Olimpia Milano, un’andata di Eurolega da 6,5. Ma quei rimpianti…

Il bilancio della prima parte di stagione: cosa va, cosa c’è da migliorare ed una valutazione complessiva

Ottavo posto in classifica, un bilancio di 9 vittorie e 7 sconfitte (una gara da recuperare) ed un record oltre il 50% (era successo solo l’anno scorso nell’era recente): così si è chiuso il girone d’andata di Eurolega per l’Olimpia Milano. Un cammino in linea con l’obiettivo di inizio stagione, cioè la qualificazione ai playoff, ma con la speranza ed il sogno di poter fare anche qualcosina in più. Mettendo però, a posto, alcune difficoltà o lacune mostrate nella prima parte della stagione continentale.

Olimpia Milano Eurolega | Cosa va

La difesa. La squadra di Ettore Messina, escluso qualche isolato passaggio a vuoto, ha mostrato di poter essere al livello delle migliori nel reparto arretrato. Aggressiva ed in grado di mettere in difficoltà gli attacchi avversari, anche delle squadre da Final Four come Barcellona, Cska e Real Madrid. Una caratteristica chiave per poter essere una formazione da corsa.

Il carattere. L’Olimpia non molla mai, non prende imbarcate e riesce a giocarsela praticamente sempre, anche quando fatica a trovare il tiro dalla lunga distanza o non è in una giornata brillante.

LeDay e Shields. Due giocatori di cui si era parlato abbastanza poco in estate, visti i colpi Delaney e Hines, ma sono due elementi di grande rendimento, pur non sempre essendo particolarmente appariscenti. Poche parole e molti fatti. Quello che serve in una squadra di vertice, oltre alle stelle riconosciute.

Olimpia Milano Eurolega | Cosa migliorare

La continuità. Le sconfitte contro Stella Rossa e Panathinaikos, così come quella con il Baskonia, hanno reso meno importante il cammino europeo biancorosso, di spessore probabilmente superiore rispetto ai risultati ottenuti. Ma i punti persi per strada, contro avversarie in quel momento in difficoltà, rischiano di essere poi pagate a caro prezzo. Ancor di più nel girone di ritorno.

Rimbalzi e assist. L’Olimpia è nelle posizioni di fondo in entrambe le categorie. Prevedibile la prima, vista la conformazione della squadra, mentre la seconda è ampiamente migliorabile. Giocatori come Rodriguez e Micov, ma anche Delaney e Shields, hanno le qualità per dare un’accelerata a questa statistica. Migliorando così la circolazione di palla milanese.

Tarczewski. Spiace mettere nelle note negative un giocatore che ha sempre dato tutto per l’Olimpia, anche in condizioni fisiche non buone in passato, ma è attualmente l’anello debole della catena biancorossa. Hines e LeDay non possono bastare per fare la voce grossa vicino a canestro. O ci sarà un cambio di rotta immediato, altrimenti servirà pensare ad altre soluzioni.

Olimpia Milano Eurolega | Le conclusioni

Un girone d’andata tra grandi partite e più di un rimpianto. L’Olimpia Milano ha dimostrato di essere una squadra da playoff, anche qualcosa in più nei confronti diretti con le big, ma è solamente ottava per alcune sconfitte sicuramente evitabili. Il talento non manca, la profondità del roster e l’esperienza nemmeno, però nel girone di ritorno va trovata più continuità di risultati. E se arrivasse un regalino sotto canestro, chissà che non ci siano i presupposti per sognare davvero.

Al momento, però, è giusto restare con i piedi ben piantati a terra e ricordare l’obiettivo di inizio stagione, cioè l’ingresso nelle prime otto. Dove l’AX Armani Exchange deve assolutamente stare. E merita di esserci, per quanto visto sul parquet.

55 thoughts on “Olimpia Milano, un’andata di Eurolega da 6,5. Ma quei rimpianti…

  1. Non parlavo di Momo e di nessuno in particolare ma se leggi i commenti di questi mesi non trovi un certo pregiudizio nei confronti di Messina ed anche un sparare giudizi completamente slegati dai dati di realta’

  2. Condivido che il sito sia spesso infarcito di considerazioni totalmente fuori luogo. Io ormai li riconosco alla seconda riga e li salto a pie’ pari. Se fate un piccolo sforzo in più anche voi sono sicuro che si seccano da soli come erbacce al sole. Però un consiglio amichevole: ignorare vuol dire ignorare, non ignorare a metà come state continuando a fare. E lo dico da tifoso meno ottimista di te, meno innamorato di messina, ma che ti legge volentieri quando – a mio parere ovviamente- riesci a “stare sul pezzo”.

  3. E’ mia opinione che i giudizi tranchant non possano essere espressi a metà stagione, vediamo solo i giocatori in partita e non parliamo con loro e non li seguiamo con competenza tecnica e lo staff di supporto durante gli allenamenti, a volte non comprendiamo neppure i movimenti corretti o sbagliati che siano durante le varie fasi della partita. Tutto questo senza aver allenato per 40 anni e guidato varie squadre di serie A per 500 dicasi 500 partite. E pretendiamo di essere credibili? Poi Gaetano mi chiede cosa ci trovo da ridere in certi commenti? Siamo seri portiamo pazienza godiamoci gli ottimi risultati. Per questi motivi non critico mai Messina. Sono conscio dei miei limiti. E dei vostri che in molti casi sono limiti più ristretti dei miei. Pivot o non pivot questo è il problema è lecito e divertente. Messina deve andare a casa non lo è.

  4. Iellini, chi stabilisce l’ignoranza cestistica? Il tuo amico Palmasco? Forse ti devi far perdonare da lui? Non condividere il vostro pensiero non significa essere ignoranti altrimenti lo stesso potrei pensarlo io di voi ma per me non è così, semplicemente ognuno di noi ha la propria visione. Condivido al 100% il commento di Momo e non mi pare che sia ignorante cestisticamente anzi tutt’altro

  5. Io non ho amici ne nemici in questo blog. Esci da questa logica perversa del noi e voi. Non esistono lobby o sette ma solo persone che esprimono posizioni. Non e’ una guerra, non si vince o perde niente.

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