Luca Baraldi: Andare a giocare in Lombardia non mi sembra opportuno

Luca Baraldi, ad della Virtus Bologna: Fermarsi e ripartire a febbraio con tutti vaccinati non sarebbe sbagliato

Luca Baraldi, ad della Virtus Bologna, nei giorni scorsi ha evitato di commentare la lettera di Ettore Messina a Eurohoops. Ma la sua posizione non cambia, come confidato a Massimo Selleri su Il Resto del Carlino.

«Quando non giochi una gara perché il tuo avversario è stato colpito dalla pandemia, ti rendi conto di quanto sia grave la situazione».

SULLA ZONA ROSSA

«La Lombardia ha ben cinque squadre che appartengono alla zona rossa. Portare 20/25 persone a soggiornare lì frequentando alberghi e ristoranti, impianti sportivi e docce, ambienti chiusi ed umidi non mi sembra opportuno e lo eviterei».

SULLE DIFFERENZE RISPETTO AL 7 MARZO

«Non capisco quale sia la differenza tra il 7 marzo, quando si fermò il campionato e oggi, dato che con cifre superiori si continua a giocare. La spiegazione non va data tanto a me, ma ai tesserati e alle loro famiglie, anzi alle nostre famiglie perché anche io lavoro dalla sede della Virtus. Se giochiamo dobbiamo tenere aperto tutto».

SULLA STAGIONE

«E’ corretto ripensare alla stagione, tenendo presente che le competizioni internazionali hanno la stessa dignità del campionato. Il vaccino dovrebbe arrivare a inizio anno, fermarsi e ripartire a febbraio con tutti vaccinati non sarebbe sbagliato»

6 thoughts on “Luca Baraldi: Andare a giocare in Lombardia non mi sembra opportuno

  1. Puoi sempre non presentarti, perdere a tavolino, così non rischi nulla. A marzo l’Italia é stata colta impreparata, ora ci sono dei protocolli da seguire, adeguati o ritira la tua squadra e non rompere i coglioni un giorno si e l’altro pure. A marzo voleva che il campionato e l’Eurocup continuassero perché secondo lui aveva già vinto entrambe le competizioni mentre ora ha capito che non c’è trippa per gatti e quasi pretenderebbe la sospensione del campionato

  2. Come al solito i dirigenti del basket nostrano non hanno preparato un piano B se la pandemia avesse ripreso a colpire con l’arrivo dell’autunno. E così subiscono ,lamentandosi e strumentalizzando, le decisioni politiche. Baraldi pone un problema ovvio, da domani certe regioni saranno off limits, quindi non ci si potrà recare se non in deroga a regole che gli altri cittadini sono obbligati a rispettare. E’ naturale che così il campionato vada tristemente verso la sua naturale sospensione. Bella la proposta di aspettare il vaccino, mettiti in fila Baraldi che dietro spingono!

  3. Se vogliamo che il basket non muoia il campionato deve continuare a prescindere se alcune Regioni saranno off limits. Alcune categorie di lavoratori lavorano nonostante la chiusura delle Regioni, non vedo perché per motivi lavorativi il basket non possa continuare con le dovute precauzioni, in fin dei conti gli atleti sportivi sono tutelati più di un lavoratore qualsiasi poiché fanno tamponi quasi tutti i giorni. La storia del vaccino già pronto per Gennaio/Febbraio è una favola italiana.

  4. A Bologna o in Lombardia il rischio contagio è uguale. Vorrebbe mandare tutto in vacca è chiaro. Per fortuna non se lo caga nessuno
    Ps
    Non sono obbligati a fare la doccia e possono arrivare al campo di gioco con il loro autobus senza passare X hotels. Oppure non presentarsi così hanno finito di rompere

  5. Vorrei proprio vedere cosa succederebbe con la sospensione da lui auspicata. Dunque: ora si blocca tutto (allenamenti compresi) e si riprende ad allenarsi, diciamo, a meta’ febbraio. Una ventina di giorni per tornare in forma e dal dieci marzo via con due/tre gare a settimana, tra campionato e coppe europee (e la coppa Italia!), trasferte incluse, per recuperare il tempo perso. E poi? Play off LBA a luglio? Finali delle coppe sempre a luglio, in concomitanza? E le olimpiadi? Ma, soprattutto: come si fa con i giocatori e gli altri dipendenti? Se sdesso non giocano e non so allenano, non li paghi. Poi a luglio gli devi comunque prolungare il contratto. Insomma: forse a tutto questo bisognava pensare prima, programmando una “stagione ridotta”, almeno in Italia. Insomma: non mi sembra uno molto…. illuminato.

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