni di ingaggio a inizio stagione erano chiare per tutti. Interrompere la stagione, dunque, mi sembra avere poco senso, sempre che i contagi tra giocatori e staff non aumentino vertiginosamente. Che poi il basket nazionale debba essere rifondato, anche con interventi strutturali, con coinvolgimento dello stato (ma evito discorsi politici), siamo tutti d’accordo. E andrebbe cambiata anche la cultura del Paese, che non vede nello sport (amatoriale e non) una leva importante per crescere ragazzi/e sani di fisico e di valori. La mancanza di un ministero dedicato ne è la prova.

      1. La stragrande maggioranza dei contagi avviene in casa, quindi non condivido molto l’idea che sia quasi immorale cercare una certa normalità nella nostra vita. “Andare al Forum” non è semplicemente un momento di piacere, è parte di una attività di business che dà da mangiare a tante persone. Io al palazzetto non vado mai per una serie di motivi, il mio non è un giudizio basato sulle esigenze personali. Sto dicendo che la chiusura delle attività senza un vero bisogno considerato costi e benefici è un disastro di cui non ci stiamo ancora accorgendo bene perché lo Stato ha pompato soldi nell’economia e bloccato i licenziamenti.
        Però se dopo quest’anno di avvilente disastro burocratico e dopo quel capolavoro di devastazione economica che fu la creazione artificiale di 2 poli televisivi per dividere i diritti della Serie A pensiamo ancora che la soluzione sia più Stato invece che meno, forse i politici fanno bene a essere inadeguati e fregarsene, perché alla fine parliamo sempre di dare loro più potere invece che meno.

      2. E andrebbe cambiata anche la cultura del Paese, che non vede nello sport (amatoriale e non) una leva importante per crescere ragazzi/e sani di fisico e di valori. La mancanza di un ministero dedicato ne è la prova: giusto, ma per far ciò serve ben altro che l’ufficialità di un ministero dello sport, necessario sarebbe introdurre lo sport stabilmente nel programma scolastico sapendone diffondere cultura e valori, insomma ben altra cosa che le ridicole 2 ore settimanali magari in palestre fatiscenti e senza possibilità di pratica outdoor

    2. Il paragone con il trasporto pubblico purtroppo non funziona, perchè esso è ritenuto dai vari comitati scientifici e dalla politica un male necessario e tutti ne capiamo anche il perchè. Dentro un palazzetto al 30%, con mascherina e distanziamento la situazione sarebbe più sicura che nei normali bus o metro nelle ore di punta. Il fatto è che la fruizione in presenza delle attività sportive professionistiche, tenuto in debito conto il contesto generale, è stato considerato sacrificabile perchè non necessario

  8. La stagione è stata programmata come se il virus fosse stato sconfitto, questo credo sia il problema di fondo. Tanto è vero che se volessimo sospendere la stagione per un paio di settimane, i calendari impazzirebbero. Oggi viviamo la seconda o forse la terza ondata e fino a che non vacciniamo almeno 2/3 delle persone tutto può succedere. Un paese organizzato farebbe una pausa per dare precedenza ai vaccini, perché prima risolviamo la cosa e prima possiamo tornare ad una vita quasi normale. Però pare impossibile

  9. @Mr Tate. Forse non mi sono espresso bene. Quando parlo dell’intervento dello Stato intendo proprio come cambio di mentalità, non che debba per forza mettere dei soldi. Insesire più sport nelle scuole, sovvenzionare le federazioni, costriure e mantenere impianti sportivi, fare formazione a manager e allenatori.
    I contagi maggiori avvengono in famiglia? Può darsi. Forse anche perché, mediamente, stiamo tutti in casa e basta che ne entri uno positivo, che magari ha preso il virus a scuola, sul lavoro, sul campo di allenamento, ed ecco il contagio a tutti. Non do se chiudere i palazzetti sia giusto e etico. Ma allora forse non lo è chiudere i ristoranti, i parrucchieri, i negozi, le palestre. Insomma: per tutte le categorie ci sarebbero motivi validi per evitare le chiusure, ma così probabilmente non ne usciamo. Non immagini che voglia ho io di andare al forum, ma anche a teatro, ad una mostra! Ma parliamo di basket, dai. Il campionato non dovrebbe chiudere, secondo me. Magari, la butto li, si potrebbero immaginare i play off in una sorta di bolla, in campo neutri, stile nba. Si tratterebbe di un mesetto di partite, in fondo.

    1. “per tutte le categorie ci sarebbero motivi validi per evitare le chiusure”: sì. Invece lo Stato si è preoccupato prima di tutto di chiudere la gente in casa, dove ovviamente il virus gira più facilmente, e poi si è dimenticato i vaccini. L’Italia è il secondo Paese al mondo, fra quelli con una popolazione rilevante, per numero di morti e ha bloccato l’economia per ottenere questo risultato spettacolare. Inoltre è fra i Paesi messi peggio oggi per numero di vaccinazioni (insieme agli altri Paesi europei che hanno dimostrato una profonda incapacità di programmazione). Guardare indietro ai 12 mesi scorsi e pensare “Beh, tanti sacrifici però si doveva fare così, è stato giusto” significare non capire il disastro moralmente criminale che è stato scatenato sull’Italia dal governo, e per la verità in parte anche sui Paesi europei. Lo Stato incapace e disinteressato a garantire elementari principi costituzionali (“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”, articolo 4) ha raccontato alla gente che chiudere tutto era l’unica soluzione, poi non si è preparato coi vaccini e dal popolo ha ottenuto un “Beh, è andata come è andata”.
      Per tornare al basket dopo lo sfogo, la bolla mi sembra a oggi inutile, ma se ci sono rischi per maggio o giù di lì, certo, 100% d’accordo, con palazzetto unico in cui giocare aperto a tutti i vaccinati.

      1. Grazie per il confronto. Mi astengo oltre dai commenti fuori ambito basket perché non è questa la sede ma certi discorsi bisognerebbe farli a chi ha perso moglie, marito, genitori o figli. Il fatto che molti paesi europei stiano gestendo la pandemia in modo analogo mi fa pensare che di soluzioni facili non ce ne sono.
        Anche io mi domando il perché da fine dicembre, quando hanno approvato i primi vaccini, ad oggi in Italia il piano vaccini sia ancora un rebus.
        Torniamo al basket e godiamoci l’assalto alla capolista!

      2. Una delle mie società lavora con i ristoranti. Non hai idea della devastazione sociale che hanno provocato i blocchi arbitrari (alle 22 chiusi non ha alcuna base scientifica, né è stata fornita dalle autorità, per esempio). E non parlo di gente che non arriva a fine mese o di chi ha dovuto usare parte dei proprio risparmi, parlo di madri e padri di famiglia in lacrime con noi al telefono a chiederci “e ora come facciamo? Così perdiamo la casa e non sappiamo dove andare a vivere”. Lo scopo è salvare vite, sia chi chiede attenzione alla riaperture sia chi chiede attenzione al danno sociale dovrebbero avere quello scopo. Lo Stato non ha operato così e per quanto tutti vediamo i numeri dei morti, non tutti hanno toccato con mano la disperazione delle persone a cui è stata levata la possibilità di dar da mangiare alla famiglia. E il “perché” del ritardo nei vaccini sta proprio nell’essere così risk-averse e di aver pensato che l’unica cosa che conta è chiudersi dentro e non rischiare, per il resto c’è tempo. Non ti dico queste cose per dibattere, te le dico perché magari aggiungo un tassello a quello che tu sai/non sai, tutto qua, poi devi naturalmente pensare quello che tu ritieni sia meglio.
        Certo, se invece parliamo di basket, beh, extralusso! 😀

      3. Il contagio in casa non nasce in casa ma è la conseguenza di un contatto esterno che in ambiente familiare viene portato. Pertanto fermo restando la necessità di sussistenza di tutti, le procedure di chiusura parziale o totale hanno un loro perché. I ristori dovrebbero servire a mitigare gli effetti negativi della mancanza di scambio economico. Resta però la necessità di tutti e di tutto il sistema di adeguarsi alla situazione, magari rinunciando a qualche privilegio. IMO.

    1. Eh certo che era quello il bersaglio grosso. O pensavamo che facesse discorsi filosofici? Ha imparato il piagnisteo dal Baraldino,il suo dirimpettaio.

  10. Grazie @Mr Tate per le info preziose.
    Concordo con te che alcune decisioni sembrano non avere gran senso se non quello di limitare la circolazione delle persone. E concordo che l’aspetto psicologico e sociale è stato sottovalutato da molti. Basta guardare i nostri giovani e quello che stanno vivendo.
    But now, let’s talk about Barcellona!

    1. E come no, e quindi nota di colore: se l’Olimpia vince, lascia aperta la possibilità statistica di battere ogni singola squadra quest’anno. 😀

  11. Se la Fortitudo Bologna fosse nelle prime 8 in classifica il Sig. Pavani avrebbe reso al pubblico queste dichiarazioni oscene? La risposta è nella stessa domanda.

  12. Se la Fortitudo Bologna fosse nelle prime 8 in LBA il Sig. Pavani avrebbe mai rilasciato queste dichiarazioni ipocrite? La risposta è nella stessa domanda.

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