
Una clamorosa rimonta nel quarto periodo, dal -12, fa volare l’Umana Venezia in finale scudetto, scucendo il tricolore dalle maglie della Virtus Bologna. I bianconeri sono in completo controllo del match, ancora a +8 a 4’ dalla fine, quando smettono di attaccare, pagano i tiri a salve di Edwards, e subiscono un incredibile parziale di 21-6, con cui passano dal 69-77 al 90-83 finale. L’anima della rimonta è quella di Amedeo Tessitori (22 punti), poi arrivano le giocate di Cole, Bowman e, soprattutto, di Parks, mentre dall’altra parte non bastano i 19 punti e 9 rimbalzi di Niang. La serie tricolore inizierà giovedì sera al Forum.
Il primo quarto è un continuo botta e risposta tra le due squadre, con sorpassi e controsorpassi, nonostante i padroni di casa fatichino a segnare dall’arco e dall’altra parte è il ‘solito’ Edwards a trovare con continuità il canestro. Quando entra in scena Morgan, però, i bianconeri allungano, anche grazie ad una difesa che riesce a tenere la Reyer a soli 4 punti nei primi 5 minuti del secondo quarto. Il distacco sale anche in doppia cifra, mentre i soli Cole e Tessitori mettono punti a referto per i lagunari. Troppo poco, pensando soprattutto ad un Wiltjer assolutamente inesistente, sbagliando anche triple aperte.
Tuttavia, all’inizio del secondo tempo, Venezia trova il -3 e la partita sembra replicare lo script di due giorni fa. Però, a differenza di Gara 3, entra in scena Niang: il lungo azzurro domina il terzo periodo, trova anche due triple (di cui una di tabellone) e lancia la nuova fuga delle ‘V Nere’, che raggiunge il +12 (57-69) nel finale di terzo quarto, con la tripla dall’angolo di Smailagic. Finita? No, perché Tessitori non è d’accordo. Il capitano orogranata segna anche dall’arco e guida la rimonta, poi completata da Parks e Bowman, dopo l’uscita per 5 falli del lungo. Ultimo minuto: Cole con la tripla di tabella del +3, sfondamento subito da Parks all’instant replay (tra le polemiche) e lo stesso numero 22 su rimbalzo in attacco la chiude. È Olimpia-Reyer.

Oooohhhhh un po di aria nuova! C’è pane per Bolmaro! Venezia ha una bella garra, in più di una partita con la Virtus, risale dagli inferi e incenerisce i tortellini lasciandoli in bianco!
Non più il bell’Amedeo (che palle Meneghin), ma l’Amedeo pisano…..e ma avrà da mangiare il pane duro di Diop e Nebo, però Venezia è “on fire” e in fiducia, perché ha performato sopra il proprio livello……continuerà? L’entusiasmo può fare molto, vedremo……
Vedo Venezia un po come la Livorno della seconda metà degli anni ottanta