Buongiorno Olimpia | Ettore Messina? Nessuno può sdoppiarsi all’infinito

Buongiorno Olimpia, la rubrica semi-quotidiana di cui non si sentiva il bisogno che ci accompagnerà quasi ogni mattina al risveglio

Buongiorno Olimpia, la rubrica semi-quotidiana di cui non si sentiva il bisogno che ci accompagnerà quasi ogni mattina al risveglio.

Tiene ancora banco in queste ore la candidatura, pretesa e voluta da Gianni Petrucci, per la terza gestione in azzurro di Ettore Messina.

Ieri ne abbiamo parlato a Radio RealOlimpia, che oggi vi riproporremo sia in versione scritta che in apposito podcast. In studio avevamo Massimo Pisa e Fabrizio Lorenzi di Repubblica-Milano.

La sensazione è che ancora una volta si voglia nascondere le polveri (o magari anche le ceneri) di questi anni sotto un gran bel tappeto. 

Ettore Messina è arrivato a Milano con un doppio incarico, prestigioso e gravoso al tempo stesso, al fine di innalzare i biancorossi su vette europee esplorate negli  ’60 e ’80.

Ora si vuole lo stesso anche per l’azzurro (è già Presidente del Comitato Nazionale Allenatori), a conferma di una politica che ama lucidare la vetta dell’iceberg senza occuparsi di tutto quel che l’oceano ha sommerso.

Dopo l’Eurobasket della Nazionale più forte di sempre, e il Preolimpico di Torino, ancora una volta Gianni Petrucci relega al mediatico quel che in primo luogo dovrebbe essere tecnico.

Non esistono persone capaci di sdoppiarsi sino all’infinito, così come non è più tempo di improvvisare: all’Olimpia Milano serve un Ettore Messina a tempo pieno, così come alla Nazionale servono, ora più che mai, dirigenti e commissari tecnici a tempo pieno.

Se l’Olimpia Milano andava solo innalzata a un livello successivo dopo il lavoro di rifondazione apportato da Giorgio Armani e Livio Proli, l’Italbasket è al passo precedente. Quello della ricostruzione. 

3 thoughts on “Buongiorno Olimpia | Ettore Messina? Nessuno può sdoppiarsi all’infinito

  1. Sono d’accordo.
    Il lavoro di Messina a Milano è appena cominciato – anche se già se ne vedono gli effetti in modo clamoroso.
    Parlo di vittorie, certo, ma parlo soprattutto di mentalità, etica del lavoro, competenza.
    Semi piantati da Messina che hanno già attecchito, ma nessuno s’illude: perché crescano e piantino radici ben radicate ci vuole tempo e cura.
    È un lavoro totale. Non lascia spazio per nient’altro.

    Dall’altro lato le condizioni della nazionale sono ulteriormente peggiorate dall’ultima gestione Messina, a causa dei calendari internazionali, certo, ma anche a causa degli stipendi che sono levitati parecchio, rendendo i grandi giocatori, quelli da nazionale, sempre più un bene di possesso dei club, che hanno la parola decisiva sul loro impiego.
    Non è possibile, né ragionevole oggi, pensare di fare un lavoro organico, di costruzione di una squadra che se va bene vedi una trentina di giorni all’anno, peraltro non consecutivi.
    Un lavoro “alla Messina” è impossibile.
    Credo che questo, non fosse altro, gli tolga del tutto la voglia di provarci.
    Sottolineo anche, come hanno detto giustamente ieri in trasmissione, che in queste condizioni Sacchetti è invece la miglior scelta possibile. Per il suo modo di amplificare gli istinti dei suoi giocatori dando loro poche ed essenziali linee guida, a favore del talento personale.
    Certo, come hanno notato ieri, in tema di talento la situazione oggi è quella che è.
    Per motivi individuali, ma anche per un processo generale di crescita che non li assiste.
    Parlo della differenza di attitudine, a prescindere quindi dal talento, degli atleti formati nell’est Europa rispetto ai nostri.
    Quelli a vent’anni sanno già stare in campo come un buon italiano maturo, sanno prendere le responsabilità senza per questo intralciare la squadra – altro concetto di pregio lanciato ieri in trasmissione.

    E Petrucci, l’uomo che quasi trent’anni ha ignorato la tematica dei vivai e della crescita dei nostri giocatori, Petrucci che fa?
    Cerca di scaricare tutto su Sacchetti capro espiatorio – leccando il culo a Messina per farsi bello sulla stampa. (E per fortuna che Messina è un signore e l’ha lasciato fuori dal cappio col suo solito umorismo).

    Andiamo bene.

  2. La Nazionale e’ il risultato di un lavoro che nasce dal minibasket, dalle giovanili ecc. il Miglior CT del mondo può mettere qualche pezza vincendo una partita insperata come prega il presidente federale per salvare la poltrona, ma non può mettersi sulle spalle tutto un movimento che langue. Anche senza budget miliardari si possono fare buone cose, però ci vogliono competenza e passione vera, ce le ha la Federazione?

    1. Concordo in pieno con l’ultimo commento. E spezza una lancia a favore di Sacchetti che con competenza e professionalità sta lavorando bene, cercando di valorizzare anche i giovani.

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