Reyer Venezia, 11 positivi al Covid-19

L’Umana Reyer comunica che i risultati degli ultimi test hanno fatto emergere ulteriori nuove positività

L’Umana Reyer comunica che i risultati degli ultimi test, arrivati in mattinata, hanno fatto emergere ulteriori nuove positività all’interno del gruppo squadra facendo salire a 11 i positivi al Covid-19.

Le attività di squadra continuano ad essere sospese e i soggetti in isolamento fiduciario.

13 thoughts on “Reyer Venezia, 11 positivi al Covid-19

  1. Mi pare logico ed evidente che allenarsi e giocare insieme sia la miccia per un focolaio continuo . Puoi fare tutti i controlli che vuoi, ma non serve.
    Fatico veramente a comprendere come “the show must go on”. Mi pare veramente una mancanza di sensibilità per chi si ammala e sta male , per chi si sta facendo il culo negli ospedali x gestire la situazione e anche per ristoratori e affini che “io no, ma lo sport si”. Provo tristezza

  2. Di questi 11 positivi quanti sono sintomatici e quanti sono stati ospedalizzati? Sappiamo di un giocatore di LBA che è stato ricoverato per il covid? Mi sembrano risposte essenziali per capire la situazione.

  3. Alessandro condivido il tuo pensiero e sono sulla tua stessa lunghezza d’onda. Aggoungo solo che chiediamo sacrifici a tante attività produttive con annessi dipendenti, e poi ci infuriamo se per un periodo si dovesse fermare il basket. Per me conta prima la salute e poi tutto il resto e credo che lo stesso valga per gli atleti, che hanno una famiglia da salvaguardare.

  4. Mr Tate, abbiamo bloccato attività ben più rilevanti per un rischio potenziale . Mica ci si è chiesto se i potenziali contagiati dei ristoranti sarebbero stati asinotomati o meno.
    Il problema, ribadisco, non sono i giocatori che essendo giovani e in salute, corrono un rischio limitato. Ma sicuramente vanno ad alimentare la catena dei contagi.
    Mi viene il sospetto tu mi stia prendendo in giro

  5. Alessandro, hai scritto “Mi pare veramente una mancanza di sensibilità […] per chi si sta facendo il culo negli ospedali”, quindi pur non avendo risposto a te col mio commento, faccio anche a te la domanda: quanti atleti sono finiti in ospedale? Se la risposta è zero, il problema degli ospedali non si pone. “Eh ma questi poi infettano altre persone”, certo, esattamente come le infettano quelli che viaggiano sui mezzi pubblici per andare a lavorare ma sono controllati un decimo di quanto sono controllati gli atleti. Paragonare i clienti di un ristorante ad atleti controllati costantemente e che possono, per virtù dei loro stipendi, essere isolati molto meglio, mi sembra poco azzeccato, ecco.

    Ci sono due modi per affrontare questa emergenza: scientificamente o a caso. Scientificamente significa valutare i fattori di rischio e poi decidere quali attività è assolutamente indispensabile chiudere perché non c’è proprio modo di gestirle e quali invece possono proseguire con limitazioni e accortezze dovute. A caso significa lasciare aperte attività a rischio e chiudere quelle in cui è possibile gestire le emergenze.

  6. Per me Mr Tate è sprecato qui, dovrebbe candidarsi alla presidenza del Coni al posto di Malagó, o ai vertici dell’Eurolega o ancora meglio, come scrisse qui qualcuno tempo fa, alla Presidenza del Consiglio al posto di Conte.

  7. Mr Tate, sono completamente d’accordo, ma l’approccio logico e non ideologico e’ lontano anni luce dalla cultura italiana.
    E così si va avanti a slogan senza nessun reale fondamento….

  8. Ti appoggio Mr. Tate ma la ragionevolezza non è un bene comune e spesso le “risposte” sono degli sfottò, tipici di coloro che.non hanno argomenti

  9. Orlandoilrosso, ogni tanto riesci a scrivere un commento senza insultare chi non la pensa come te? Spero che voi (Mr Tate, Tom Sawyer e Orlandoilrosso) non abbiate mai a che fare con qualcuno della vostra famiglia, parenti o amici, malati di Covid…

  10. Huella! Non accettiamo critiche e minacciano pure (anche se coc lo spero che non) mi ricorda qualcuno comunque non è una tesi a sostegno, poche balle! Gli atleti sono controllati e conducono una vita sana e lo stesso non si può dire dei passeggeri di un tram purtroppo

  11. Ho fatto il covid a marzo perché ho fatto una scelta personale cretina che oggi non farei più ovviamente, ma non ho veramente idea cosa c’entri che l’abbia avuto io o i miei parenti con i dati scientifici che devono guidare le decisioni che dettano la vita di milioni di persone.

  12. Andrea, il tuo argomento e’ talmente debole che non meriterebbe risposta ma te la do’ lo stesso.
    Io lavoro, tutti i santi giorni, per un’azienda che è direttamente coinvolta in tutti i vaccini. Se non tanto io, che lavoro davanti a un PC a rischio zero, ma le migliaia di operai miei colleghi smettono di lavorare, ti puoi dimenticare qualunque farmaco sia contenuto in un flacone di vetro. Inclusi vaccini attuali e futuri.
    Mia figlia fa centinaia (si hai capito bene, centinaia) di tamponi al giorno perché anche se è medico da poco e non infermiere, manca personale per farlo.
    Quando non fa tamponi, fa vaccini anti influenzali.
    Lavora 12 ore al giorno al 20 euro all’ora.
    Se si ferma lei come le sue tante colleghe e colleghi, va in vacca il poco tracciamento che abbiamo ancora.
    Quindi cosa sia il Covid lo so da mesi.
    E non ho ricette facili, ma almeno evito di dire ovvietà e cerco di rimandare faticosamente attaccato al poco di logica rimasto.

  13. Tom Sawyer, è scontato che alcune categorie di lavoratori, quali infermieri, dottori e le aziende come quella dove lavori tu (e potrei citarne altre), sono essenziali ed è proprio per tutelare le categorie sopraindicate che bisogna far l’impossibile per ridurre il rischio di contagio, e certamente lo sport non è un attività produttiva essenziale in questa fase che stiamo attraversando. Per me lo sport non ha più diritti di tutte quelle attività lavorative come bar, ristoranti palestre (e tante altre) che purtroppo sono chiuse perché anche queste danno lavoro a migliaia e migliaia di persone. Non possiamo chiedere sacrifici a tutte quelle attività produttive ritenute non essenziali e poi gridare allo scandalo se decidessero di sospendere lo sport in generale. Per me il bene primario é la salute, poi viene tutto il resto. Questione di priorità.

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