Olimpia Milano post Zalgiris | C’è un sistema, c’è una squadra, ma diteci un “3” superiore a Shields

Olimpia Milano post Zalgiris che lascia dietro di sé trionfalismi, anche eccessivi. Ma certamente i playoff non sono mai stati così vicini

Olimpia Milano post Zalgiris che lascia dietro di sé gioie e trionfalismi, anche eccessivi. Ma certamente, dopo sette anni di attesa, i playoff non sono mai stati così dipendenti dal biancorosso. Di classifica parleremo poi in giornata.

La Visione del Guazz

La gara

Una “via crucis” del cuore biancorosso, con la sensazione che tutto potesse essere deciso tra secondo e terzo quarto. Il -2 Zalgiris nell’ultimo parziale ha risvegliato le streghe, solo che le spalle della squadra di oggi non sono terreno di relax per scimmie varie.

La cronaca del match

L’Olimpia Milano non ha più paura di sè stessa. E allora, una stoppata di Kyle Hines, la presenza di Shavon Shields, una rubata e jumper di Kevin Punter per mandare i titoli di coda. Un piano gara, a livello difensivo, c’era. E la squadra biancorossa lo ha percorso, anche nei momenti di difficoltà.

Quante volte, con Jasmin Repesa (sempre che lo avesse) o Simone Pianigiani abbiamo scritto di “squadra che non crede nel suo sistema”? Di “gruppo che non ritrova nel sistema le sue certezze, un rifugio sicuro in cui rinchiudersi”? Tantissime. Oggi non è più così. Anzi, non è più così da mesi.

Shavon Shields

23 punti in 32’ con 5/8 da 2, 3/6 da 3, 4/6 ai liberi, 4 rimbalzi, 2 assist, addirittura minuti di difesa in post basso su Lauvergne. 

Le Pagelle di ROM

Domanda che vi poniamo oggi, e a cui cercheremo risposta in futuro: esiste un “3” più forte di lui in questa EuroLeague? Fuori i nomi. E mi raccomando, restate su questa stagione, non rispondete con Rolando Blackman o il Sonny Weems dei tempi del Cska.

Nikola Kalinic? In questa stagione, la distanza è siderale.

Il momento

Ieri sono stati ruotati nove giocatori, tenendo conto dei 6’ a Micov (fuori nel secondo tempo) e dei 90’’ di Biligha. Tarczewski ha dato 7’19’’, Jeremy Evans 10’, quindi in fondo in fondo, Ettore Messina si è compiutamente affidato a sette giocatori, dai 18’ del Chacho in su.

Le parole di Ettore Messina

Rotazioni ristrette, certo, ma senza LeDay e Delaney, dei veri e proprio intoccabili. Giocarsi la fase calda di EuroLeague con nove elementi nove, più due sotto i 10’, significa avere un roster importante, rotazioni tutt’altro che strette e molteplici risorse.

La ristrettezza attuale è figlia delle circostanze. Le valutazioni vanno sempre fatte ad ampio raggio.

38 thoughts on “Olimpia Milano post Zalgiris | C’è un sistema, c’è una squadra, ma diteci un “3” superiore a Shields

    1. L’ho scritto e lo riscrivo, se la classifica MVP seguisse logiche diverse da quelle puramente numeriche, il nostro SS sarebbe sul podio.
      Se poi restringi al 3 (o meglio al jolly perché lui fa tutto), si sale alla vetta assoluta.

  1. Avevo letto “dateci” e subito WTF!!!!
    Poi ho letto meglio 😁

    Anyway che Tarcisio giochi meno di un Evans fermo da un anno non è cosa nel complesso simpatica ….

    Ottimista perché Zac Zainetto LeDay e Delaney torneranno freschi e riposati.

  2. Sono d’accordo, Alessandro, a qualificazione ormai ottenuta, mi sembra giusto lanciare un discorso più ampio sul sistema e i suoi protagonisti!
    (e non si tratta di scaramanzia: dobbiamo vincere una partita delle prossime sei, avendo in Stella Rossa e Panatinaikos – penultima e terzultima in classifica – due opportunità concrete per farlo).

    La gestione Proli Portaluppi – al quale Proli dobbiamo molto, non fosse altro che per la licenza decennale in EL – è stata una gestione di entusiasti e volenterosi, ma inesperti dilettanti, che hanno certamente fatto del loro meglio, essendo però il loro meglio quello di una visione “divistica” del gioco.
    Così sono arrivati da noi nomi e figurine di grancassa, ma non giocatori di classe, e quei pochi che lo erano sono stati trattati da star e non da giocatori, così come sono stati trattati senza una prospettiva professionale alcuni dei giovani di grande talento passati da noi.
    A livello dirigenziale c’era un’immagine della squadra, non un sistema.

    Cosa voglia dire esattamente questa frase si vede oggi, per contrasto, dopo un anno e mezzo di gestione non solo professionale, ma altamente qualificata, ai massimi della categoria, di Messina.
    Avessero o no un sistema, come dici, Repesa e Pianigiani non avevano comunque alle spalle una dirigenza che sapesse fare sistema.
    Pianigiani poi è stato particolarmente sfortunato, va detto secondo me, perché gli sono mancati sul più bello i due jolly che stavano per farci fare una grande stagione, Nedovic e Gudaitis insieme.

    Quale sia il valore di un sistema lo si vede, di nuovo, oggi: giochiamo senza Delaney e LeDay, facciamo un gennaio senza Shields Brooks e Micov, e un inizio di stagione senza Delaney Punter e ancora Micov, eppure abbiamo fatto il nostro percorso sopperendo a qualsiasi falla.
    Certo, Repesa e Pianigiani non avevano lo stesso numero di giocatori veri in squadra, s’è visto l’anno scorso quando il primo anno di Messina, in parte figlio di quelle scelte, ha zoppicato alle prime assenze di rilievo, ma anche non avevano saputo farseli prendere e probabilmente non hanno saputo o potuto contrastare la voglia di star della dirigenza.

    Il punto è però che alle spalle di un allenatore adesso c’è una società, Messina stesso che però ha saputo e voluto scegliere al suo fianco Christos Stavropoulos, che di basket ad alto livello ne sa e non poco, e si vede.
    Dunque i giocatori sono arrivati perché la dirigenza voluta da Messina lavora insieme al capo allenatore Messina stesso, e il team sa come trattare i giocatori che arrivano: e se ci sono state scelte errate, come ci sono state, si è saputo provvedere – perché non è pensabile che a questi livelli dello sport professionistico di massimo grado, non si facciano errori.
    (per esempio in una squadra come quella di quest’anno, che è riuscita ad elevare il rendimento di più di uno dei suoi campioni – LeDay e Shields su di tutti, senza dimenticare Punter, mai visto in queste condizioni – in un ambiente che fa crescere i suoi giocatori, la gestione di Tarczewski è paradossale, perché il metodo carota-bastone usato con lui non ha funzionato, deprimendo il suo rendimento e facendolo bersaglio della critica anche dei tifosi che cercano un capro espiatorio – perdendolo quindi come forza della squadra, sul quale era stato puntato un contratto di tre anni…)

    Dunque il sistema del team squadra funziona se la dirigenza che lo affianca e lo assiste, capisce quello che avviene in un team di alto livello, nella tensione continua delle sfide sempre importanti, ed è in grado di operare in accordo.
    E allora ecco che la scelta di Messina, di venire a Milano a patto di potere riformare ambiente e mentalità detenendo i poteri centrali, si rivela non tanto il capriccio che i suoi avversai vorrebbero attribuirgli, ma il solo metodo per creare velocemente una squadra e un ambiente, una società in poche parole, capace di diventare competitiva e amabile in breve tempo.

    Che poi questo sia stato anche il suo (di Messina) sogno personale, derivato dall’esperienza con Popovich, come il nostro allenatore e presidente ha sempre dichiarato, non solo non toglie nulla al lavoro svolto, ma anzi lo impreziosisce.
    Quando uno del calibro di Messina ci mette anche del suo profondo, beh… i risultati si vedono!

    Perché se tra un mesetto, durante i po, saremo al completo, beh allora davvero niente c’impedisce di sognare coi piedi per terra, contro chiunque (che non sia il Barcellona impreziosito da Gasol, come se il resto non bastasse).

    1. Si amicò Palmasco, è esattamente così è vale nel basket come in qualunque attività professionale non individuale e complessa.
      Lo diciamo o lo capiamo da quando è arrivato Messina, ora finalmente sarà chiaro a tutti (o quasi).
      Poi magari non si vince nulla quest’anno (non credo) ma nel giro di un tempo ragionevole sicuramente sì.
      E soprattutto si è creato un sistema che dura negli anni, indipendentemente dai singoli giocatori.

    2. Certo, Repesa e Pianigiani non avevano lo stesso numero di giocatori veri in squadra-Ti cito perchè i giocatori veri per la gloria non arrivano, se invece hai un budget di 31M(che per te è una fesseria solo citarlo) magari puoi riuscire a convincerli e perchè nel basket, ancor più che nel calcio i giocatori cambiano squadra come andar sulle giostre, basta ammollare il coin. A tal proposito anche i nostri non faranno eccezione, quindi è meglio non affezionarsi troppo per non rimanere delusi poi

      1. Ti sbagli perché i nostri giocatori sono venuti per Messina non per i soldi……..

  3. Non misurare gli altri usando il tuo metro. Ripeto Pianigiani aveva bdg paragonabile ma diversa attrattiva, il sistema di gioco che privilegia l’attacco attrae solo un tipo di giocatori autoreferenziali che la storia bolla come perdenti. Oggi giochiamo il sistema e il resto sono solo chiacchiere.

  4. È riduttivo e punto professionale trattare i giocatori che sono altro, moralmente ed eticamente e non biechi mercenari. Il denaro è il giusto compenso a professionalità forgiate in palestre e campi in tutte le leghe professionistiche sono cioè il mezzo per valutare e non il fine, lo scopo del lavoro. Mi piace ciò che faccio e vengo pagato perché lo faccio bene e non viceversa.

    1. Apposta ho fatto il paragone con il calcio, laddove i team si difendono con contratti di lunghezza pluriennale, cosa che nel basket normalmente non succede, se però noi saremo l’eccezione che conferma la regola, meglio cosi. Che Messina abbia un attrattiva maggiore a coloro che hai citato può essere, ma il tutto partiva da una mia risposta sull’argomento budget, che lungi da essere una fesseria presa a scusa per provocare, è la base insieme alle idee con le quali si costruisce un gruppo vincente. E quindi 41M in più da investire negli ultimi 2 anni rispetto al Kaunas, che ci è dietro di poco, non è argomentare puerile

      1. Vuol dire che per dimostrare che il bdg è relativo dovremo battere il CSKA la prossima

      2. Come fai a dire che l’attrattiva di Messina è un “può essere” quando i giocatori hanno detto molteplici volte di essere stati convinti dalla presenza di Messina?

      3. Va bene Mr Tate se sono stato prudente scusami, non ho negato il fatto, l’ho solo condizionato, non avercene a male e non stare a guardare tutte le virgole solo perché ti sto sui coglioni

      4. Non mi stai certo sui coglioni, e quando hai detto cose che condividevo l’ho detto. Questa volta non condivido e lo dico. Non è una questione di virgole: Messina è, per strategia societaria, il punto focale di questo progetto anche perché la sua credibilità permette di portare certi giocatori a Milano. La cosa è confermata dagli stessi giocatori che candidamente ammettono che sono venuti qui per Messina (perché gli stessi soldi li prendevano altrove). Non è un dubbio o una possibilità, è la pietra fondativa. Quando toppa fa molto rumore (Mack), quando fa bene ne fa altrettanto (Hines, Chacho, ecc.)

      5. Il tuo discorso non fa una piega però io non ho mai letto di giocatori di qualsiasi squadra che ammettono candidamente di essere andati a giocare per il dio denaro…

      6. Certo, ma secondo me non è quello l’argomento del contendere. L’argomento era il peso della strategia societaria. Perché Messina è espressione di quella strategia, il suo nome da solo non è il 100% della questione. Giocatori di un certo calibro sanno che una società che sceglie Obradovic o Messina ha un certo tipo di strategia, quindi si sentono di arrivare in un ambiente che ha ambizioni e idee per raggiungere i risultati (poi credo che il nome stesso faccia ancora di più). Se hai quello, non sono i soldi a portare i giocatori, i soldi sono la moneta di scambio che anche un’altra squadra può mettere. Se non hai quello, o metti più soldi di chi ha un progetto solido (o percepito solido) oppure cicca.
        Poi, certo, se a un Hines venisse offerto il doppio di quello che prende ora per giocare a Berlino, andrebbe là e, come dici tu, di certo non direbbe “sono venuto per i soldi”. Però è evidente dai commenti dei giocatori e dal budget (che per Milano non è il doppio delle altre) che l’aspetto strategico è fondamentale. I soldi si possono spendere bene o male: l’anno scorso sono stati spesi così così (benissimo il Chacho, bene Roll, malissimo Mack, male White), quest’anno credo che non abbiano fatto mezzo errore.

  5. budget+movimento+scouting
    Il budget é sicuramente un tema rilevante, e le differenze di budget non sono decisive al 100%, ma certo aiuta avere un bel pacco di soldi su cui fare affidamento per costruire la stagione.
    lo Zalgiris con i soldi che ha riesce sempre a rendere tantissimo. e qui direi che entra in gioco con bella evidenza un altro elemento ovvero il sistema esteso di cui dispone un paese, una nazione, per costruire talenti e gestirli nella loro crescita. In Italia il sistema non funziona o funziona piuttosto male da molto tempo: i giocatori italiani di impatto sono pochissimi, nuove leve brillanti non se ne vedono molte, le auspicate giovani “punte di diamante” del nostro movimento fanno decisamente fatica. Lo Zalgiris ha poco budget in termini di cash con cui pagare gli atleti forse, ma si appoggia ad un sistema di produzione di talenti, ad una scuola di basket nazionale strepitosa e di spone di un club con una cultura profonda e radicata. Jokubaitis é l’ultimo esempio di un giocatore con margini enormi di crescita, che già ora – a 20 anni – è capace di tenere bene il campo in Eurolega. se una squadra italiana non ha un buon budget, beh, o azzecca una serie di stranieri low cost fortunatissima, oppure si deve accontentare di rimanere nelle retrovie europee, perché la “base” italiana semplicemente manca.manca la “canterà” e manca il contesto.
    Le squadre spagnole spesso hanno un ottimo budget cui si accompagna un movimento nazionale eccellente, produttore di talenti e capace di gestire i talenti a livello di club di prima fascia e non solo. poi hanno scout attenti, che pescano dall’argentina ai Balcani molti talenti ancora in erba.
    Quindi si, io sono felice che si abbia un buon budget, noi di milano. e sono convinto che sia importante averlo. nondimeno il budget senza una società forte una cultura sportiva di alto livello non serve a molto, non edifica. spero dunque che messina riesca a costruire una società in grado di produrre molti giovani talenti, italiani e non solo. e spero tanto che milano (e anche Bologna) sappiano dare un impulso deciso e forte al movimento cestisti italiano, affinché si organizzino i settori giovanili secondo modelli nuovi, capaci di valorizzare i talenti e di diffondere basket (Valencia??).
    Insomma W il budget ricco, soprattutto se si accompagna con una bel lavoro di scouting e il tutto si innesta su un movimento societario e nazionale che sa formare i giovani, insegna loro a giocare a basket e li aiuta a diventare dei professionisti

    1. Bello il tuo approfondimento sul tema budget & dintorni, hai colto alla radice la proposività del tema e non la provocatività che non voleva avere. Sarebbe interessante, per capire la dinamicità con cui incide il nostro bello sport nella singola nazione, i numeri dei praticanti del movimento a livello giovanile stato per stato. Si avrebbe cosi un idea del perchè il movimento italiano a confronto fa cosi fatica, Spagna in primis, ma anche Francia, oltre alle vivacissime e minuscole repubbliche baltiche

  6. Alcune considerazioni dopo l’importante contributo di @Gia.

    Siamo una nazione calciocentrica dove i ragazzini che fanno altri sport sono un eccezione e questo spiega sia i risultati nel basket, che quelli nel rubgy ed anche nel volley (vedi fenomeno oriundi). Il movimento e la cultura sportiva diventa decisiva altrimenti non si spiega come il Galles con 3 milioni di abitanti ci bastona nel rubgy e la Lituania con 3 milioni di abitanti ci bastona nel basket. Questo problema non lo risolve Messina, ne la Lega, è una questione “politica” di scelte strategiche verso lo sport che si deve sviluppare negli anni.

    Poi c’è lo scouting e la società Olimpia che finalmente si è dotata di una struttura in grado di selezionare ed attirare “veri professionisti” che si riconoscono nel progetto e non “mercenari” (lo dico in senso buono) che vengono a prendere lo stipendio. Un esempio per tutti il Khimki di quest’anno dove c’è lo scouting ed anche il budget ma è crollata al società ed abbiamo visto i risultati.

    Il budget è solo il terzo elemento importante e fondamentale ma non decisivo. Anche con un budget doppio e con me come allenatore non andremmo lontani. La somma dei tre elementi può dare dei risultati e soprattutto creare un gruppo che duri nel tempo.
    Quindi in Italia l’Olimpia o la Virtus hanno solo due leve, mentre per la prima credo ci vorrebbe una “politica sportiva” lungimirante che non vedo all’orizzonte. Qualsiasi sport o sportivo viene alla ribalta solo se vince (vedi il volley negli anni scorsi) altrimenti viene dimenticato.

    Solo un dubbio che pongo. Quando si parla e ci si accapiglia sul bugdet vorrei sapere se le cifre che vengono scritte riguardano il monte stipendi o il costo generale compresi costi fissi e via dicendo. Perchè se vogliamo fare un discorso economico serio bisognerebbe saperlo ed inoltre sapere quanto incidono le strutture logistiche e le tasse. Altrimenti il rischio è di fare ragionamenti non proprio realistici comparando cifre non omogenee.

    Quindi ripeto sarei curioso di sapere cosa c’è in quelle cifre? @fab visto che le hai pubblicate la fonte chiarisce a cosa si riferiscono?

  7. Le cifre si riferiscono ai ricavi, per la precisione per l’Olimpia sono stati per la stagione 2019 2020 di 29.7 milioni. La voce stipendi è complessiva di tutto il personale quindi giocatori + staff + personale medico e impiegati di circa 17 milioni lordi. Fonte Calcio e Finanza

  8. Devo dire che questa corsa a cercare di dimostrare che Milano non è poi tutta sta squadra che sta tornando di moda nelle ultime settimane inizia a diventare stucchevole. Prima era “vabbeh vince ma è l’inizio”, poi era “vabbeh vince ma spende troppo, vedrete a marzo”, poi è diventato “vabbeh il minutaggio ma ci sono gli infortuni”, poi “ok vince, ma piano che non ha ancora fatto nulla”, e ora “ok, va molto bene ma con questo budget, per forza…”.

    Una squadra italiana deve avere un budget così per competere, fine, perché il movimento nazionale è ridicolo e deve straspendere per fare collezione dei talenti migliori. In più ci sono squadre più ricche che sono dietro. Fatevene una ragione: questa stagione è molto buona. L’Olimpia può sgonfiarsi, perdere tutto, ecc. ma fino a ora se non vi state godendo la stagione o siete masochisti o tifate un’altra squadra.

    1. Stai tranquillo, non ti scaldare ed è bene che te lo ficchi in testa: tu sei tifoso Olimpia come lo sono io, non un briciolo di più. Io bianco e il mio sangue rosso ne sono la prova, ( l’ultima frase era una battuta, te lo dico perché tu sei un altro che si prende un po’ troppo sul serio) Forza Olimpia

  9. E’ chiaro che sono delle infantili provocazioni a cui non bisognerebbe rispondere anche se sono fastidiose. Capisco la difficoltà nel capire come un tifoso oggi possa essere insoddisfatto. Capisco anche che ci saranno persone allevate fin da piccolo con un messaggio che le ha rovinate: “non sei mai adeguato” e fanno fatica a riconoscere i meriti.

    Però direi che il blog è nettamente migliorato : nessuno dico nessuno insulta, ci sono opinioni diverse e qualche punzecchiatura che fa parte del gioco, quindi si possono accettare.

    Certo è interessante come gli argomenti man mano che si vince cambiano: prima erano le scelte infelici dei giocatori, poi il minutaggio, poi la profezia ora scoppiamo ed adesso visto che queste non funzionano siamo arrivati al budget (parola mitica che non spiega se non parzialmente chi sono le societa’ ricche, bisognerebbe vedere stato patrimoniale e conto economico)

    Speriamo di arrivare alle F8 ed anche alle F4 perchè sono curioso di sapere quale sarà la tesi per sminuire la vittoria: sparo alla grande .i poteri forti che hanno deciso che deve vincere l’Armani

    1. Tu, Iellini, sei uno che si costruisce la realtà a suo uso e consumo e quindi vede i fantasmi ( le provocazioni reiteratamente citate) dovunque; l’unica cosa che dovresti fare è calare il livello della tua permalosità.Quanto al blog, è quello che è, non sta a me o a te giudicare, a noi compete partecipare….. senza rancori di sorta

      1. Prima eravate cronometristi, cronometristi del minutaggio, ora siete diventati contabili, del budget.

        Quello che non cambia è la tristezza del vostro tifo, visto che vi ostinate a dichiararvi tifosi di Milano.
        Magari lo siete anche, che ne so, ma siete tristi, ed è questo che dà fastidio, la tristezza del tifo dei contabili.

        L’incapacità di avere emozioni altre da quella di rompere i coglioni agli altri. Lo squallore dei vostri argomenti, quando sono vostri, delle scopiazzature continuate, la mancanza di entusiasmo, la falsità dei nomi che usate, la mestizia con cui vi rifiutate di partecipare a un blog che ha tutta un’altra dimensione emotiva, la mancanza di dignità e d’orgoglio di stare in un posto dove vi disprezzano tutti perché siete piccoli provocatori e nient’altro. Contenti voi.

        Sai, a noi rompete un po’ le palle qui, voi invece, immagino, questa tristezza la portate in tutto quello che fate, perché questa sarebbe un’isola di evasione dal quotidiano.
        Poveri voi.

  10. Poveretto, una volta di più, scateni la tua repressione di povero individuo sulla povera tastiera del tuo pc( prova né sono i lunghi, prolissi, inutilmente verbosi infiniti monologhi che ti contraddistinguono) Le parole che hai usato sono un atto di accusa contro te stesso. La violenza verbale che hai usato ti giudica e ti condanna allo stato di “poveretto “, “star” in un blog attraverso il quale testimoni la tua esistenza . P.S.: quando leggerai queste “mie” non piangere……coraggio, nonostante tutto, al mondo c’è spazio anche per te, e quindi ti esorto: esci da questo blog esci, la vita è fuori. Ciao

  11. Come può uscire da questo blog che è la sua vita visto e considerato tutto il tempo che ci passa trollando da un commento all’altro e postando monologhi infiniti senza senso dove esprime sempre lo stesso concetto? Se gli togli il blog non gli rimane più nulla nella sua misera vita.

    1. Armando detto Gae ma che cavolo dici, hai cambiato nome 3 volte per restare qua…!
      E facendo finta di essere un altro e dimenticando quello che dicevi prima, faccia di bronzo infinita con cui stai qua a giudicare gli altri che raccontano le loro idee, condividono gioie e dolori…
      Ridicolo.

      1. Dovresti imparare a ragionare con la tua testa e non con quella degli altri ammesso e non concesso che tu ce l’abbia…

  12. Buon Palmasco continua ad esprimere i tuoi articolati ragionamenti che hai una platea di lettori ed estimatori, non hai bisogno che alcuno lo dichiari e so che guardi e passi e non ti curi di loro che insolentemente esprimono disprezzo. Noi preferiamo analizzare le imprese piuttosto che dissertare di budget, età e similia lasciando volentieri ad altri vecchie e laide idee preconcette..
    Forza Olimpia

  13. Ma io mi chiedo: non avete nulla da eccepire, voi del cerchio magico, rispetto a dichiarazioni del vostro prediletto, che sono e non sembrano, semplicemente inaccoglibili in un contesto di confronto magari acceso, ma che deve rimanere su binari di civiltà. Sappiate ebbene, che non facendolo, vi uniformate alla volgarità a senso unico che il prediletto esprime. Ebbene, se ci siete, battete un colpo di indipendenza, liberatevi dal giogo delle catene che vi tengono legati a costui (Deuteronomio1,27)

    1. È lodevole il tuo tentativo però mi sa tanto che il tuo messaggio cadrà nel vuoto perché il branco non potrà mai andare contro il loro capo branco.

    2. No Fab, non ho niente da dire su cosa ha scritto Palmasco, semplicemente perché sono d’accordo con lui ed esprimo le stesse idee da anni, sempre con il mio nome (anche quello vero che ho scritto innumerevoli volte) sempre con la mia testa.
      Su ieri avrei molto da dire riguardo alla squadra e a Messina che hanno avuto entrambi una pessima giornata.
      Di questo si può parlare sempre, con serenità e passione da tifosi.
      La storia del budget buttata lì era un tua provocazione che a me non interessa ma ovviamente è argomento possibile anche se molto intricato a poco da tifosi.
      Il nulla cosmico espresso da altri ammantato da una improvvisa quanto artificiosa illuminazione sulla via di Damasco invece mi fa pena e fastidio perché simbolo del solito voltafaccia all’italiana. Spero quindi che anche il nuovo nickname presto sparisco e ci liberi almeno per un po’ dalla fastidiosa presenza.
      Cordialmente

    3. Non c’è nessun capo ne tantomeno la “bestia” da abbattere semplicemente ho più affinità con chi appassionato, non tollera reiterate provocazioni pessimistiche rancorose e fuorvianti, specie se espresse in maniera poco intelligente come sempre propone il tuo compagno di merende

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