Messina: Una stagione speciale, mai crollati contro la loro fisicità

Le parole del coach biancorosso, dopo la grandissima impresa milanese a Mosca

La grande soddisfazione di Ettore Messina, dopo il colpo biancorosso a Mosca: “Una vittoria importante, non capita tutti i giorni di venire a vincere a Mosca. Abbiamo giocato un eccellente primo quarto, ma non è mai facile quando prendi un vantaggio così grande ma molto presto. Loro sono diventati molto aggressivi e fisici, ma noi non siamo mai crollati. Abbiamo sempre cercato l’uomo libero in attacco e difeso forte”. 

La miglior partita dell’anno? “È una stagione molto speciale per noi, abbiamo vinto a Madrid, Tel Aviv e due volte ad Istanbul. Stiamo giocando un’Eurolega molto competitiva. Ora dobbiamo finire il lavoro, qualificandoci per i playoff, cercando di farlo in una buona posizione”. 

Il primo ritorno a Mosca: “Venire qui è speciale, non ero mai tornato da quando ero andato via. Prima non ci eravamo mai incontrati, poi lo scorso anno avevamo giocato a Kaliningrado. È sempre molto bello venire qui e vedere tanti amici. Sono molto riconoscente a tutto il club ed auguro tutto il meglio al Cska”. 

6 thoughts on “Messina: Una stagione speciale, mai crollati contro la loro fisicità

  1. Madonna ragazzi, che festa!!!
    Che squadra, che forza, che gioia!

    Come sapete io guardavo la partita molto rilassato, indifferente al risultato, ma porca miseria questi mi hanno fatto eccitare e godere di nuovo, come un riccio, con un dominio perfetto e assoluto.
    Sono ancora stordito.

    Vorrei prenotare il posto per tutti noi nella 127, vorrei portare io i fiaschi e le pinte e cominciare a suonare il clacson alla periferia di Köln.
    No, non vorrei guidare, perché non credo che ne sarei in grado.

    Certo Punter è l’MVP, il fenomeno, il coniglio tirato fuori dal cappello, ma Hines il nostro “tascabile”, nel cilindro entra benissimo anche lui, e francamente per me stasera anche Brooks, senza farsi notare da altri, forse, e Shields, ma perché scusa, il Chacho no? E Roll?
    Per lui, secondo me, bronzetto anche nel giardino di casa Itoudis.

    Fin qui i giocatori. Poi, quando mi calmo, anche qualche riflessione più ampia, più di squadra, come di squadra e alla grande abbiamo giocato noi.
    Loro invece no. Per niente.

    E finalmente ci siamo levati la scimmia di Mike James – per rispetto non scrivo James da solo perché il cognome è occupato da veri campioni, mentre Mike è solo un fenomeno – perché diciamolo, almeno per me: se lo tenessero stretto a Mosca, e grazie e ancora grazie, e grazie davvero, Ettore Messina!!!
    😀

    Siaaahmo noi, siamo noi, i tifosi di Milano siamo noooohhhi!

    1. La 127 sta cominciando a diventare una questione seria. Mi sa che ne servono due, una bianca e una rossa.
      Poi sarà difficilissimo trovare due autisti, specialmente per il ritorno.

      Di MJ non parlo, sinceramente non mi interessa.

      Trovo invece scandaloso e profondamente ingiusto che si giochi in un palazzetto pieno a metà con tanta gente senza mascherina.
      A casa sua ognuno fa quel che vuole finché giocano il loro campionato nazionale ma mettere a rischio la squadra ospite mi sembra aberrante.

  2. James è un talento straordinario ma questa sera si è visto che non è il giusto uomo per Milano. Impensabile secondo me per l’Olimpia fare la stagione che ha fatto con un singolo giocatore che monopolizza l’attacco. Non è una critica a James quanto l’ennesima conferma delle scelte perfette fatte quest’anno. Serata semplicemente fantastica.

  3. Credo che anche Itoudis farebbe volentieri a meno di MJ ma a quanto pare non può e magari a fine stagione sarà lui quello buggerato Messina a luglio 2019, dopo averci parlato a lungo come capo allenatore lo ha inquadrato e come presidente delle operazioni ha deciso di fare a meno di lui, con l’appoggio della società e la rabbia di alcuni tifosi (pochi) altri invece , pur stimando il fenomeno se ne sono fatti una ragione. È stato l’inizio della costruzione di questa magnifica squadra.

  4. Ciò che andava fatto è stato fatto. Si doveva battere il CSKA non per la partita in sè quanto per il simbolo che questa ennesima vittoria rappresenta e rappresenterà nell’immaginario collettivo dei nostri avversari. Siamo una squadra con la S maiuscola e iniziano a capirlo in tanti oltre i confini italiani. E adesso vi dico che col Barcellona sarà un’altra partita importante nella crescita del gruppo, magari non vinceremo, ma se la giocheremo con la necessaria concentrazione ci sarà da divertirsi. E non saranno certo le tre partite in trasferta con Belgrado, Pana e Baskonia a fare di noi una vera contender ma sarà la vittoria finale sull’Efes a sancire il nostro ruolo.

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