Il 2020 di Olimpia Milano | Cronologia e parole, prima parte

Alessandro Maggi

Messo questo nefasto 2020 alle spalle? Noi no, d’altronde le ore passate nel 2021 sono ancora ridotte. Ripercorriamo l’anno di Olimpia Milano (prima parte)

Gennaio 2020

E’ ancora caldo il pensiero del ko di Bologna con la Virtus. Ettore Messina risponde a distanza a Sale Djordjevic su Repubblica Bologna: «Quando dopo la partita ho detto che, viste le ultime autorevoli vittorie contro i cugini e contro Milano, la Virtus è di fatto la squadra da battere, volevo riconoscere i meriti del dottor Zanetti, di Luca Baraldi, di coach Djordjevic e della squadra e fare i complimenti».

«Mi dispiace che Sale abbia pensato che volessi fare il vecchio giochino di mettere pressione su di lui e la sua squadra e si sia risentito, tirando di nuovo fuori l’ancor più vecchio discorso del budget».

Giorni dopo Djordjevic eviterà di proseguire il confronto: «Nelle ultime due stagioni la Virtus non ha fatto i playoff. Quindi sulla carta ce ne sono otto meglio di noi. Servono fatti e risultati quotidiani. Parlare meno e fare. Avanti passo dopo passo, come dice anche il dottor Zanetti»

Emergono le prime voci di uscita di Shelvin Mack, e arriva con lo Zenit il momento di Keifer Sykes. La squadra vince e il play ex Avellino commenta: «Penso di aver giocato in maniera accettabile».

Il momento non è semplice: arriva il ko nel derby con Cantù (Messina: «Mi sento responsabile, ora dobbiamo realizzarla») su ROM i tifosi sbottano: «Squadra senza talento», e Vlado Micov non si nasconde: «Così non possiamo continuare, tanti devono dare di più».

Con il Panathinaikos un successo che vale il sesto posto in classifica, con Treviso una W che tuttavia racconta dell’infortunio di Riccardo Moraschini e di Jeff Brooks, e mentre Egidio Bianchi viene defenestrato dalla LBA, Aaron White lascia Milano per il Tenerife in Spagna, seguito pochi giorni dopo da Shelvin Mack all’Hapoel Gerusalemme.

Il “barone rosso” ex Zalgiris commenterà il tutto solo un mese dopo: «Il mio ruolo non era quello che mi aspettavo l’estate scorsa quando ho firmato un biennale. A Milano non ero in rotazione, non ero contento. Stare in panchina non mi piaceva, ecco perché ho deciso di lasciare».

Il sottoscritto non ci sta, e su Twitter attacca: «E’ possibile che anche Aaron White avesse qualche responsabilità nella sua avventura a Milano? Tipo, anche con Messina il pallone è sferico, i blocchi si portano con energia, il canestro è in alto, giocare è una gioia e non un terrore, i soldi gli arrivavano in banca. Cose così…».

Aaron White chiarisce: «Certamente ho anch’io delle responsabilità nel fallimento. Le relazioni sono sempre 50/50. Non ho mai trovato il giusto comfort mentre ero a Milano. Le mie dichiarazioni erano solo risposte alle domande e non ho mai voluto essere cattivo e trovare scuse. Qualche volta le cose non vanno come atteso o sperato. Questa è la vita».

E’ di nuovo buio. Trasferte a Istanbul con l’Efes e a Tel Aviv che terminano in sconfitta, Brescia brinda nel derby dopo aver vinto anche la gara di andata, e i tifosi su ROM non le mandano a dire: «Semplice, giochiamo male». E ko, di nuovo a Istanbul, con il Fenerbahce nonostante il massimo in carriera di punti e valutazione di Kaleb Tarczewski.

Ettore Messina, a The Crossover, non cela le sue ambizioni: «Final Four in tre anni? Sarebbe fantastico». La squadra torna a vincere con Trieste nel giorno del dramma di Kobe Bryant e della figlia GiGi.

Il 27 gennaio l’annuncio: Drew Crawford è un giocatore di Olimpia Milano, ma solo per EuroLeague: «Pronto a raccogliere ogni insegnamento di Ettore Messina».

Con il Bayern, rimonta dal -20 e vittoria: «Sul -20 ci siamo tolti 50 chili dalle spalle» il commento di Nemanja Nedovic.

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