Olimpia Milano vs Venezia | Le pagelle di RealOlimpiaMilano

LeDay è l’MVP di una serata in cui si mettono in mostra anche Delaney, Moraschini e Cinciarini: i voti al nono successo biancorosso

LeDay 7.5 – Ennesima prova di grandissima sostanza per il lungo biancorosso. È sua la botta definitiva alla partita, nel corso del terzo periodo. 

Moretti 5.5 – Qualche buona giocata ed un paio di richiami da Messina per due falli evitabili.

Micov 5 – Non trova la mano al tiro e fa un po’ di fatica. Ma il suo contributo sarà più necessario giovedì in Eurolega.

Moraschini 6.5 – Primo tempo con qualche difficoltà, poi ritrova il suo ritmo e gioca un ottimo secondo tempo, su entrambi i lati del campo.

Roll 6 – Pur non sempre trovando la precisione al tiro, è il più attivo in avvio e sembra aver ormai trovato sicurezza a livello personale.  

Tarczewski 5 – Continua il momento molto difficile, anche in una serata in cui dall’altra parte mancano Watt e Vidmar. 

Biligha sv – Escluso un minuto nel primo quarto, gioca a partita già virtualmente finita

Cinciarini 6.5 – È in campo nei momenti migliori dell’Olimpia, suonando la carica in difesa e lottando su ogni pallone

Delaney 7 – Grande primo tempo per l’americano (14 punti), quando la squadra fa più fatica. Nella ripresa meno coinvolto in attacco, ma comunque rendimento positivo.

Shields 6.5 – Sembra meno coinvolto e incisivo del solito, poi guardi il tabellino e ci sono 14 punti, 4 rimbalzi e 3 falli subiti. 

Brooks 6 – Non demerita nei 12 minuti scarsi in cui è sul parquet.

Coach Messina 6 – Un primo quarto disattento per l’Olimpia, forse prendendo anche un po’ con sufficienza una partita scritta per le assenze degli avversari, poi la squadra cresce e conquista una vittoria tranquilla. Riposo per tre big, 27 minuti per Delaney, poi minutaggio molto distribuito. 

18 thoughts on “Olimpia Milano vs Venezia | Le pagelle di RealOlimpiaMilano

  1. X Tarcisio se sfrutta così le chance, si fa dura.6Pti nonostante una decina di 1vs1 con vantaggio fisico enorme, sono una miseria. È un giocatore oltre che senza tecnica, anche senza convinzione ad oggi. Purtroppo il piano partita era fatto per lui è invece ha faticato e siamo andati sotto.

    Poteva invece esser la partita in cui dare minuti e fiducia a brooks. Peccato.

    Altra scelta da lui stesso sconfessata, i 28 a delaney, ma qui non saprei: sarebbero dovuti essere i minuti di moretti che pero manca di cattiveria e difensivamente fatica troppo. In confronto ai giovani finora incontrati (casarin e bortolani) sembra più indietro, come fisicità e personalità. I minuti Messina è evidente che vuole che se li guadagni. A questo proposito, Un applauso come sempre al capitano che mostra agli italiani meno utilizzati come si deve andare in campo: alla fine lui i suoi minuti li trova sempre e non è un caso. Moraschini ha intrapreso questa strada e i risultati si vedono.

    Nel complesso partita vissuta in ciabatte, il tabellino di micov descrive abbastanza bene l’approccio mentale. Non è una colpa cmq x me, serviva tirare il fiato soprattutto in prospettiva è lo si è fatto. Peccato non aver avuto le risposte giuste da alcuni di quelli da cui le si attendevano

  2. Generoso il voto a Tarczewski. Un 5 per non affossarlo. Ripeto ad oggi il peggior centro della LBA. No tecnica, no testa e mi sembra anche un po’ giù di fisicità. Al massimo fino a Natale per riprendersi altrimenti il taglio deve essere inevitabile se vogliamo competere in EL.

  3. Partendo dal fatto che Venezia non è questa Venezia, bisogna dire anche che non è colpa nostra che sia così: neanche loro, è chiaro, ma comunque la partita bisognava vincerla in campo, possibilmente senza faticare troppo, e così abbiamo fatto.

    Venezia del resto non era Venezia non solo perché mancavano troppe delle sue pedine più importanti, ma anche perché sostanzialmente non aveva cambi.
    Quando dico che abbiamo vinto senza faticare troppo, intendo proprio quello che abbiamo visto in campo: li abbiamo aspettati restando sempre lì, finché nel terzo quarto hanno smesso fisiologicamente di tirare bene e di difendere bene per la fatica, e siamo andati avanti di venti.

    Nessuno dei nostri era particolarmente concentrato questo pomeriggio, tranne Delany e LeDay, che mi sembra che lo siano sempre.
    È probabilmente la ragione per la quale Messina dice di aver forse tenuto troppo Delaney in campo: perché ce n’era bisogno, a suo parere.

    Proprio nella concentrazione del nostro play sta la chiave per un buon attacco di questa Olimpia, un attacco che quando gira bene, fa moltissimi punti. Ha bisogno però di un sostegno preciso e ordinato, ma capace anche di spaccare la partita da solo con le sue iniziative personali.
    Delaney ha una bilancia interna tra i due momenti del suo gioco, che è perfetta: apre spazi e mette gli altri in ritmo, ma quando vede che ce n’è bisogno, arriva al gomito, si alza e tira – segnando quasi sempre.
    Ecco perché, secondo me, Messina ha ritenuto necessario stirare un po’ il minutaggio di Delaney.
    Nessun altro faceva quello che ha fatto lui, e nessun altro era concentrato come lui, tranne LeDay.
    Chi ha guardato davvero la partita, non può non averlo visto.

    Una squadra abbastanza deconcentrata come la nostra questo pomeriggio, non può difendere bene, come infatti è successo nel primo tempo, che abbiamo concesso un sacco di punti.
    Se non difendi bene, per vincere le partite devi segnare più degli avversari, ecco perché, secondo me, Tarczewski ha giocato molto meno di LeDay: Kaleb purtroppo senza il Chacho non segna, e ultimamente segna pochissimo anche con lui, il grande Zach invece segna che è un piacere.
    Segnare è necessario sempre, ma in questa partita, dove in difesa eravamo pigri, per ragioni comprensibili – sono passate meno di 48 ore dallo sforzo soprattutto psicologico di Zalgiris – ancora di più.
    E non è che non si sia giocato per Kaleb, ma lui perora niente, di segnare non se ne parla.

    Apriamo un punto che so già essere polemico, ma invece di fare gli schieramenti, proviamo a ragionare.
    Moretti che sbaglia il tiro libero del tecnico, Biligha che sbaglia i suoi due tiri liberi: se non siete concentrati nei pochi minuti che avete, ragazzi, come potete sperare di giocare?
    Diciamo anche che nella pallacanestro #11 e #12 ci sta che non giochino per molte partite, quindi se Moretti e Biligha non giocano, non vedo dove sia lo scandalo. Se poi sono anche deconcentrati quando dovrebbero giocare, beh.
    Dicono: perché li hanno presi, allora?
    Non so che domanda sia. Li hanno presi perché in panchina servono #11 e #12, da sempre, in tutta la pallacanestro moderna, in tutti i campionati del mondo.
    Servono per le emergenze, non certo per insultare gli allenatori che governano le panchine e fanno le scelte per le proprie squadre.

    C’è anche dell’altro, e spero che anche i cronometristi di questi commenti, si rendano conto che non basta ripetere le cose mille e mille volte perché diventino vere.
    Ragionate su questo, ragazzi: con Biligha e Moretti in campo insieme, come è successo stasera per qualche minuto, tutti gli altri in campo devono faticare di più, perché praticamente giocano in tre.
    Non è quindi che uno dice, li metto in campo tanto cosa vuoi che sia… Metterli in campo, se arrivano deconcentrati e confusi, come per esempio stasera, ma anche quando si impegnano e però non rendono, costa agli altri energia in più – per non dire che costa anche il risultato, perché quelli che le partite le vincono, sono sempre gli altri, quelli che giocano meglio e di più, e he quindi devono essere in campo.
    Quindi per favore basta con questa solfa dell’obbligo di fare giocare 11 e 12.
    È un ragionamento che non tiene conto della realtà, che non tiene conto di quello che avviene sui campi di pallacanestro, e a questo punto, non è nemmeno più un’opinione.
    Non lo è perché non è supportata dai fatti, che invece dicono proprio il contrario: e cioè che non c’è affatto l’obbligo, e molto spesso nemmeno la necessità, di far giocare 11 e 12, in qualsiasi squadra di pallacanestro.
    Quindi piantatela.

    Ah… e non provate a dire che contro i cinque di Venezia bastavano 11 e 12.
    I cinque di Venezia sono comunque fior di giocatori, e se non ci sono in campo i Delaney, i LeDay, gli Shields, i Micov, nella pallacanestro di oggi non si vince nemmeno contro l’ultima in classifica, figuriamoci contro cinque dei campioni d’Italia!

  4. Il più grande polpettone di sempre, questo ,seppur arrivato con grande ritardo, è il POLPETTONE DEI POLPETTONI !!!

  5. Se non servono i giocatori “11” e “12” perché non mettiamo due giovani al posto di Biligha e Moretti che non sono venuti a giocare gratis a Milano? Tanto i soldi non li tira fuori il coach/presidente operativo. Perché non aver preso 2 italiani che almeno in LBA possano giocare dignitosamente al posto di Biligha e Moretti che oltretutto sono stati scelti da Messina e non ereditati da gestioni precedenti? E poi non basta essere in 5, anche se fossero i più grandi giocatori di basket, perché senza cambi non vai da nessuna parte e uno che sostiene di capirne di basket lo dovrebbe sapere…

  6. Quando Orlando ha definito il più grande polpettone di sempre”Lucida disamina dei fatti senza fronzoli e orpelli ” ho avuto una crisi epilettica.
    Adesso che mi sono ripreso ho capito come stavano realmente le cose: il discepolo Orlando ha garbatamente preso in giro il maestro palmasco circa la lunghezza dei suoi post.

    Andrea, la tua si che è una lucida disamina!

  7. Ok, sugli argomenti non avete niente da dire – me lo aspettavo.
    Sui polpettoni è ormai nota la vostra dipendenza, tanto che li annunciate, li aspettate, e li cronometrate se arrivano all’ora esatta oppure no.
    Tranquilli, sono gratis e li faccio volentieri, approfittate pure!

  8. Secondo me Palmasco, quando si sveglia la mattina, si prepara due polpettoni: uno per la vittoria e uno per la sconfitta, così ce li ha pronti. Ecco la sua giornata tipo hihihihihihi

  9. Provo a fare alcune considerazioni a partire dalle sollecitazioni di marcoolimpia e palmasco (che ringrazio per i contenuti, che poi si sia d’accordo o meno poco importa, credo sia interessante aprirsi mentalmente e considerare come degne d’attenzione le posizioni altrui).
    Partirei dal povero Tarcisio, perché non credo che il piano partita sia stato fatto esattamente per lui. O meglio: in questa partita s’é provato con set offensivi in post , che richiedevano un certo tipo di movimenti ed una manina educata (insomma, quelle robe che quando le fa Zach sembrano facili, ma non lo sono per niente), e non a caso il suo compagno di rollate sopra il ferro, Rodriguez, non era della partita. Tentativo lodevole, è ammirevole che si voglia far diventare un centro come Tarcz un giocatore completo, ma qui mi sorge un primo dubbio: qual’é il sottile confine tra sviluppare un giocatore e snaturarlo? Quindi ok provare nuovi giochi per il bene del giocatore e della squadra, ma forse in questo momento Messina un paio di rollate facili facili per tirare su il morale gliele può anche disegnare sulla lavagnetta, giusto per aumentare l’autostima.
    Stessa cosa per Moretti: ok che per il suo bene si voglia farlo diventare un mastino della difesa (e a questi livelli ha da tirare su svariati chili di muscoli, si faccia passare i beveroni di creatina dal Morasca), ma un paio di uscite dai blocchi non si negano a nessuno, ci fanno poi così schifo due triple facili da mettere a referto? Anche qui per il discorso di prima sullo sviluppare/snaturare: Moretti ha da crescere e Messina lo sta facendo lavorare duro (anche a livello mentale), ma visto che si parlava pure di Casarin e Bortolani (grandi applausi ad entrambi, e a tutti i giovani della Reyer di ieri) diciamocelo chiaramente: se Moretti faceva quel passi in area visto fare a Casarin, erano 25 minuti di panchina. Giusto o sbagliato, questo è, Jaycee Moretti avrà un bel pò da lavorare, Milano non è una squadra per giovani.
    Ultimo argomento, il tema dell’ 11 e 12. Il problema credo non consista nei minutaggi, quanto nel tipo di responsabilità che gli viene richiesta: se i leader naturali ed i campioni della squadra sono in flessione o giustamente sono mentalmente prosciugati dal doppio turno di Eurolega, non si può chiedere a Facundo Moretti o Shaquille Biligha di tirare la carretta in termini di leadership carismatica, poi possiamo anche immaginarci un universo alternativo in cui Moretti va a muso duro contro Vlado e gli urla di togliersi le ciabatte, ma insomma ci siamo capiti. L’11 e 12 devono giocare in questi contesti, farsi i propri minuti con convinzione e possibilmente qualità, ma ecco concordo sul fatto che non gli si possa chiedere la rumba (Cinciarini ha una grossa carriera alle spalle ed una personalità di un certo tipo, che gli ha permesso di arrivare a livelli impensabili se avesse contato solo sui mezzi tecnico/atletici, non farei confronti).
    Da ultimo, complimenti a Venezia, che la sfida scudetto sia tra Milano e Virtus non lo vedo così scontato in prospettiva, Venezia come sempre dirà la sua e con autorevolezza che le deriva da un grande lavoro sia tecnico, sia organizzativo.

  10. Interessante tema proposto da Marco: Tarczewski e Moretti dura lezione per trarre il meglio da loro o snaturarli? Possibile che Messina non abbia l’esperienza e le competenze per comprendere ciò che sta facendo? Difficile credere che stia commettendo un un’errore di valutazione, io penso piuttosto che ancora una volta tutto ciò abbia a che fare con la nostra impazienza. Se uno dei due o entrambi getteranno la spugna, secondo me vuol dire che non valgono l’investimento fatto su di loro.

  11. Marco apprezzo la discussione e anche quello che a me pare il tuo atto di fede nelle tue idee.
    Voglio quindi riportarti ai fatti di questa specifica partita.

    Delaney non è play da pick&roll – nel senso che lo è molto poco, direi proprio per natura, la natura della sua visione del gioco, e la sua estetica da campetto.
    L’estetica da campetto americano è quella dell’1/1, della sfida personale – è l’incubatrice nella quale si sviluppano i loro DNA, che sono maturati nella prepotente superiorità NBA e della nazionale, mai vista in altri sport per nettezza e longevità del dominio.
    Non è quindi il play che metterà in luce le doti di lettura in area avversaria, di tempismo e di stazza di Tarczewski.

    Uno degli articoli della partita con Venezia, mi pare quello di Maggi, sottolinea la virata del gioco milanese che ricorre meno al p&r.
    È dunque un fatto osservato da tutti.
    La ragione dello shift, secondo me, sta proprio nelle qualità naturali di Delaney, che è soprattutto un creatore di spazi, per sé e gli altri, spazi e vantaggi adatti all’1/1 del quale Olimpia ha interpreti eccellenti LeDay, Datome, Shields, Punter, lo stesso Delaney, Hines in parte, e altri stanno crescendo, tipo Moraschini.

    In questo contesto di squadra che ha una sua logica – se hai un play così e degli attaccanti così, è così che devi giocare, anche se nel resto del mondo il p&r è abusato e spesso vincente (e non è che noi lo abbiamo abbandonato, gli accostiamo altro).
    In questo contesto di squadra non è che si chieda a Tarczewski di snaturarsi per la sua maturazione: gli si chiede di giocare con la squadra, secondo ciò di cui la squadra è capace e di cui ha bisogno.
    Mi sembra impeccabile.
    Dunque spalle a canestro, ma in area dsanto!
    E nota che almeno tre di quei post in area erano contro Chappell, che gli rende parecchi chili e centimetri.
    Kaleb però, al momento non ha alcuna confidenza nelle sue mani, ha paura, è intimidito, non si fida, e non ha sfruttato nessuna di quelle opportunità, ricorrendo a tiretti che quelli davvero non sono suoi.
    E dire che in allenamento in squadra di esempi e immagino lezioni, ne ha!
    Non si tratta quindi di snaturare a bastonate, ma di chiedere un impegno totale, mentale prima di tutto.

    Moretti l’hai visto ieri pomeriggio: non si tratta solo della difesa, ma di concentrazione.
    I tiri li ha avuti, uno piedi per terra da solo da tre da destra, che ha scheggiato il ferro, uno in post basso da due, subito prima del palleggio arresto e tiro dalla stessa posizione che ha segnato, ma che ha sbagliato.
    Se da matricola non fai quel tiro da tre che è il tuo, che è il tuo tutta la vita, vuol dire che non sei concentrato.
    E se non sei concentrato da matricola, che ci stai a fare in campo?
    Anche lì, non è un bastone per snaturare, è il ragionamento ovvio di un grande allenatore.
    Quando vai in campo da matricola devi morire, e devi morire col sorriso sulle labbra e il tuo miglior sudore.
    O credi che le stelle siano diventate stelle sputando scuse in campo, invece di sudore concentrato, quasi chicchi di puro salgemma?

  12. È interessante leggere analisi tecniche di una partita falsata, con il risultato già deciso prima ancora di iniziare a giocare….

  13. Grazie per le risposte e le sollecitazioni:
    – orlandoilrosso: spero sia la nostra impazienza, e comunque la fase è dinamica, mettere una pietra tombale sullo sviluppo degli atleti sarebbe ingeneroso;
    – palmasco: su Tarcisio mi pare che stiamo dicendo cose simili, ma prendendo la questione da due lati diversi. Concordo sulla “virata del gioco”, ma appunto Gudaitis, messo di fronte al progetto tecnico del 2020/21, ha educatamente declinato la proposta e se e è andato da Pasqual. Tarcisio (che a Milano ha passato tre allenatori, come ricordava Maggi), è un pò il nostro “One Dimensional Man” , è l’antitesi delle richieste odierne di Messina, ed infatti vaga per il campo tentando di ricordarsi cosa gli viene chiesto, sapendo bene che post basso e tiro dalla media, se dopo 4 anni a Milano ancora non sa cosa siano, non è che si possono inventare ora ( a mio parere; gli atti di fede non fanno parte della mia formazione). Al netto dell’ipotesi che si tratti solo di un brutto periodo, forse è il caso che si valuti un cambio di progetto tecnico, per lui e per Milano, senza dimenticare di ringraziare un giocatore di grandissima professionalità ed attaccamento alla maglia, cui va tutto il mio plauso. Su Moretti, anche qui mi pare che non si caschi tanto lontano: concordo sul fatto della concentrazione e della postura, anche il body language ha un suo perché, e Moretti da questo punto di vista non mi pare risulti ancora convincente ( e Milano è una piazza che di tempo non te ne lascia, il tritacarne è sempre in funzione). Quello che dico è che Moretti è chiamato a fare il suo, non anche quello degli altri in termini di carisma. Se entra da undicesimo che faccia il proprio alla morte, ma il mestiere di faro e stella polare per il gruppo squadra magari lasciamolo agli Hines e ai Datome, ai Delaney e a Rodriguez, a Shields o a Micov (quando lascia le ciabatte negli spogliatoi e si mette le scarpe).
    – andrea: concordo sul fatto che la partita non vada commentata un granché, e che non potesse offrire spunti di sorta (che fosse già “decisa” era cosa nota, anche se rinnovo i complimenti a Venezia), lo scrimmage di ieri pomeriggio per me è stato un pretesto per andare sulle dinamiche di un paio di giocatori, non è che l’impegno di ieri aggiunga o tolga granché in termini tecnici ( a parte la speranza di rivedere i giovani veneziani sui palcoscenici almeno di LBA al più presto, che se lo meritano).

  14. Certo Marco, non ce li vedo a gettare la spugna, anche perché Moretti mi sembra abbia il QI necessario e per Tarczewski credo sia allo studio un piano B

  15. orlandoilrosso, breaking news in arrivo: per domani è previsto uno speciale tutto dedicato a Tarcisio qui sul sito, tutti i segreti saranno disvelati! A parte questo, penso anche io ci sia un progetto razionale rispetto all’utilizzo ed agli obiettivi di miglioramento, è che la stagione è lpiena ma soprattutto accidentata, pensiamo solo a queste ultime due settimane, cosa vuoi che si sia lavorato in termini di set offensivi o rotazioni difensive…

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