Palla a due domani alle ore 18 per Olimpia Milano vs Venezia. Un anno dopo il confronto di Pesaro, è tempo per la rivincita. Anche se con la Reyer, chiedere alla Virtus, sarà tutt’altro che semplice.
Reyer Venezia | Il prossimo avversario
Squadra vera Venezia, con dieci giocatori con almeno tre stagioni alle spalle in granata. Un’unicità, non solo nel basket italiano, che racconta di valori condivisi: questa è una squadra che se in difficoltà, se spalle al muro, sà come reagire. Perché gli è già successo.
Un vantaggio su Olimpia Milano, in un roster di grande profondità.
PG – Stone, De Nicolao, Clark, D’Ercole
G – Casarin, Tonut, Chappell
SF – Bramos, Campogrande, Cerella
PF – Daye, Mazzola
C – Vidmar, Watt
Grande varietà sugli esterni con Stone capace di difendere sui ruoli, in una squadra che proprio nella sua metà campo trae energia pressando lungo l’arco, e proteggendo un pitturato dove Daye non è certamente uno specialista, e Watt è un totem troppo solitario visti gli acciacchi di Fotu e Vidmar.
Questo è quello che attende Messina in fin dei conti. Una squadra in grado di far giocare male, di veicolare le penetrazioni verso il centro per poi richiudersi, mettendo il fisico in ogni situazione, e con tanti giocatori in grado di caricarsi di falli.
In tutto questo, se Watt è oggi con Bilan il miglior centro del nostro campionato, c’è il talento di Austin Daye, un “4” dalla pulizia tecnica con pochi eguali in Europa, e Michael Bramos, il più “clutch” della nostra LBA.
E dove potrà colpire Milano? Certamente con le rotazioni che inevitabilmente stancheranno la difesa veneziana, quindi allontanando il più possibile Watt da canestro con Hines: un arma tattica doppiamente pesante per un giocatore senza sostituti attuali.
Venezia | Le ultime dalle sedi
De Raffaele deve fare a meno di Isacc Fotu, ala centro di grande presenza a rimbalzo. In dubbio Gaspar Vidmar, il giocatore sarà rivalutato tra oggi e domani dopo l’assenza con la Virtus.
In casa Olimpia Milano non ci sono aggiornamenti all’orizzonte: out Jeff Brooks e Vlado Micov.

Loro sanno pressare bene sugli esterni e questa è una caratteristica che soffriamo abbastanza. Sotto sono un po’ sguarniti. Se riusciamo a penetrarre e caricare di falli Watt potremmo avere un buon vantaggio. Poi ci sono sempre gli scarichi sugli esterni, nella speranza che si tiri un po’ meglio di ieri, da tre.